corriere.it, 1 ottobre 2026
Andrea Stroppa rischia il processo per omicidio stradale.
Per aver investito e ucciso un ragazzo di 18 anni, andando alla velocità di 94 chilometri orari dove il limite limite era di 50, Andrea Stroppa, rappresentante di Elon Musk in Italia, rischia di finire sotto processo con l’accusa di omicidio stradale. La Procura ha infatti chiuso le indagini nei confronti del 32enne, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.
La vittima è un ragazzo di 18 anni
Sono passati otto mesi dalla sera della tragedia avvenuta in via Filippo Fiorentini, al Collatino, il 31 gennaio del 2026. A perdere la vita è stato Mirco Garofano, maggiorenne da pochi giorni. La dinamica dell’incidente, secondo la ricostruzione dei consulenti nominati dal pm Rita Ceraso, è chiara. Garofano sta attraversando la strada, mentre una Smart bianca, guidata da Stroppa, sta percorrendo la carreggiata. Il semaforo pedonale è rosso. Pertanto, il 18enne dovrebbe attendere che per lui scatti il verde pedonale. E tuttavia anche Stroppa, per l’accusa, viola il codice della strada. Il 32enne tiene un’andatura sostenuta, di 94chilometri orari, quasi il doppio di quanto previsto in quel tratto di strada. Inoltre, anche se il semaforo è verde, il codice della strada impone che si debba procedere a una velocità adeguata alle condizioni dell’ambiente in cui si guida. Sono circa le 21,40. Di conseguenza la visibilità ne risente. C’è un ulteriore elemento che, per la Procura, suggerisce una guida prudente: il semaforo, la cui presenza indica che ci siano strisce pedonali. Invece Stroppa va a quasi 100chilometri all’ora, senza valutare in modo adeguato l’insieme di queste circostanze.
«Ho investito una persona, è grave», le parole di Stroppa all’Ares
Garofano attraversa e Stroppa lo investe. L’impatto è terribile. Il corpo del 18enne viene ritrovato a cinquanta metri dal punto d’impatto. Vengono allertati i soccorsi e arriva un’ambulanza. Un intervento tempestivo, ma che si rivela inutile. A chiamare il 118, è lo stesso consulente di Musk, che, parlando con un operatore dell’Ares alle 21,44, dice: «Ho investito una persona, è grave». Una frase registrata nell’archivio delle telefonate ricevute dall’Ares quella notte, che chiarisce come Stroppa non si è sottratto alle sue (eventuali) responsabilità.
Il colpo di scena dell’estrapolazione dei dati
Sulla dinamica dell’incidente non c’è mai stato alcun dubbio. L’inchiesta ha invece avuto un punto interrogativo fin dal principio: la velocità tenuta dal braccio destro italiano del tycoon sudafricano. Perché in un primo momento gli inquirenti hanno ritenuto che Stroppa andasse a una velocità appena superiore al limite. Una ricostruzione avvalorata da un testimone dell’incidente, un restaurant manager, Manuel Bocci, 33 anni. Bocci racconta di aver evitato Garofano ma solo per un colpo di fortuna: «Ci sono riuscito per miracolo», avrebbe raccontato ai vigili urbani il 33enne. Tuttavia, quelle parole, seppure dette in buona fede, non hanno allontanato alcune perplessità degli inquirenti, sorte per via della distanza del corpo dal punto di impatto. Una circostanza che ha fatto dubitare sulla reale velocità della Smart. Così viene disposta l’estrapolazione dei dati del dispositivo satellitare Unipol tech installato sull’auto dall’Unipol Assicurazioni. Ed è attraverso questa operazione che emerge come al momento dell’incidente l’informatico stia andando a 94chilometri orari. C’è un’altra irregolarità contestate a Stroppa. La Smart non aveva fatto la revisione, prevista per dicembre del 2025.
«Stroppa non si è mai scusato»
«Ancora non abbiamo ricevuto le scuse di Stroppa» dice l’avvocato Fabrizio Castellano, che assiste i familiari del ragazzo, come parti offese.