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 2026  settembre 02 Mercoledì calendario

Biografia di Charlie Sheen

Charlie Sheen, nato a New York City (Stati Uniti d’America) il 3 settembre 1965 (60 anni). Carlos Irwin Estévez. Attore. 68 produzioni per il cinema, 22 per la televisione).Titoli di testa Come immagineresti di strutturare la storia di Charlie Sheen? «Penso che potremmo riassumerla in tre sezioni: “festeggiare”, “festeggiare con dei problemi”, e poi “problemi e basta”» [dal documentario aka Charlie Sheen].Vita Suo nonno paterno aveva origini galiziane, mentre la nonna era irlandese. Emigrati in America negli anni ’20, formarono una numerosa famiglia (nove figli, di cui sette maschi e due femmine). • Il settimo figlio, Ramón (nato nel 1940) nutre fin dalla tenera età ambizioni teatrali, che decide di inseguire nonostante l’opposizione paterna. Compiuti vent’anni, si trasferisce dall’Ohio a New York, dove comincia una carriera che, partendo da produzioni recitate nei teatri di Broadway, lo porta in breve tempo alla televisione, in cui riesce a ottenere ruoli nelle serie televisive più note del periodo. Il passo successivo è il cinema, a cui approda nel 1967 (in New York: ore tre - L’ora dei vigliacchi). Nel corso degli anni ’70 diventa una celebrità [Johanna Moorhead, The Guardian] • Un problema con cui si deve confrontare sin dall’inizio è quello del cognome: «Ogni volta che chiamavo per un appuntamento, che fosse un lavoro o un appartamento, e dicevo il mio nome, c’era sempre una certa esitazione; quando arrivavo, l’opportunità spariva sempre. Pensai: “ho già abbastanza problemi a cercare di trovare un ruolo da attore”, così ho inventato Martin Sheen. Ma ufficialmente è ancora Estevez. Non l’ho mai cambiato […] uno dei miei grandi rimpianti è non aver usato il mio vero nome. So che dava fastidio a mio padre» [a James Lipton, Inside the Actors Studio] • Nel 1961 sposa la studentessa universitaria e futura attrice Janet Templeton. I primi anni di matrimonio sono caratterizzati da una condizione economica precaria, che però non impedisce loro di creare una famiglia molto unita, mettendo al mondo quattro figli: Emilio, Ramon, Carlos, e Renée, i quali diventeranno a loro volta tutti attori [Titi Dokubo, amomama.com] • «Sono nato morto. Avevo il cordone ombelicale avvolto intorno al collo, non c’erano segni di vita. Mio padre, devoto cattolico, stava già cercando un prete per l’estrema unzione. Mia mamma era di gran lunga più ottimista. Aveva fede. E il dottore mi riempì di botte fino a quando i segni di vita apparvero. Per cui… bell’inizio» [aka Charlie Sheen] • «Ho uno zio di nome Carlos. Crescendo quando chiamavano quel nome, arrivavamo in due. Quindi dovevamo sistemare la cosa. Per cui dissi: “Ah, io sarò Charlie”» [a Matt Barnes, All The Smoke, YouTube] • Dopo aver compiuto tre anni, Sheen si trasferisce con la famiglia a Malibu. Lungi dall’essere la località iper-turistica che sarebbe diventata, la cittadina era ancora adatta alle famiglie di varia estrazione, che formavano una comunità piuttosto unita. Qui Sheen cresce, giocando all’aperto e mettendo presto in mostra una grande passione (accompagnata da brillanti risultati) per il baseball [aka Charlie Sheen] • «Per mio papà la famiglia era sempre al primo posto. Non era uno di quei tizi da “Bene, vado in Spagna, ci vediamo tra tre mesi”. Lui faceva: “Bene, andiamo tutti in Spagna”. Strutturava i suoi accordi in modo che avessimo sempre biglietti e alberghi extra» Il che doveva essere la cosa più eccitante in assoluto quando eravate bambini «Lo era e non lo era. Non lo era perché, arrivati a una certa età, la scuola comincia anche a essere divertente per un pochino, e ti fai degli amici, e poi ti ritrovi come rapito da degli alieni. Un giorno svanisci, poi ti risvegli