il Fatto Quotidiano, 2 ottobre 2026
Antitrust, l’allarme Verisure e lo spot dei “60 secondi”
Il claim è martellante, in tv, sul sito e negli annunci: “Intervento h24 in 60 secondi”, “interventi mirati in meno di 60 secondi”, “il team Verisure interviene entro 60 secondi”. In fondo alle stesse pagine, la nota che quelle righe richiamano dice altro: “60 secondi è il tempo medio di verifica entro cui nella nostra Centrale Operativa si riceve un segnale di massima priorità”. Non il soccorso, quindi, ma un segnale che arriva e un operatore che comincia a controllare.
Che cosa voglia dire lo scrivono su Trustpilot due clienti con profilo verificato. A.D.S., a luglio: “Allarme rotto. Chiedo intervento immediato il giorno 22.7.26 e mi rispondono che non possono intervenire prima del 30!”. Otto giorni, in villa isolata. M.P. elenca che cosa non accade se uno entra in casa: “Non suona la sirena, non ti arrivano notifiche push, nessuno ti contatta alla centralina”. Il Fatto non è riuscito a contattarli.
Fuori dal sito il salto è ancora più netto. Gli annunci a pagamento su Google, inserzionista Verisure Italy, promettono “Intervento in meno di 60 secondi delle GPG”: le guardie giurate. Interpellata dal Fatto, l’azienda ne ha data una versione ancora diversa: i 60 secondi sono “l’avvio (…) del processo di verifica”, e “non di un obbligo contrattuale, bensì di uno standard di livello di servizio”. Nelle condizioni generali la soglia non compare mai. Il contratto dice altro. L’intervento può essere appaltato a “istituti di vigilanza terzi”: allora Verisure ha “solo l’obbligo di comunicare” dove andare. La guardia “si limiterà alla sola ispezione esterna” e, se c’è pericolo, “si asterrà dal porre in essere qualsiasi azione”. Il testo che accompagna lo spot promette una Centrale che “interviene per te facendo scappare il ladro”; l’articolo 7 dice che qualcuno guarda da fuori e aspetta.
Quanto accada lo ha scritto Verisure annunciando il mezzo milione di clienti: nel 2025 la Centrale ha gestito “circa 9 milioni di scatti di allarme, di cui quasi 11.000 relativi a casi reali”. Uno su 818, diciassette al minuto. Quante volte sia partita una guardia, e in quanto tempo, è riservato “per motivi di sicurezza”. Lo stesso muro c’è sui soldi. Nel marzo 2024 l’Antitrust l’ha multata per 4,25 milioni, di cui 1,2 per pubblicità ingannevole; sullo stesso periodo Altroconsumo ha aperto una class action con 1.070 aderenti, chiusa con un accordo amichevole. Chiesto a Verisure e ad Altroconsumo, in tre riprese, se tra le due società sia passato denaro, la risposta non cambia: “Copre ogni aspetto del concordato”, scrive Verisure.
Tutto legittimo, tutto scritto: l’articolo 15.3 dice che Verisure “non garantisce in alcun modo” che i servizi siano “adeguati o sufficienti a prevenire od ostacolare la commissione di reati”, trattandosi di “obbligazione di mezzi e non di risultato”. Il problema non è ciò che il contratto dice. È quanto lontano stia, quel linguaggio da assicuratori, dai 60 secondi della pubblicità.