La Stampa, 1 ottobre 2026
Schengen, nuovo stop con la Spagna
«A Ceuta ci sono ancora criticità». È con questa motivazione che il governo Meloni ha deciso di rinnovare lo stop all’accordo di Schengen con la Spagna per altri quindici giorni. Si tratta della terza proroga del blocco delle frontiere aeree e marittime, innescato due mesi fa: l’esecutivo temeva che l’ondata migratoria di fine luglio nell’exclave iberica potesse avere ripercussioni sul nostro Paese. Ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha preso la decisione dopo aver sentito il Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere. Poco o nulla è cambiato, secondo i riscontri avuti dal governo: esistono ancora quei «rischi reali» che avevano già portato l’esecutivo ad adottare la prima misura, comunicata alla Commissione europea e ai ministri dell’Interno degli altri Stati membri dell’Ue.
A questo punto appare scontata anche la contromossa della Spagna. Madrid, che aveva introdotto per la prima volta i controlli sui viaggiatori italiani l’8 agosto in risposta all’iniziale provvedimento di Roma, potrebbe estenderli oltre il 7 ottobre. L’ennesimo momento di frizione tra i due Paesi però stavolta arriva alla viglia di uno scenario ben diverso, che si aprirà nelle prossime ore con il Consiglio “Gai”, il summit europeo che riunisce i ministri della Giustizia e degli Interni, in cui – ha annunciato lo stesso Piantedosi – la Commissione Ue presenterà «un piano per prevenire e contrastare gli arrivi illegali improvvisi di massa dei migranti con l’intento di rafforzare la cooperazione tra i Paesi membri, consolidare le frontiere esterne dell’Ue, smantellare il traffico dei migranti e potenziare i rimpatri».
Sul fronte interno, invece, il ministro vuole accelerare sulla creazione dei centri di permanenza per i rimpatri: «Lavoriamo – ha sottolineato – all’attivazione di altri 106 posti in strutture già esistenti in Sicilia, Sardegna e Lazio. Abbiamo anche avviato le procedure per la realizzazione di nuove strutture: una in Campania, in Calabria, in Toscana e in Emilia Romagna, due in Trentino».