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 2026  settembre 18 Venerdì calendario

Biografia di Jimmy Fallon

Jimmy Fallon, nato a New York City (Stati Uniti d’America) il 19 settembre 1974 (52 anni). James Thomas Fallon Jr. Comico, attore, presentatore televisivo, sceneggiatore (25 produzioni per il cinema, 35 per la televisione, 1 per il teatro); cantante (3 album; ha collaborato a 7 singoli altrui); scrittore (12 libri, di cui 8 per bambini).
Titoli di testa «Sono fortunato. Sono circondato da gente divertente. Ho la possibilità di ridere tutto il giorno. La vita è più bella se semplicemente cominci a divertirti di più. Ecco perché la gente guarda il mio show» [Grace Bastidas, parents.com]
Vita Radici irlandesi (per cinque ottavi, con i restanti 3 dalla Germania e dalla Norvegia); i suoi antenati hanno cominciato a emigrare dall’Irlanda verso gli Stati Uniti a partire dal 1841. In ogni caso è «un James Fallon di terza generazione, con le radici familiari saldamente piantate a Brooklyn» [Megan Smolenyak, Irish America Magazine] • «I genitori di mia madre, nonno Tom e nonna Gloria, vivevano in un piccolo cottage nel nostro giardino. Io e mio nonno frequentavamo spesso il centro per veterani, quindi, crescendo, ho passato molto tempo in compagnia di signori sulla settantina [...] Il padre di mio papà, Jim, era molto divertente. Amava organizzare feste: tutti si alzavano per fare un piccolo numero, cantare una canzone […] I miei genitori erano iper-protettivi. Forse perché nonno Tom era un poliziotto. Al nonno piacevano i miei numeri di stand-up. Gli piaceva che non dicessi parolacce. Era presente in un mucchio di serate in cui ho fatto schifo, e mi diceva: “Insisti!”» [Gayle Jo Carter, aarp.com] • Tuo padre James Sr. Com’era, come uomo? «Divertente, l’anima della festa, gran lavoratore; molto in stile Brooklyn. Era in un gruppo doo-wop... alle superiori cantava agli angoli delle strade. Stava in una banda con cui faceva a pugni con delle altre. Era un tipo tosto» Emotivo? «Non direi emotivo. Non l’ho mai visto piangere o cose così. Affettuoso. Cioè, ricevevo abbracci, mi diceva “ti voglio bene” e cose così. Ma non troppo» [Steven Bartlett, Diary of a Ceo] • James Sr. conosce la futura moglie, Gloria al liceo, combatte in Vietnam e al ritorno trova lavoro come manutentore e riparatore per la IBM [Debbie McGoldrick, irishcentral.com] • «Mia mamma era la mia fan numero uno. Nella sua mente io ero il suo bimbo d’oro. Qualunque cosa facessi lei diceva: “Quello è mio figlio… Sei fantastico… Ce la devi fare… Sei bravissimo” Faceva sempre il tifo per me, qualsiasi cosa facessi» [Bartlett, cit.] • Ha una sorella maggiore, anche lei chiamata Gloria [ibid.] • Riesci a ricordare la prima volta che hai fatto ridere qualcuno? «C’è un’audiocassetta che mio padre registrò durante delle feste quando ero piccolo. […] Avevo due anni e mia madre disse: “Jimmy, fai James Cagney”. Io risposi: “Sporca carogna” e tutti risero. Poi lei fa: “Fai Don Ho”. E io: “Aloha!”» [John Heilpern, Vanity Fair] • Da piccolo sei andato in una scuola cattolica. «Volevo farmi prete […] lo adoravo […] Amavo la chiesa e la sua idea. Amavo l’odore dell’incenso. […] Amavo come il prete potesse far sentire così bene le persone. Mi piaceva tutto il concetto. Mio nonno era molto religioso, lo accompagnavo a messa, facevo il chierichetto. […] Pensavo di avere la vocazione» Credi che almeno una parte di questa vocazione fosse in realtà show business? Perché il prete è il performer in chiesa. «Sì. Immagino sia lo stare su un palcoscenico. La mia prima esperienza è stata servire messa. Sei sul palco assieme al prete. Sono la co-star [a Terry Gross, Fresh Air] • «Ero un bambino strano. […] Comprai un registratore a bobina; me lo portai a casa e registravo i monologhi, quelli di Richard Pryor e Steve Martin, per esempio. Poi andavo in camera