e sei dall’altra parte dell’universo. Ma culturalmente era figo» [a Graham Besinger, In dept with Graham Besinger, YouTube] • Cosa ti ricordi dei tuoi primissimi film girati con una telecamera Super 8? «Ne eravamo affascinati e per noi non era una cosa con cui fare documentari noiosi […] era come un pezzo dell’equipaggiamento che papà usava per il suo lavoro […] Non stavamo pianificando “Che figata, questo è quello che voglio fare da grande”. Nemmeno da lontano. Ma dall’inizio non era un hobby. Era una passione. Non appena scoprimmo che potevamo documentare cose e creare storie e personaggi, ci mettemmo a copiare tutto». Sono progetti che appassionano particolarmente lui e suo fratello Emilio (con cui nascerà un forte sentimento di rivalità, sopitosi col tempo), e a cui partecipano tutti gli amici del circondario, tra cui i fratelli Penn e i fratelli Lowe [ibid.] • «È importante notare che nella produzione di quei film in Super 8… era coinvolta molta erba. Per cui quella fu la prima droga. C’erano molte canne. Penso che la mia prima bevuta sia stata un Mickey’s Big Mouth. Ne buttai giù tipo due, e poi passai l’ora successiva a vomitare. Credo che una persona normale si fermi e pensi: “Non ha funzionato”. La persona anormale dice: “mi sono sentito bene abbastanza da riprovarci, sperabilmente con un risultato migliore”» [aka Charlie Sheen] • Un altro episodio importante della sua infanzia avviene quando, a 11 anni, aiuta il padre a riprendersi da un infarto occorsogli sul set di Apocalypse Now. Gioca insieme a lui a baseball, costringendolo a muoversi e a non lasciarsi andare [ibid.] • Come valuti i tuoi risultati scolastici? «Un completo disastro. Voglio dire, è stato ok per un momento, perché l’esperienza era ancora divertente alle scuole medie. Ma alle superiori è cambiato tutto. Il posto era troppo grande. C’erano troppe persone. Troppa responsabilità. Pretendevano tanto e insistevano che passassimo così tanto tempo a provare a imparare un sacco di merda che sapevo non sarebbe mai stata utile altrove che in quelle aule. E ho sempre sentito che si trattava di un lavoro inutile. Finché non ho avuto la macchina […] quella mi ha aperto una parte dell’universo completamente nuova» [Graham, cit.] • Questa sua attitudine nei confronti della scuola finisce per rovinargli il sogno di quegli anni e contribuirà alla svolta definitiva della sua carriera. Grazie al suo impressionante talento per il baseball, aveva vinto una borsa di studio per l’università del Kansas. «Mi ricordo quella sensazione terrificante quando mi dissero che sarei stato escluso per i miei voti. Perché facevo il figo negli ultimi banchi pensando che comunque avrei giocato nella MLB, per cui che cosa dovevo farmene di quella merda? Finché mi dissero: “Beh, furbone, per quest’estate la tua media di voti è troppo bassa, per cui l’anno prossimo non giocherai”». Nel disperato tentativo di non rimanere escluso dal programma, Sheen cerca di recuperare sei debiti. Non ci riesce, e non riuscirà nemmeno a diplomarsi, venendo espulso per troppe assenze [a George Murdoch, Planet Tyrus, YouTube] • Gli ultimi anni del liceo saranno decisivi per un’altra dinamica che avrà un ruolo pesantissimo nel suo futuro: un complesso di inferiorità e una forte invidia per il fratello e gli amici più grandi di lui, diventati famosi nel mondo dello spettacolo: Hai detto che la tua autodistruzione è nata dal lungo tempo passato a volere cose che non potevi avere. Ed è qui che ti riferisci, immagino, al cosiddetto […] Brat Pack, giusto?