La Stampa, 2 ottobre 2026
Il pilastro invisibile del welfare per anziani Così lo Stato risparmia 6,1 miliardi l’anno
Sono il pilastro invisibile di un pezzo di welfare per gli anziani. Entrano nelle case dei nostri genitori e dei nostri nonni dove l’assistenza pubblica non arriva e ne fanno le veci. Secondo il Rapporto annuale dell’Osservatorio Domina 2025, le badanti regolari censite dall’Inps sono 413 mila su 817 mila lavoratori domestici: per la prima volta superano le colf (50,5%). Contando anche il sommerso, chi assiste un anziano in casa sfiora le 807 mila persone: 394 mila risulterebbero senza contratto.
È un welfare ombra pagato dalle famiglie, che per le badanti spendono 7,6 miliardi l’anno. Una spesa privata che fa risparmiare allo Stato 6,1 miliardi: tanto costerebbe in più assistere in struttura oltre 800 mila anziani non autosufficienti. L’intero comparto domestico vale 17,1 miliardi di valore aggiunto, lo 0,9% del Pil.
Poi c’è la parte che all’Inps non risulta. Il tasso di irregolarità (lavoro nero o grigio) sfiora il 48,8%: quasi una persona su due lavora senza contratto, quindi senza contributi, malattia, ferie. E senza tutele anche per chi viene assistito. Il motivo è anzitutto economico: con la sola pensione, calcola Domina, appena il 6,6% degli anziani può permettersi una badante in regola per 40 ore settimanali. Gli altri si arrangiano, o rinunciano. E lo Stato ci perde due volte: se il sommerso emergesse, il gettito del settore salirebbe da 1,3 a circa 2,5 miliardi.
Il fabbisogno cresce. In Liguria, tra le regioni più anziane d’Italia chi si prende cura dell’età adulta e sofferente sfiora il 58% dei domestici. In Lombardia, tra il 2021 e il 2024, le colf in regola sono calate del 23,2%, le badanti appena del 3,6%. In Piemonte il sorpasso è arrivato nel 2024, sono il 50,3%; Quando una famiglia deve scegliere, può fare a meno di chi stira le camicie e non di chi aiuta un padre ad alzarsi dal letto, gli conta le pastiglie e gli prepara la colazione.
A monte c’è il cortocircuito della programmazione. Il Decreto Flussi 2026-2028 riserva al lavoro domestico tra 13.600 e 14.200 ingressi l’anno, più 10 mila nulla osta fuori quota per chi assiste grandi anziani e disabili. Il fabbisogno corre più veloce: entro il 2028, secondo Assindatcolf e Centro studi Idos, serviranno circa 86 mila domestici in più rispetto al 2025. Si tratta di «personale non ancora presente in Italia», avverte il presidente di Assindatcolf Andrea Zini. Per questo, sottolinea «è fondamentale organizzarsi tempestivamente». Sì, perché nel 2050 gli ultra 75enni passeranno da 7,4 a 11,5 milioni e, solo per mantenere l’attuale rapporto con gli anziani, calcola Domina, serviranno 225 mila badanti in più. Per molti di loro l’unica voce in casa sarà quella di una badante. Sempre che arrivi in tempo: nella storia che raccontiamo in questa pagina non è successo.