mia, li riascoltavo e mimavo il labiale davanti allo specchio» [ibid.] • «Semplicemente avevo questa cosa: crescendo, finivo per parlare come le altre persone. Mi è sempre successo, anche con i film e le canzoni. Andavo a casa di un amico e, al ritorno, mia madre mi diceva: “Parli come Joey Gonzalez”, perché finivo per imitare il suo modo di parlare. Semplicemente mi veniva di imitarlo» [ibid.] • Dangerfield? «Il suo album No Respect era grandioso. Mio padre lo aveva e prendeva una chiave e cancellava tutte le parolacce, così le saltavo e perdevo metà della battuta» [a Larry King, Larry King Live] • Una pratica censoria applicata anche ai nastri delle videocassette con le quali registravano le puntate del Saturday Night Live. I due fratelli imitavano i numeri visti in televisione, si travestivano con i vestiti dei genitori, suscitando risate e lo scandalo della nonna [Gross, cit.] • In terza media viene nominato dalla classe “La persona con più probabilità di sostituire David Letterman nel suo programma”, comincia a suonare con passione la chitarra elettrica e comincia a trovare i primi lavoretti [Bartlett, cit.] • Alle superiori è una presenza fissa nelle recite della scuola, viene nominato responsabile degli eventi sociali e clown della classe [Gary Strauss, USA Today] • La passione per il Saturday Night Live però comincia a sfuggirgli di mano: «Me lo riguardavo, lo studiavo. Guardavo i grandi, Belushi, Aykroyd, Bill Murray, Steve Martin. Volevo essere come loro. Alle superiori registravo le puntate, guardavo gli sketch migliori e ne parlavo alle feste. Ne ero diventato così ossessionato che non riuscivo proprio a guardarlo assieme ad altri, perché mi dava fastidio se a qualcun altro il programma non piaceva. I miei genitori mi lasciavano bere se restavo a casa; quindi, se non uscivo, mi compravano una confezione da sei birre […] avrò avuto tipo 16 anni. I miei amici magari mi invitavano fuori, dicevano “Dai, ci facciamo un paio di birre”, ma io preferivo starmene a casa con la mia, di birra, a guardare e studiare il Saturday Night Live […] così sono diventato un alcolista a 16 anni. […] la cosa è continuata anche all’università: gli amici organizzavano feste e insistevano “Devi venire!”, io rispondevo “Arrivo all’una”, loro ribattevano “No, la festa è prima, devi esserci”, e io: “C’è il Saturday Night Live, non posso venire. Ero diventato più che ossessionato» [Bartflett, cit.] • «La mia prima vera svolta arrivò quando mia madre sentì alla radio di una gara di imitazioni: cercavano la persona più divertente della Hudson Valley. […] Mi disse: “Jimmy, dovresti partecipare, perché sai fare tutte quelle voci nella tua stanza”. Qualcuno mi aveva regalato per il diploma un pupazzo Troll […] Così lo presi e feci un numero imitando diverse celebrità che facevano un provino per diventarne il portavoce […] feci una dozzina di imitazioni in due minuti e vinsi la gara. Vinsi un bel po’ di soldi: credo circa 500 dollari. Per due minuti di lavoro […] era una cifra enorme. Pensai: “Questo è il mio futuro! È questo!”. […] Iniziai a partecipare a talent show e mio padre mi portava alle varie serate. Venni ingaggiato al Bananas Club come MC: lavoravo il venerdì, il sabato e la domenica, oltre al mio lavoro presso un distributore di bibite. Nei fine settimana facevo stand-up comedy, aggiungendo sempre più imitazioni e, col tempo, anche la musica» [Susannah Hutcheson, USA Today] • Continuando queste attività nel fine settimana, si iscrive alla facoltà di informatica al College of Saint Rose, ad Albany. Al quarto anno passa a studiare comunicazione. Nell’ultimo semestre arriva la seconda grande svolta, che lo porta a lasciare l’università (nel 2009, grazie alla carriera televisiva, gli verranno riconosciuti i crediti mancanti e potrà laurearsi) [blog.strose.edu] • Lavora in segreteria al settimanale Metroland. Un suo amico