[…] Perché pensi che sia da lì che è nato tutto questo? «Perché era a portata di mano, ma ad anni luce di distanza e vedevi le cose succedere non solo dall’altra parte della stanza, ma allo stesso tavolo, nella stessa limousine, nella stessa orbita con questi ragazzi e per me era semplicemente un “perché non è stato, perché non è potuto, cosa ci vorrà perché arrivi a me» [Graham, cit.] • Ritrovatosi diciottenne e senza diploma, Sheen va a trattare con i suoi genitori: «Ho detto ai miei: “Guardate, lasciatemi esplorare la cosa della recitazione. Lasciatemi partecipare a delle audizioni, quest’estate. E se mi va di merda, troverò un sistema per fare qualcosa. Mi prenderò un diploma e andrò all’università a studiare cinema. Diventerò un montatore o qualcos’altro» [aka Charlie Sheen] • Prima di avviare la carriera d’attore, annuncia al padre che intende usare lo pseudonimo Sheen, sia perché vuole «raccoglierne il lascito», sia perché, banalmente, suona bene [ibid.] • Viene quasi subito scelto per un ruolo nella pellicola (di serie Z) Grizzly II: Revenge . Ironia della sorte, prima di partire per l’Europa a girare il film, viene a sapere che un altro provino da lui sostenuto è andato inaspettatamente bene: lo hanno scelto per il ruolo di protagonista in Karate Kid. Suo padre però gli impone di rispettare la parola data e lo costringe a rinunciare al ruolo che avrebbe potuto segnare la sua carriera [Graham, cit.] • Dopo una serie di ruoli minori, nei quali riesce comunque a colpire favorevolmente i critici, nel 1986 arriva la grande occasione: Platoon. Il suo ruolo sarebbe dovuto andare, in origine, al fratello Emilio. Ma il regista, Oliver Stone, finì i soldi e dovette rinviare l’avvio delle riprese di un anno. Ai nuovi provini Sheen brilla e viene scelto per un ruolo da protagonista. Le riprese del film saranno un’esperienza massacrante, con Sheen e colleghi sottoposti a tutti i peggiori disagi che l’approccio di grande realismo di Stone comporta nella giungla delle Filippine. Proprio queste difficoltà, però, renderanno l’esperienza affascinante «I momenti che abbiamo avuto in Platoon e l’atmosfera da club dei ragazzi, e quanto abbiamo legato e ci siamo affidati l’uno all’altro, e il livello di cameratismo non si può davvero ricreare» [ibid.] • Platoon vincerà quattro Oscar e rappresenta uno spartiacque nella vita di Sheen: Hai scritto: “Ho volato con jet privati per le finali di tutte e quattro le principali organizzazioni sportive, di solito prenotando il giorno prima. Saltare come una pallina da flipper tra una conversazione e l’altra con le persone più uniche e creative del mondo era esaltante. Uno può imparare molto quando i giri notturni includono Madonna e Jack Nicholson”. «Bella frase, vero? […] Volevo dare al lettore un’idea di quanto grande sia stato il cambiamento della mia vita letteralmente da un giorno all’altro, perché c’è un “PP”, prima di Platoon e un “DP”, dopo Platoon» [ibid.] • Platoon però gli lascerà anche altre due svolte indelebili per il suo futuro, in senso negativo: l’uso di cocaina, già provata alle superiori, diventa una dipendenza, accompagnata da quella per le sigarette, che durerà per i 33 anni successivi al ritmo di due pacchetti al giorno [ibid.] • Tornato dal set di Platoon conosce, per caso, Nicolas Cage. I due diventeranno subito amici, e con un gruppo di altri membri del mondo dello spettacolo, compagni di bagordi e stravizi vari [aka Charlie Sheen] • Nel 1987 arriva l’esperienza del film successivo di Stone, Wall Street (per il quale aveva firmato un contratto scritto su un tovagliolo nelle Filippine). Purtroppo per Sheen è molto meno esaltante: «Semplicemente non mi sono mai sentito a mio agio né ho capito quali fossero le mie responsabilità nel film. Ero talmente confuso da un bel po’ del contenuto vero, della roba finanziaria. Era un mondo di cui semplicemente non mi era mai importato abbastanza da volerlo indagare». Il film sarà comunque un gran successo di pubblico e critica [Graham, cit.] • Negli anni successivi sfortunatamente le dipendenze di Sheen finiscono via