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 2026  ottobre 02 Venerdì calendario

Francia, la rivolta delle scuole. Scontri, fiamme e vandalismo

La rivolta che da giorni blocca centinaia di licei francesi si estende alle università e il governo parla ormai di «violenze urbane». I ragazzi protestano contro le classi troppo affollate, i professori assenti che non vengono sostituiti, le strutture fatiscenti e un generale stato di degrado. Manifestazioni nella maggioranza dei casi pacifiche, che però, come spesso accade in Francia, sfociano in eccessi, vandalismi e nella repressione altrettanto violenta della polizia.
Molti presidi sono stati insultati o aggrediti, nonostante il fatto che «non sono loro ad avere il potere di passare da 35 a 25 allievi per classe», dice la sindacalista Christelle Kauffmann. Eppure, nel liceo Victor-Hugo di Marsiglia, il preside, il vicepreside e altre due persone dell’équipe scolastica sono stati picchiati e cosparsi di benzina. Presidi aggrediti anche a Rouen, a Orléans e a Auchel, nel Pas de Calais.
La scuola è da anni al centro del malessere francese: la destra ne ha fatto il simbolo del degrado nazionale denunciando lassismo, fine della meritocrazia e dell’autorità dei professori. I ragazzi, sostenuti soprattutto dall’estrema sinistra della France insoumise di Jean-Luc Mélenchon, replicano che la scuola pubblica è forse un simbolo ma dell’ascensore sociale bloccato, delle diseguaglianze tra istituti del centro e della periferia, di un sistema classista che permette l’accesso a certe università solo dopo avere frequentato certi licei e certe scuole medie e certe elementari, percorsi e vite sanzionate in modo definitivo e inappellabile a 18 anni attraverso l’odiatissima piattaforma digitale Parcoursup, che assegna i posti nelle università.
Accanto alle ragioni e al merito delle questioni, c’è il vandalismo, la rabbia cieca. Una costante, purtroppo, da anni, in una Francia attraversata da tensioni che sembrano talvolta insanabili e che colgono qualsiasi occasione per esplodere: le violenze, gli atti di vandalismo e la repressione talvolta sproporzionata della polizia (soprattutto nelle banlieue) accompagnano le proteste dei gilet gialli e le manifestazioni contro la riforma delle pensioni, i cortei contro l’uccisione del 17enne Nahel Merzouk da parte di un poliziotto, nel 2023 a Nanterre, ma anche le feste di capodanno con il rito delle auto bruciate, o persino la prima vittoria del Paris Saint-Germain in Champions League, il 31 maggio 2025.
«Manifestiamo contro questo governo che non investe nel riscaldamento, nell’aria condizionata e negli stipendi dei nostri insegnanti – dice alla Afp Maëlle, studentessa sedicenne del liceo Malherbe di Caen —. Alcuni hanno dato fuoco ai cassonetti, preferirei che manifestassero con le parole piuttosto che con queste azioni». «I giovani devono affidarsi al caos per farsi sentire, non abbiamo altro modo», dice invece Lola, studentessa al liceo bloccato di Rennes.
In tutta la Francia sono stati rovesciati e dati alle fiamme cassonetti della spazzatura, appiccati incendi davanti o all’interno dei licei, distrutte le pensiline degli autobus e lanciati fuochi d’artificio e gas lacrimogeni ad altezza d’uomo. Gli istituti coinvolti sono oltre 300 in tutta la Francia, da Parigi a Marsiglia. A Nantes, la hall del liceo Nelson Mandela è stata distrutta da un incendio che si è propagato anche alla facciata prima di essere spento dai pompieri.
Oggi 400 istituti rimarranno chiusi e il ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray, ha chiesto che ovunque «le lezioni si svolgano a distanza quando atti di vandalismo o blocchi impediscono l’accoglienza degli studenti in condizioni di sicurezza». Dall’inizio della protesta, lunedì, 1793 persone sono state arrestate, 119 ragazzi e 83 poliziotti feriti. L’Igpn, la cosiddetta polizia delle polizie, ha aperto tre inchieste sull’azione di agenti che hanno gravemente ferito alcuni ragazzi che manifestavano. Il ministro dell’Interno, Laurent Nunez, difende l’operato degli agenti parlando di «proporzionalità», ma alcuni sono stati ripresi in video mentre manganellano i ragazzi quando non sembra necessario, o sparando a distanza ravvicinata granate lacrimogene o proiettili di caucciù capaci di provocare ferite anche letali. A Tours un ragazzo è stato ferito gravemente alla testa e ricoverato d’urgenza in ospedale.