e collega decide di licenziarsi e trasferirsi a Los Angeles per diventare manager musicale. Saputolo, gli affida alcune registrazioni, il curriculum e delle foto «orrende». Viene contattato da una rappresentante dell’agenzia artistica Brillstein-Grey, che gli chiede di venire a Los Angeles. I suoi genitori, sapendo quanto ci tenga, non fanno obiezioni [Gross, cit.] • I primi tempi, in California, sono durissimi. Non può permettersi l’affitto di una stanza e dorme su un divano a casa di amici. Frequenta dei corsi di recitazione e fa degli spettacoli con i Groundlings, una compagnia di improvvisazione, ma gli unici introiti gli vengono dalle serate feriali che fa in un club: 7,25 dollari alla volta. Mangia solo spaghetti precotti e nemmeno tutte le sere. Al colmo della depressione, scrive a un amico che pensa di mollare tutto e tornare a New York. Ma è guidato da un’ambizione bruciante: entrare nel cast del Saturday Night Live [Bartlett, cit.] • «Era il mio obiettivo supremo: se tagliavo una fetta di torta di compleanno ed esprimevo un desiderio, desideravo partecipare al SNL. Se lanciavo una monetina in una fontana, desideravo partecipare al SNL. Se vedevo una stella cadente, desideravo partecipare al SNL» [Dave Itzkoff, New York Times] • «Ricordo di aver detto a me stesso: “Se non riesco ad entrarci prima dei 25 anni, mi ammazzo". Una follia. Non avevo altri piani. Non avevo amici, non avevo una ragazza, non avevo nulla in ballo. Avevo la mia carriera, e basta» [Brian Hiatt, Rolling Stone] • La sua agente lo fa partecipare a dei provini in cui ottiene delle particine minori per delle serie televisive. Fallon continua a bombardare la redazione del SNL con foto e video. Finalmente, nel 1997, gli viene concessa un’audizione, in cui si presenta con il pupazzo. Va malissimo. «Quello è stato probabilmente il momento più basso. Veramente depressivo. Dissi: “Bene, vediamo di capire. […] Mi sentivo un po’svuotato ma cominciai a lavorare sui miei numeri e a impegnarmi davvero con la stand-up. E continuavo a pensare che dovevo avere un’altra possibilità, un’opportunità di dimostrargli cosa sapevo davvero fare. Non passò troppo tempo e arrivò una seconda telefonata. Mi dissero di non portare il pupazzo» [Bartlett, cit.] • «“Quel numero l’abbiamo già visto. Prova a scrivere qualcosa di nuovo”. Stavo impazzendo. Quello era l’unico pezzo che avevo avuto per tutta la mia carriera e dovevo riscriverlo. Volevo mantenere le imitazioni, così feci una maratona di personaggi e ci misi un sacco di celebrità: Seinfeld, Gilbert Gottfried, Bill Cosby […] volevo fargli vedere che sapevo fare anche delle imitazioni musicali e suonare la chitarra. Il mio unico pensiero era: “Mi sbrigo con le imitazioni e arrivo alla fine, dove suono e, sperabilmente, gli lascio un’impressione migliore quando se ne vanno” [Itzkoff, cit.] • Incredibilmente riesce a far ridere Lorne Michaels, dominus assoluto dell’SNL, noto per restare impassibile alle audizioni «Imitai Adam Sandler […] E mi ricordo che Lorne cominciò a ridere. E penso: “Che figata. Che storia. Anche se non mi prendono è una bella storia da raccontare”. Si mise la testa tra le mani e rise. Uscendo pensai “Meglio di così non poteva andare” […] una delle produttrici mi strinse la mano e disse: «Jimmy, è stato fantastico». Passano tre settimane senza ricevere notizie e di nuovo teme di essere stato scartato. Ma, di nuovo, arriva una telefonata da New York [Bartlett, cit.] • «Vengo a sapere che Lorne sta venendo a Los Angeles e vorrebbe incontrarmi […] Nell’ufficio tutto è bianco e immacolato. Mi sentivo come se stessi camminando su una nuvola. Sembrava un paradiso. Lui mi fa: “Jimmy, indossi delle parrucche?”