corriere.it, 1 ottobre 2026
Ecomafie, un affare da 11,5 miliardi. «Ogni giorno cento reati ambientali»
Le ecomafie fanno sempre più affari e, nel 2025, avrebbero lucrato 11,5 miliardi di euro, guadagnando 2,2 miliardi in più dell’anno precedente. A far crescere il conto sarebbe la gestione illecita dei rifiuti, le filiere agroalimentari e il mercato delle specie protette. È la fotografia scattata dal rapporto «Ecomafia 2026», presentato oggi a Roma: l’illegalità ambientale continua ad alimentare un’economia che sottrae risorse a quella legale.
I reati
I reati ambientali accertati sono 35.735, il 12 per cento in meno rispetto al 2024. