repubblica.it, 2 ottobre 2026
Come cambierà il ciclismo professionistico
Il ciclismo sceglie la via dello snellimento e prova a tagliare i tempi morti nelle grandi corse a tappe. Come? L’idea è vecchia, ma ogni tanto ritorna. 21 tappe sono troppe, perché non fare grandi giri da 16? Non tutti e tre, però. Il Tour resterà così com’è. A snellirsi dovranno essere Giro e Vuelta. Quasi a stabilirne definitivamente la loro subalternità.
Future of cycling
L’Unione ciclistica internazionale ha appena pubblicato “Future of Cycling”, un documento di 40 pagine che offre una panoramica su come il ciclismo professionistico potrebbe cambiare nei prossimi anni. Tra le proposte figurano appunto grandi giri più brevi, la riduzione del numero dei corridori, limiti di budget, nuove finestre di ingaggio e tecnologie come droni, intelligenza artificiale per i controlli antidoping. L’Uci ha ricevuto 55 contributi da squadre, corridori, organizzatori, federazioni, produttori, sponsor, media e altri soggetti interessati al ciclismo. Inizia ora il processo decisionale. Le prime linee guida dovrebbero essere presentate durante il seminario WorldTour di Benidorm, il 9 e 10 dicembre, mentre l’UCI indica il 2029 come il primo anno in cui verranno applicate le novità
Grandi giri di 16 giorni
Una delle idee più interessanti è quella di ridurre la durata delle corse a tappe, compresa la possibilità di accorciare i Grandi Giri dalle attuali tre settimane a 16 giorni. Ciò libererebbe spazio in un calendario già molto fitto e permetterebbe ai migliori corridori di competere in un maggior numero di gare durante la stagione. Nel documento si legge “alcune grandi corse a tappe”, non tutte quindi. È scontata, alla luce di questo, la conferma del Tour de France nel formato attuale: 21 tappe. L’idea, con Giro e Vuelta, sarebbe quella di condensarle in tre settimane di fila, con tappe dal mercoledì alla domenica, più una. Verrebbero tagliati quasi tutti i lunedì e martedì, i giorni con minori ascolti televisivi. Il calendario verrebbe armonizzato e organizzato in blocchi geografici, riducendo gli spostamenti ed evitando alcune delle sovrapposizioni attuali.
Gruppi più piccoli
Si sta valutando anche la possibilità di ridurre il numero di corridori. Squadre più piccole significherebbero gruppi meno numerosi, il che potrebbe contribuire ad alleggerire il calendario per le squadre e a migliorare la sicurezza. Ciò che l’organizzazione esclude categoricamente è la trasformazione del WorldTour in una Superlega, una tentazione più volta comparsa negli anni. La sua intenzione è quella di mantenere una struttura sportiva aperta con meccanismi di accesso alla categoria più elevata. Un altro problema riscontrato è l’enorme divario economico tra le diverse strutture. Inoltre, i team continuano a dipendere in modo straordinario dai loro sponsor principali per sopravvivere. Tra le soluzioni proposte c’è un meccanismo di equità finanziaria, che potrebbe includere limiti di budget, salary cap o altre formule volte a ridurre le differenze tra le squadre più ricche e le altre. Il mercato del ciclismo potrebbe avvicinarsi al funzionamento di altri sport professionistici attraverso finestre temporali specifiche per la firma dei contratti. Sono inoltre allo studio nuove regole sui trasferimenti e su possibili compensazioni economiche tra le squadre. L’UCI sta già lavorando in parallelo alla regolamentazione degli agenti e a una riforma del sistema dei trasferimenti.
I droni ridurranno il numero di veicoli
La sicurezza è uno dei temi che genera maggiore consenso. Una delle idee è quella di ridurre il numero di veicoli (mezzi di ripresa e ammiraglie) presenti nelle gare e studiare se alcune delle loro funzioni possano essere svolte dai droni. Vi è inoltre un ampio consenso sull’uso del GPS in tempo reale per conoscere costantemente la posizione dei ciclisti.
Intelligenza artificiale contro il doping
L’intelligenza artificiale sarà utilizzata anche per combattere il doping. Una delle sue possibili applicazioni potrebbe essere l’ analisi dei dati del Passaporto Biologico per individuare anomalie che richiedono indagini più approfondite. Questo approccio sarebbe affiancato dallo sviluppo di nuovi strumenti per contrastare le frodi tecnologiche.