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 2026  ottobre 04 Domenica calendario

Come il copilota di Flydubai ha tentato il dirottamento

Come ha fatto un pilota allontanato da un Paese – perché visto come troppo estremista sotto il profilo religioso – ad essere assunto nello Stato vicino e a volare più volte non soltanto nell’area che l’ha bandito, ma pure in una nazione come Israele che ha un apposito dipartimento per l’autorizzazione del personale dei vettori stranieri?
In attesa di capire le falle, c’è chi lo ritiene il più spettacolare fallimento delle misure di verifica. Perché, dice chi ora inizia ad avere un quadro più chiaro di quanto successo sul volo Flydubai Dubai-Tel Aviv del 30 settembre, un veloce controllo avrebbe fatto emergere le tante criticità sul primo ufficiale. Il cui nome è filtrato ieri mattina, su sollecitazione degli 007 israeliani: Hamam al Hammami, 29enne nato negli Emirati Arabi Uniti da papà omanita e mamma siriana.
La vita digitale
È il suo ruolo sui social a mostrare le falle nel cosiddetto background check dei Paesi del Golfo. Nove ore dopo la deviazione del volo Flydubai verso l’Arabia Saudita, sul profilo LinkedIn intestato ad al Hammami sono comparsi due post. Il primo mostrava filmati dalla cabina di un Boeing 737 Max con focus sugli aerei delle compagnie israeliane El Al e di Arkia, per poi concludersi con la fotografia di Ayman al-Zawahiri (il successore di Osama bin Laden alla guida di al Qaeda) e di Humam Khalil Abu-Mulal al-Balawi (affiliato di al Qaeda che nel 2009 si fece esplodere in Afghanistan).
Il secondo post mostrava un’immagine generata dall’intelligenza artificiale raffigurante i tre luoghi più sacri dell’Islam (Mecca, Medina e Gerusalemme) uniti da una scia luminosa, accompagnata da una poesia dal tono di sfida. Poche ore dopo, il profilo è stato rimosso, svela la Cnn. Anche un account Instagram con lo stesso nome e le stesse immagini, su cui i due post erano stati pubblicati quasi simultaneamente, è poi sparito. Non è chiaro chi abbia pubblicato quei contenuti, né se fossero stati programmati.
La formazione
La formazione di al Hammami – secondo quanto indicato sul profilo LinkedIn – è avvenuta tra Australia (ingegneria alla Rmit University) e Gran Bretagna, alla Buckinghamshire New University, Inghilterra meridionale (laurea triennale a distanza in gestione del trasporto aereo nel 2023).
Il percorso professionale di al Hammami si era sviluppato in Oman Air, la compagnia di bandiera del Sultanato: lì il primo ufficiale avrebbe lavorato per sette anni, fino al febbraio 2025. Secondo il Wall Street Journal al Hammami era stato rimosso a causa di preoccupazioni legate alle sue opinioni estremiste.
Gli interrogativi
Perché Oman Air o le autorità del Sultanato non hanno segnalato il pilota? Il profilo LinkedIn indicava un breve passaggio in Royal Air Maroc, ma il vettore marocchino ha precisato che l’uomo ha seguito un corso di formazione e non è mai stato dipendente. Poi il passaggio in Flydubai otto mesi fa.
«Quasi tutti i grandi operatori aerei stranieri impongono background check ai piloti prima di assumerli, con la cooperazione di enti di investigazione statali e non», spiega al Corriere Fabio Flenda, che da 35 anni si occupa di operazioni e sicurezza del volo, fattori umani e aviation intelligence.
Ma il processo diventa più difficile, prosegue l’esperto, «soprattutto nei Paesi arabi, quando ci si trova di fronte a un ipotetico pilota islamista che non ha mai commesso reati, violenze o violazioni, né ha mai dato segnali di estremismo. Anche i profili social vengono esaminati». A quanto pare, però, nessuno ha dato un’occhiata ai post di al Hammami dal 2023 in avanti.
L’arma utilizzata
C’è, poi, il tema dello strumento utilizzato per provare a uccidere: è un’ascia. La impone la normativa internazionale ed è concepita per garantire all’equipaggio una via di fuga o un’azione rapida. Se, per esempio, la porta della cabina di pilotaggio o le uscite di emergenza ordinarie sono bloccate a causa di deformazioni strutturali dopo un impatto, l’ascia viene usata dai piloti per abbattere pannelli, finestrini o la struttura posteriore della cabina. È custodita all’interno della cabina di pilotaggio – dietro il sedile del comandante o del primo ufficiale – in un supporto ad aggancio rapido. E forse andrà ripensato anche questo.