repubblica.it, 2 ottobre 2026
Roberto Vecchioni sospende i concerti per problemi di salute
Ancora convalescente, ancora con la voglia di incontrare il suo pubblico, di ricevere forza dall’affetto dei fan. Roberto Vecchioni, 83 anni, ha salutato così chi ha assistito al suo concerto al Teatro Brancaccio di Roma: “Statemi vicino. Mille di qua e mille di là, perché io sono molto emozionato dopo mesi e mesi che non canto. E questa forse sarà l’ultima volta perché per altrettanti mesi non potrò cantare”.
Ancora: “Per me questa è una bellissima serata, non ci avrei rinunciato per niente al mondo perché quando sarei dovuto venire qui un po’ di tempo fa ero in ospedale, con un tubo dentro la gola. E oggi che sono ancora convalescente ma anche tosto ho rimediato alla mia colpa tornando da voi“. Il concerto, infatti, era stato rimandato dopo l’annullamento della data di maggio.
Nel corso della serata Vecchioni ha trovato anche il tempo di commentare recenti avvenimenti di attualità, dalla battuta al Campidoglio “che ha conferito un premio alla cultura a Wanna Marchi e a Stefania Nobile, perché al male non c’è limite”, alla considerazione che “viviamo in un’epoca in cui ci sono contemporaneamente Trump e Putin”, fino alla dedica all’amico Francesco Guccini, scomparso il 6 agosto 2026 all’età di 86 anni. “Credo di essere l’unico autore di cui Francesco abbia cantato una canzone non scritta da lui”.
La serata al Brancaccio era sold out da tempo. Il titolo Tra il silenzio e il tuono è tratto da un verso di Chiamami ancora amore, e dà il nome anche alla sua autobiografia: “Il silenzio appartiene all’immaginazione, allo spirito, all’anima. Il tuono invece fa parte di quello che ho fatto e mi è stato fatto. Cioè della vita, che pulsa molto: l’unico modo per acquietarla è rivolgersi allo spirito” aveva spiegato. Lo “spettacolo di canti e monologhi” ha alternato letture del libro, l’esecuzione dei suoi classici tra cui le intramontabili Luci a San Siro, Samarcanda, Sogna ragazzo sogna e brani di L’infinito (2018), l’ultimo album pubblicato, “storie di personaggi che hanno battuto il destino, hanno combattuto il male, hanno amato la vita, gli altri e sé stessi. Che provano un grande amore per tutto ciò che si fa e si vive”. Cantare di nuovo quei pezzi, aveva detto presentando lo spettacolo, “è una specie di ritorno, uno sguardo sul passato, su canzoni che mostrano come si è arrivati al concetto di infinito attraverso pensieri sull’amore, sul sogno, sull’esistenza, sul dolore, sulla gioia, sulla felicità. E poi, soprattutto, spiego come tutte queste piccole cose si siano ricomposte in un’unica idea, che è quella di amare la vita comunque sia, bella o brutta. Perché in realtà, ho capito, è sempre bella: siamo noi che a volte la immaginiamo in un altro modo”.
Gli ultimi mesi non sono stati facili per il cantautore. Mesi trascorsi in ospedale, la sospensione del lavoro sul nuovo album, i concerti rimandati. Tutto era cominciato a marzo 2025 quando Roberto Vecchioni era stato costretto ad annullare il concertoal Brancaccio per problemi di salute. Dopo quattro mesi di assenza dal programma In altre parole di Massimo Gramellini, aveva spiegato di essere stato male senza accorgersene, fino al punto di non muoversi più. L’intervento dei cardiochirurghi era stato salvifico, ma la convalescenza era stata lunga e per nulla semplice. “Per riprendersi ci vuole un casino di tempo” aveva detto in un’intervista di qualche mese fa. Avevo cominciato il disco e l’ho lasciato a metà. Fino a 82 anni era andata bene, due tumorini. Ho un carattere forte, adesso è più difficile”. Poi, la settimana scorsa, in occasione del Premio Charlot, il cantante aveva dovuto annullare la data al Teatro Verdi di Salerno. “Alla mia età succede che il fisico richieda una pausa, mi auguro il più breve possibile”, aveva spiegato.