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 2026  ottobre 02 Venerdì calendario

El Koudri, la perizia inchioda il jihadista: è capace di intendere

«Al momento della commissione dei reati contestati (16 maggio 2026), il Sig. El Koudri Salim era pienamente capace di intendere e di volere. Non sussisteva alcuna infermità psichica idonea a determinare un vizio totale o parziale di mente» è il passaggio significativo della perizia psichiatrica chiesta dal Gip del tribunale di Modena, Donatella Pianezzi. E ripresa nella memoria dell’avvocato Liborio Cataliotti che rappresenta la madre, un fratello e una sorella di Monica Esposito, la donna uccisa nella strage di Modena. I feriti sono 7, alcuni con le gambe amputate. Oggi si svolge l’udienza sulla perizia psichiatrica e il legale presenta, per via telematica, la memoria che chiede per l’indagato El Koudri l’aggravante, non ancora contestata, del terrorismo. Dopo «l’esito dell’esame degli atti, della documentazione clinica, delle risultanze delle indagini informatiche, dell’approfondimento psicometrico e dei colloqui clinico-peritali» gli esperti hanno stabilito che «la condotta illecita non costituisce espressione sintomatologica di un disturbo mentale, bensì l’esito di un agito motivato da frustrazione, rancore e finalità rivendicativo-dimostrative, attuato con lucidità operativa e autodeterminazione conservata». Per Cataliotti è la dimostrazione che «l’indagato, nel compiere la strage abbia agito con una finalità ben precisa, rivendicativo – dimostrativa degli ideali di matrice terroristica-islamica».
E lo dimostrano gli atti a cominciare dai quattro video ritrovati sul cellulare Motorola Edge 50 Neo di El Koudri registrati a meno di 36 ore dall’attacco nel centro di Modena. La memoria elenca le frasi significative, già pubblicate dal Giornale, ed evidenzia che «seppure in modo apparentemente confusionario» El Koudri «cerca di convincere lo spettatore (“fratello”) del fatto che, presumibilmente, gli italiani (“romani”) sono persone cattive che creano odio, “sono ratti” e vanno eliminati (“distruggere la Lombardia... le persone di Venezia”, “i lombardi e i veneti verranno uccisi (utilizza genocided)”, il tutto inserito in mezzo a idee di liberazione dell’Italia dagli italiani».

Nella parte informatica sequestrata, uno smartphone Motorola modello Edge 50, un PC portatile e due Hard Disk, sono state scoperte ripetute ricerche in rete su «Stato Islamico, armi da fuoco, coltelli o comunque di natura violenta», in maniera ricorrente fin dagli anni 2021/2022. La stessa polizia giudiziaria, negli atti a disposizione dei legali, annota: «le visualizzazioni relative a fatti di cronaca, tra cui: l’attentato avvenuto a Manchester del 22 maggio 2017 in occasione del concerto di Ariana Grande, con 23 vittime; l’attentato a Charlie Hebdo del 7 gennaio 2015, con 17 vittime». El Koudri aveva cercato anche «l’attentato di Utoya, Norvegia del 22 luglio 2011, riconducibile ad Anders Breivik, con 77 vittime; l’attentato alle Torri Gemelli dell’11 settembre 2001; episodi di accoltellamenti in strada; da ultimo, l’attentato di Lipsia in Germania del 4 maggio 2026, in cui un’auto si è lanciata sulla folla provocando numerosi morti e feriti».
Non solo: queste ricerche sono state effettuate dall’indagato fra il 17 aprile e il 9 maggio, una settimana prima della strage. La memoria riporta che «all’interno dei dispositivi elettronici è stato rinvenuto il documento «Settembre 2015.txt» contenente brevi annotazioni di carattere personale nel quale l’indagato esprime la convinzione che la «civiltà islamica» sia destinata a una fase di rinascita storica e che le «potenze mondiali» tentino di ostacolarne l’ascesa». El Koudri aveva aperto anche l’account Google «youknow.11.9.2001@gmail.com, chiaro riferimento all’attentato alle Torri Gemelle».