. E io: “Cosa? Questo è il mio vero taglio di capelli, li pettino così”. E lui: “No, intendo dire... ai Groundlings? Hai mai usato parrucche o interpretato dei personaggi? Perché ti vogliamo per lo show”. È andata così. Del resto non ricordo quasi nulla. Sembrava tutto al rallentatore. Uscendo ho detto: “ti renderò fiero”. Ho chiamato mia madre ed è stato un momento molto commovente. Piangevano tutti per l’emozione”» [Itzkoff, cit.] • A 23 anni Fallon entra finalmente nel suo adorato show, dove passerà i successivi sei anni. Tra i colleghi legherà particolarmente con il compagno d’ufficio e di bevute Horatio Sanz. «Eravamo degli alcolisti super-funzionali. Dicono che i problemi di abuso di sostanze vadano mano nella mano con l’SNL, perché è così stressante che ti trovi facilmente ad aver bisogno di sfogarti un po’. Sì, siamo finiti in un paio di risse. Ho visto Jimmy stendere un po’ di gente […] sapeva combattere. Non so dove l’abbia imparato, ma di sicuro si è picchiato con i migliori» [Horatio Sanz a Jada Yuan, New York Magazine] • Nonostante queste intemperanze e un bel po’ di «cose stupide e distruttive» non viene mai arrestato e diventa una celebrità. «Quando ho iniziato, ero quello delle imitazioni: se ne serviva una, chiamavano me. Poi, dalla seconda stagione, ho cercato di spaziare. Volevo creare personaggi originali» [Gross, cit.] • Al terzo anno pensa di seguire l’esempio di Belushi e andarsene, per non restare incastrato nel ruolo. Ma Lorne lo convince a rimanere e gli propone un segmento in cui, spalla a spalla con Tina Fey, commenta le notizie della settimana. Lorne disse: “Secondo me sarebbe fantastico: Tina è quella intelligente, mentre tu sei quello che si è dimenticato i compiti e deve copiare da lei” […] Io risposi: “Ottimo” […] è scattata subito la scintilla. Ha funzionato alla grande. […] Siamo finiti sulla copertina delle riviste sia quell’anno che quello successivo. Insomma, è stato un successo enorme. Non avrei potuto essere più popolare all’interno dello show» [ibid.] • Fallon viene però criticato (soprattutto nel sesto e ultimo anno) da addetti ai lavori e dal pubblico per la sua tendenza a scoppiare a ridere durante gli sketch, “rompendo” il personaggio e attirando tutta l’attenzione su di sé. [Jeanne Marie Laskas, GQ] • Nel 2004 lascia lo show. Perché hai voluto andartene? Voglio dire, l’hai desiderato per tutta la vita e alla fine ce l’hai fatta […] «Perché ho sentito un sacco di storie terribili su come la gente finisca per odiarsi a vicenda, a litigare, discutere, arrivando a odiare lo show. […] Non so bene quale sia la radice del problema, ma io non l’avevo vissuto fino a quel momento, quindi mi sono detto: “Voglio andarmene adesso, finché va tutto bene”» [Gross, cit.] • Fallon decide quindi di lanciarsi verso la carriera cinematografica, che aveva sino ad allora scansato per mancanza di tempo o per copioni giudicati scadenti. Mal gliene incolse: sia New York Taxi (nel 2004) che L’amore in gioco (2005) si rivelano film mediocri con risultati scadenti al botteghino. Nella maggior parte dei film che girerà successivamente avrà parti minori, spesso interpretando sé stesso, oppure sarà un doppiatore. Questi inciampi lo portano a una grande confusione sul futuro della sua carriera, che durerà un paio d’anni, e a bere eccessivamente [David Kamp e Jessica Diehl, Vanity Fair] • Fortunatamente il suo mentore, Lorne Michaels, con cui ha mantenuto un forte legame di amicizia, lo chiama per sostituire il conduttore Conan O’Brien alla guida del Late Night della Nbc. In rete detestano l’idea e prevedono il fallimento dello show, ma vogliono a tutti i costi che Michaels lavori per loro come produttore, per cui cedono. Nel marzo del 2009 Fallon esordisce alla guida del programma. Dopo un inizio non proprio entusiasmante, Fallon trova l’alchimia giusta e raggiunge ottimi risultati in termini di ascolti. Così, quando nel 2014 il conduttore Jay Leno lascia il The Tonight Show, Fallon viene chiamato a sostituirlo, con dei risultati in termini di audience