Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  ottobre 02 Venerdì calendario

Risparmio italiano a rischio procedura d’infrazione Ue

Doppia tegola sulla legislazione che regola alcuni aspetti della tassazione delle obbligazioni in Italia e sulla normativa dei Pir, i Piani individuali di risparmio che investono in azioni e obbligazioni di Pmi in logica di lungo termine e in regime di esenzione fiscale. Per quanto riguarda i Pir ieri la Commissione europea ha deciso di avviare una procedura d’infrazione per il mancato rispetto della normativa sulla libera circolazione dei capitali. Le attuali regole italiane incoraggerebbero i residenti a investire soprattutto in imprese nazionali, limitando la diversificazione degli investimenti nel mercato unico.
La Commissione ha anche deciso di avviare una ulteriore procedura di infrazione all’Italia per il mancato allineamento della propria legislazione sul trattamento fiscale degli interessi e di altri proventi derivanti da obbligazioni italiane alle norme sulla libera prestazione dei servizi. Le attuali condizioni rendono i servizi di custodia e amministrazione forniti da intermediari finanziari stabiliti in altri Stati membri che non facciano stabilmente capo a un’organizzazione in Italia meno attraenti rispetto a servizi di intermediari finanziari italiani e scoraggiano gli investitori non residenti dal ricorrere a tali intermediari esteri. Adesso l’Italia dispone di 2 mesi per rispondere e rimediare a entrambe le carenze rilevate.