via per incidere in maniera determinante sulla sua carriera e sulla sua vita: nel 1990 arriva la prima delle 7 riunioni familiari in cui gli si chiede di farsi ricoverare in una clinica di disintossicazione. Poi arriva, nel 1992, il crack. Beve moltissima vodka. Il livello di dipendenza dalla cocaina è tale che il suo spacciatore di fiducia deve mediare con i membri di un cartello della droga, convinti che si fosse messo a rivenderla. L’amico Sean Penn dichiarerà: «La biologia di Charlie Sheen, per sopportare il tipo di roba che si è fatto, funziona con reazioni chimiche differenti. Penso che ci sia qualcosa di biologicamente diverso in lui» [aka Charlie Sheen] • In particolare a metà degli anni ’90 l’attore si riduce a fare film per finanziare il suo consumo di alcol, cocaina, e la frequentazione di prostitute e pornostar. «Il lavoro era solo una distrazione sullo sfondo. Si trattava solo di arrivare in una location, mescolarsi al divertimento con persone nuove e la parte delle riprese e del recitare era un pensiero secondario. Si trattava solo di lavorare per raccogliere i soldi necessari per continuare a pagare i pusher o i baristi o le ragazze o gli autisti, cioè tutti i personaggi secondari» Perché hai detto da qualche parte che stavi facendo quelli che consideri film di merda per finanziarti. «Esatto. Quei film sono merda di cane. Quelle persone potevano vedere in che condizione ero o in che stato mentale, e non chiamavano il mio agente, né parlavano con Tony, né con mia madre o chiunque, e non dicevano “Ehi, l’ultima cosa che questo tizio dovrebbe fare ora è cercare di portare a termine una performance cinematografica: va già bene se sta in piedi da solo” ma non gliene fregava un cazzo» [Graham, cit.] • A causa dell’abuso di droghe finisce più volte nei guai con la legge ed è perennemente sulle copertine dei tabloid • Nonostante le premesse, alcuni film di Sheen hanno abbastanza successo commerciale da permettergli di restare rilevante per l’industria anche in mezzo agli scandali e, nel 2000, di riciclarsi con successo passando a recitare per la televisione. Il trampolino di rilancio è Spin City, serie in cui sostituisce Michael J. Fox nel ruolo di protagonista, con un buon rialzo di ascolti. La serie gli porta anche l’unico premio importante vinto in carriera, un Golden Globe Award. Nell’emittente Cbs prendono nota e lo scritturano per il ruolo di co-protagonista in Due uomini e una gamba, in cui reciterà per 8 anni, tra il 2003 e il 2011. La serie ha un successo travolgente, consentendogli di rinegoziare più volte lo stipendio, fino a diventare l’attore più pagato della televisione statunitense: 1,8 milioni di dollari a puntata nel 2008 [Amelia Adams, 60 Minutes Australia] • Nella vita privata di Sheen sono otto anni difficili: due divorzi, quattro figli, diversi guai causati dal consumo di sostanze stupefacenti. La Cbs più volte sopporta scandali che mettono in imbarazzo gli inserzionisti, grazie agli ascolti che la trasmissione continua a garantire. La goccia che fa traboccare il vaso arriva nel 2011, quando Sheen finisce per l’ennesima volta in clinica e insulta in una trasmissione radiofonica il creatore della serie, Chuck Lorre. Sheen viene licenziato e per tutta risposta si lancia in una serie di interviste televisive in cui appare in stato mentale alterato, minaccia di fare causa alla Cbs e conia una serie di termini che vengono costantemente rilanciati e memati da internet. Uno di questi, «(Ho) il sangue della tigre», viene generalmente usato per ricordare il periodo [aka Charlie Sheen] • Anni dopo spiegherà che lo stress nel gestire la sua difficile vita privata e continuare a lavorare, unita al consumo di una combinazione di cocaina e testosterone, gli provocavano forti attacchi di rabbia [Adams, cit.] • Cosa pensi