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 2026  ottobre 04 Domenica calendario

Houthi, raid su un impianto saudita. Appello di Al Qaeda: colpite altri aerei

Adesso che emergono i dettagli sul passato del dirottatore, salgono anche le polemiche nel presente da campagna elettorale di Israele. Perché – rivela il quotidiano Haaretz – i funzionari a Tel Aviv avevano ricevuto l’elenco con i nomi dei componenti l’equipaggio che sarebbe decollato da Dubai, compreso quello di Hamam al Hammami, compresa la sua nazionalità dell’Oman: l’accordo con gli Emirati Arabi Uniti, prevede che non possano far parte della squadra cittadini di Paesi senza rapporti diplomatici con lo Stato ebraico.
Così i politici dell’opposizione, i commentatori e soprattutto gli scampati all’attentato chiedono che la coalizione al potere guidata da Benjamin Netanyahu cominci a dare risposte: a partire da Miri Regev, ministra dei Trasporti e fedelissima del premier, fino ai capi dei servizi segreti interni ed esteri, tutti e due nominati da Bibi, che avrebbero dovuto vagliare chi avrebbe preso i comandi del Boeing pur come copilota. Risposte che vengono considerate ancora più urgenti visti gli appelli di Al Qaeda – almeno secondo quel che riporta il giornale Al Bayan, pubblicato proprio ad Abu Dhabi – a emulare al Hammani e a colpire gli aerei su cui siano imbarcati americani o israeliani.
L’urgenza deriva anche da una nuova accelerazione nel caos mediorientale. L’Arabia Saudita sta pianificando un’offensiva per rompere l’assedio degli Houthi attorno allo stretto di Bab el Mandeb. Le forze governative dello Yemen sono pronte a muoversi sul terreno, con l’appoggio dell’aviazione di Riad dal cielo. I ribelli sciiti – sostenuti dall’Iran – hanno sostenuto che i sauditi hanno già iniziato i raid sulla capitale Sa’ana – controllata da loro – mentre i testimoni raccontano di fiamme e fumo nero venir su da un impianto petrolifero Aramco a Riad: gli Houthi hanno rivendicato tramite il portavoce militare Yahya Saree.
Allo stesso tempo Donald Trump ha ordinato di rafforzare il dispositivo militare nella regione. Il suo vice JD Vance – scrive Axios – ha coordinato un incontro a Camp David, la residenza presidenziale tra le montagne del Maryland, proprio per discutere della situazione in Yemen e della crisi irrisolta con l’Iran. Alla riunione hanno partecipato i vertici della sicurezza americana, assieme ai membri dell’amministrazione impegnati nel confronto con il regime islamico.
La guerra condotta da Netanyahu su più fronti non si ferma a Gaza, nonostante il cessate il fuoco dichiarato un anno fa: un bombardamento che aveva come obiettivo Ali al Amoudi, il successore di Yahya Sinwar come capo di Hamas nella Striscia, ha ucciso cinque palestinesi, tra loro due donne cristiane. Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino a Gerusalemme, ha espresso le sue condoglianze alle famiglie.