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 2026  ottobre 02 Venerdì calendario

Slopaganda, l’arma IA che infiamma la campagna elettorale

a slopaganda cioè la propaganda fatta con paccottiglia (slop) da intelligenza artificiale è la vera novità della campagna elettorale. E anticipando il diluvio di video generati da algoritmi, di fake e di meme artificiali, di manipolazioni digitali d’ogni tipo che inonderanno la corsa al voto, la Treccani ha inserito nel suo dizionario la voce Slopaganda. Ovvero, così si legge, «tipo di propaganda di vario àmbito, anche politico, dall’estetica bizzarra, talvolta iperrealistica, caratterizzata da contenuti enfatici, violentemente polemici o viceversa imbonitori, che viene generata con costi molto bassi facendo ricorso all’Intelligenza artificiale ed è diffusa in modo virale dagli algoritmi dei social media». E sono gli stessi politici – incalza la Treccani – a utilizzare deliberatamente queste immagini per veicolare messaggi virali a forte impatto emotivo. Nasce così la “slopaganda”, un termine ibrido che unisce al slop (sbobba artificiale) e propaganda e che segna una nuova fase della comunicazione politica, all’insegna del consenso sintetico. 
Secondo i ricercatori Micha Klincewicz, Mark Alfano e Amir Ebrahimi Fard, che hanno coniato il termine, la slopaganda si tratta di una «massa di contenuti indesiderati realizzati dall’Iae diffusi per manipolare l’opinione pubblica a fini politici».
Anche la Casa Bianca trumpiana sta ampiamente ricorrendo alla slopaganda. Da qualche tempo ormai, si legge ancora nella Treccani, si parla apertamente della prima guerra dell’era IA combattuta anche a colpi di “slopaganda”, spesso imperfetta ma estremamente virale e molto low cost. 
Gli esperti spiegano che il vero obiettivo non è convincere con argomenti complessi, ma catturare attenzione: la vera moneta di scambio dell’era social. 
Fin qui la Treccani. Fuori dal dizionario, c’è il sottosegretario all’editoria, Alberto Barachini, che ha giustamente proposto un patto bipartisan per astenersi, da destra e da sinistra, all’uso contundente della IA nella lunga campagna elettorale in corso. Riuscirà questo tentativo di moratoria? E ciò che ci si augura. Intanto però Silvia Sardone della Lega ha appena annunciato la sua candidatura a sindaca di Milano con un video in cui appare come una sorta di supereroina vestita di verde, che combatte i criminali con delle onde energetiche. Acchiappa gli immigrati. Fa la giustiziera in favore dei cittadini impauriti. Ripulisce la città da ogni pericolo. Un cartoon generato dalla IA. E lo stanno vedendo tutti. Invade i social e si è viralizzato. 
Più la destra che sinistra usa per ora la slopaganda. Basti pensare a Robertus Vannaccius. I video di Vannaccius e buona parte della propaganda generata dalla destra italiana sono fatti con Grok, il servizio di intelligenza artificiale di xAI, l’azienda di Elon Musk che controlla anche il social network X.
A sinistra per ora due casi. A marzo, il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli  aveva pubblicato un’immagine di Giorgia Meloni in un ospedale psichiatrico generata dall’AI. A giugno, invece, il deputato del Movimento 5 Stelle, Marco Pellegrini aveva diffuso un finto selfie di Meloni e Donald Trump, creato da un altro utente. In entrambi i casi, sono stati fortemente criticati.

La Lega, per esempio, usa sempre più spesso l’AI per generare immagini di persone straniere dall’aria beffarda e minacciosa, in modo da poterle accostare a titoli di giornale che raccontano furti, aggressioni o altri reati. 
Secondo Dino Amenduni, uno dei più conosciuti esperti di comunicazione politica in Italia, in questo momento storico «uno dei discrimini fondamentali nell’approccio di comunicazione tra sinistra e destra sta nel tasso di spregiudicatezza utilizzato per raggiungere i propri obiettivi». I partiti di destra «non si fanno particolari problemi a usare l’AI per costruire i famosi “alternative facts” di trumpiana memoria», dice, mentre «a sinistra c’è ancora un po’ di pudore». Spesso la falsità di questi contenuti è evidente, altre volte molti utenti non se ne accorgono. In teoria almeno in Unione Europea i contenuti generati o manipolati con l’AI dovrebbero essere segnalati chiaramente come tali, ma in realtà succede ancora molto meno di quanto dovrebbe.

In esperto del tema è Jacopo Di Miceli, giornalista del sito di fact-checking Facta che negli ultimi mesi ha seguito da vicino l’utilizzo di AI nella comunicazione politica italiana. Sostiene: “La slopaganda è lo strumento più disponibile, con un bassissimo dispendio sia di energie, ma soprattutto economico, perché ti basta fare un abbonamento a X”. Ciò che la gente di sinistra cerca di fare il meno possibile, considerando l’avversione per Musk più trumpiano di Trump, e anche per questo la slopaganda al momento è terreno  super destrorso in gran parte. Ma poi si vedrà