quando guardi indietro? Ti riconosci? «Non so chi sia quello. E non è una scusa da sbirro. Non so da quale parte di me sia venuta. È strano. È come se ci fosse una possessione». […] Hai qualche rimpianto? «Ce li ho, ma non posso averli. Non hanno un valore, capisci? E credo che l’unico modo per affrontarli sia semplicemente […] il potermi permettere di finire in una situazione in cui voglio mandare questo messaggio al mondo, perché probabilmente ci sono molte persone là fuori che mi conoscono solo per quei video virali: un tipo che urla “sangue di tigre”. E mettere le cose in chiaro; dire: «No, no, no, quello è stato un momento. In una carriera davvero lunga in cui le cose sono semplicemente andate fuori controllo”» [a Michael Strahan, Good Morning America] • Dopo la fine disastrosa di Due uomini e una gamba, Sheen lavora in maniera discontinua in progetti con ruoli minori o di scarso successo. Dietro le quinte, tuttavia, l’attore comincia lentamente a mettere in ordine i problemi della sua vita privata: nel 2015 rivela di avere l’Hiv, e di aver pagato nei quattro anni precedenti una decina di milioni di dollari per mettere a tacere dei ricattatori. Il suo spacciatore, che negli anni gli si è affezionato, si mette d’accordo con il consulente contro le dipendenze di Sheen, riducendo progressivamente la quantità di cocaina presente nel crack, fino a fargliene cessare l’uso (purtroppo l’attore proseguirà per altri due anni, fino al 2017, con l’alcol, la droga che considera «più brutta di tutte») [aka Charlie Sheen] • Nel 2025 pubblica la sua autobiografia The Book of Sheen: A Memoir, contemporaneamente al lancio su Netflix di un documentario anch’esso autobiografico: aka Charlie Sheen. Entrambi si rivelano un grande successo di pubblico e critica e «un biglietto di ritorno» [Graham, cit.] • Nell’agosto del 2026 annuncia l’apertura di un podcast da lui condotto: Mostly Sheenius [Alex Weprin, Hollywood Reporter].Curiosità Nel 2004 gli è stata dedicata una stella sulla Hollywood Walk of Fame • In passato ha posseduto collezioni imponenti di sigari, orologi e cimeli di baseball [Fox News] • Mantiene delle opinioni di forte scetticismo rispetto alla versione ufficiale degli avvenimenti dell’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 [Subhajit Banerjee, Daily Telegraph] • No vax [Lori Berger, Redbook].Amori Sostiene di aver avuto rapporti sessuali con migliaia di donne: in passato le cifre fornite sono state, nel corso degli anni, 2 mila, 5 mila. Nel 2025 è salito a 47 mila [a Logan Paul, Impaulsive Podcast] • Ha perso la verginità a 15 anni con una prostituta di nome Candy. Sfortunatamente pagò la prestazione con la carta di credito del padre, che scoprì subito l’ammanco di 200 dollari [aka Charlie Sheen] • Negli anni ha avuto relazioni con numerose attrici pornografiche. Si è sposato tre volte: la prima con la modella Donna Peele nel 1995, per divorziare l’anno dopo. Nel 2001 conosce sul set di Spin City l’attrice Denise Richard. I due si sposano l’anno successivo. Nel 2005 Richards chiede il divorzio: una separazione che si rivela molto difficile e acrimoniosa, nonostante i due siano successivamente tornati amici. Nel 2008 sposa l’attrice Brooke Miller, con cui divorzierà tre anni dopo. Anche con essa ha mantenuto un rapporto amichevole. Ha cinque figli: la prima, nata quando l’attore era poco più che ventenne e in una relazione con la fidanzatina del liceo. Due femmine, nate durante il matrimonio con la seconda moglie, e due maschi, nati durante il terzo matrimonio. Nel documentario aka Charlie Sheen ha svelato di aver avuto anche rapporti omosessuali, «l’altro lato del menù» [ibid.].Titoli di coda «Possiamo vivere le storie oppure ascoltarle dopo dagli altri. Io scelgo la prima opzione» [Charlie Sheen, The Book of Sheen: A Memoir].