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 2026  ottobre 03 Sabato calendario

Btp, lo spread sale a 132. Poi scende con i dati americani

Una giornata sulle montagne russe, in cui lo spread tra i Btp e i Bund a 1o anni ha toccato un massimo intraday di 132 punti, valore che ci riporta al 3 ottobre del 2024. Ma poi i mercati del reddito fisso hanno chiuso la seduta recuperando una relativa calma. E il differenziale di rendimento tra Btp e Bund è riuscito a chiudere a 115 punti, in calo dai 118 punti della vigilia, confermandosi peraltro su livelli molto elevati, ai massimi da aprile 2025.
Alla riduzione dello spread ha fatto seguito la discesa dei rendimenti, con il Btp a 10 anni al 4,61%, 7 punti più in basso rispetto al giorno precedente e circa 15 in meno dal massimo del 4,74% toccato appena 48 ore prima.
Il raffreddamento delle tensioni sul mercato dei titoli di Stato ha avuto un andamento abbastanza generalizzato ma l’epicentro di questa parziale normalizzazione va ricercato negli Stati Uniti dove il Treasury a 10 anni è sceso bruscamente fino a toccare un minimo al 5,15% (dal 5,34%) subito dopo la pubblicazione di un report sul lavoro Usa che indica un rallentamento nella creazione di nuovi posti di lavoro. Un dato che segnala un lieve raffreddamento dell’economia Usa e che allontana la prospettiva che nella prossima riunione del 28 ottobre la Fed proceda a una ulteriore restrizione della politica monetaria aumentando i tassi di altri 25 centesimi. Attualmente l’eventualità che la Fed lasci i tassi invariati a fine ottobre è stimata all’80% ed è solo del 20% la probabilità di un nuovo aumento.
Che tutto questo basti per riportare una calma duratura sul mercato del reddito fisso e in particolare dei titoli di Stato è tuttavia molto improbabile. Non a caso il Treasury è poi risalito in serata verso il 5,28% segno che i dati sull’occupazione hanno avuto l’effetto di un’aspirina su un malato piuttosto grave.
Altri segnali di un deterioramento di fondo del mercato obbligazionario emergono dall’andamento opposto di rendimenti e quotazioni degli Oat francesi e dei Bund tedeschi. I titoli a dieci anni di Parigi, dopo avere toccato un massimo di rendimento del 4,90% sono ripiegati ieri di appena 4 punti al 4,86% mentre i Bund tedeschi, che appena una settimana fa offrivano il 3,60% hanno limato ulteriormente il rendimento scendendo al 3,46 dal 3,50 precedente. Questo significa che gli investitori continuano a comprare Bund, percepiti (nonostante tutto) come emissioni sicure e non si attenua la tendenza al flight to quality, la ricerca della sicurezza e della qualità, in uno scenario economico che appare dominato da una inflazione in crescita (ieri il dato sull’inflazione europea al 3,8%) e da un sempre maggiore indebitamento degli Stati capace di drenare ulteriori risorse.