il Fatto Quotidiano, 2 ottobre 2026
Tremonti, Fassino, Nordio&C: il podio degli onorevoli 730
“Porca tvoia, porca puttana” avrebbe esclamato Corrado Guzzanti nella parodia – immortale – dell’allora ministro dell’Economia alle prese con i conti pubblici che non tornavano mai. Epperò Giulio Tremonti, quello vero, può accontentarsi: la sua dichiarazione dei redditi per il 2026 vale oltre 2 milioni di euro, anche se lievemente in calo rispetto all’anno precedente. Per il momento è suo il podio in attesa degli altri big del 730 ossia Giulia Bongiorno della Lega, la sempre berlusconiana Cristina Rossello, ma anche Lotito, Angelucci e Renzi da tempo nel pantheon dei Paperoni del Parlamento.
Tra le dichiarazioni già pubblicate sul sito di Camera e Senato svetta anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio che ha raggiunto quota 260mila euro che però impallidisce al confronto di Simonetta Matone, ex magistrata oggi alla corte di Matteo Salvini: per lei i redditi dell’anno scorso sono stati pari a 440mila euro segno di un anno eccellente e pure movimentato: ha venduto due immobili a Roma e ne ha invece acquistato uno al 50% a Gaeta. Ancora meglio il forzista Maurizio Casasco che invece vanta redditi per mezzo milione. Per niente male anche l’annata di Susanna Camusso: l’ex segretaria della Cgil ora eletta con il Pd colleziona redditi per 188mila euro, in linea con quelli dell’altra dem Anna Rossomando (a 187mila) che tra il 2025 e il 2026 ha avuto il suo bel daffare nel settore immobiliare: nel 2025 ha venduto tre appartamenti a Torino mentre ne ha ceduti altri due nel 2026.
E i ministri? Roberto Calderoli ha appeso il trapano al chiodo: ha venduto il suo studio da dentista al figlio e il suo reddito è inchiodato a 98mila euro (in linea con quello di Elisabetta Piccolotti di Avs o dell’ex pupillo di Fratoianni&C. Aboubakar Soumahoro). Molto meglio Nordio, ma anche il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano (197mila) e il ministro del Made in Italy Adolfo Urso (158mila). Ma anche il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni che ha dichiarato redditi per 140mila euro (e acquistato la piena proprietà di un appartamento a uso ufficio a Ferrara), il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi (126mila euro), l’ex consigliere di Berlusconi oggi viceministro Valentino Valentini (101mila). In fondo alla classifica il titolare della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo che si deve accontentare di 96mila euro.
Tra gli altri onorevoli 730, andando fior da fiore, ecco i due big meloniani Giovanni Donzelli (125mila) e Galeazzo Bignami (122mila), la prodiana di ferro Sandra Zampa (153mila), l’autonomista Julia Unterberg (171mila) e l’ex infermiera forzista ora vicepresidente del Senato Licia Ronzulli (140mila). Ricordate lo sventolìo del cedolino dell’indigente Piero Fassino? Nel 2026 i suoi redditi sono stati pari a 146mila euro.
Ma le dichiarazioni dei parlamentari raccontano pure vendite e acquisti anche a due e quattro ruote. L’ex capogruppo al Senato del M5S Stefano Patuanelli, per dire. ha preso uno scooter 200, il forzista pugliese Damiani ha ceduto un suv Volksvagen passando a Bmw, mentre Marianna Madia ha fatto cambio ma rimanendo fedele alla Fiat. Ma a prevalere è il mattone, specie in casa Fratelli d’Italia. La sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti ha acquistato un appartamento a rendita a Roma, il presidente della Commissione bilancio di Palazzo Madama Nicola Calandrini ha venduto la sua quota di un appartamento e un garage avuti in donazione dal padre a Latina, l’ex assessore abruzzese oggi senatore Guido Quintino Liris ha comprato un immobile a L’Aquila, come ha fatto anche la renziana Raffaella Paita, ma a La Spezia.