stellari, riuscendo a imporsi su tutti gli altri talk show serali [Reuters] • «Il nostro programma viene categorizzato come un “varietà”. È vecchia scuola. La gente probabilmente non sa nemmeno cosa voglia dire. Parliamo, presentiamo e giochiamo con gli ospiti; per cui si tratta di quali cose differenti che tu non potrai vedere o sentire da nessun’altra parte. Voglio continuare a farti sentire meglio, a farti dire “Ho avuto una giornata lunghissima, fammi soltanto ridere. Jimmy, dammi qualcosa che non ho mai visto prima”. Io non punto al fatto che una canzone diventi virale, lo faccio solo per divertimento e solo per far dire: “Questa è buona”. Oppure “Uff, questa era brutta”» [a Jesse David Fox, Good One] • Un’esperienza particolarmente forte che vive alla guida del programma si presenta nel 2019 quando riesce a mandare in onda lo Show da Puerto Rico, appena flagellato da un terribile uragano «Mi ha cambiato la vita. La gente era così grata che fossimo andati là… non riesco neanche a parlarne. Ci hanno detto “vi siete ricordati di noi, che noi esistiamo”. Quella puntata è stata uno dei momenti di più grande orgoglio tra qualsiasi altra cosa abbia mai fatto in qualsiasi altro programma» [Hollywood Reporter] • Nonostante i risultati lusinghieri, Fallon si trova ad affrontare alcuni momenti difficili: nel 2016 viene massacrato dai media e su internet per aver condotto un’intervista a Donald Trump, allora candidato alla presidenza, percepita come «troppo sdraiata». «Sono un people pleaser, […] per cui, dopo quella storia, ero devastato […]». Il programma perde il 20% di ascolti [Itzkoff, cit.] • Nel 2023, in seguito a un’approfondita inchiesta della rivista Rolling Stone, viene accusato di creare, a causa di un temperamento umorale (peggiorato da postumi di serate in cui beve troppo) e di scatti d’ira, un clima fortemente tossico nella squadra che segue il suo programma, con alcuni spogliatoi che vengono ribattezzati “le stanze del pianto” in cui i collaboratori si sfogano. La Nbc lo supporta, ma la sera stessa dell’uscita dell’articolo Fallon si scusa con i collaboratori via Zoom: «È imbarazzante e mi sento malissimo. Mi scuso se ho messo in imbarazzo voi, o i vostri amici, o le vostre famiglie» [Krystie Lee Yandoli, Rolling Stone] • Nel 2024 The Tonight Show With Jimmy Fallon viene rinnovato fino al 2028. Hai già in mente un prossimo capitolo? Stai pensando alla vita oltre la TV? […] «Non proprio. Penso che più invecchi, più un talk show ti riesce meglio. Penso di poterlo fare finché ci sarà un pubblico. E sento che ci sarà sempre un pubblico» [Bartlett, cit.]
Curiosità Appassionato golfista dai tempi del liceo [Yuan, cit.] • Guida malissimo [ibid.] • Odia la maionese [ibid.] • Nel 2019 è stato intervistato da Alessandro Cattelan a E poi c’è Cattelan. Nel 2026 ha intervistato il comico italiano Francesco De Carlo [Cds]
Amori Nel 2005 conosce sul set di L’amore in gioco la moglie Nancy Juvonen, che lavorava come produttrice. «“Abbiamo potuto flirtare, frequentarci e conoscerci senza dover affrontare un vero e proprio appuntamento o cose del genere” ha raccontato Juvonen. «“Per mesi siamo stati semplicemente amici con una cotta reciproca: è una situazione tanto complicata quanto divertente. Temeva che Fallon […] fosse un donnaiolo: “Pensavo: Probabilmente esce con 30 donne. Col senno di poi fa ridere, ma all’epoca non lo sapevo”. Ci vollero comunque ancora alcuni mesi prima che i due si mettessero ufficialmente insieme, durante un viaggio promozionale a Londra. Questa volta, Fallon non si lasciò sfuggire l’occasione: «Le dissi: "Ehi, mi manchi, voglio passare del tempo con te”». [Vulture] • I due hanno due figlie, Winnie Rose, nata nel 2013 e Frances Cole, nata nel 2015 [ibid.]
Titoli di coda Cosa ci sarebbe scritto sulla tua lapide, Jimmy? Se potessi inciderla da solo? «Direi “Si è divertito”». [Bartlett, cit.]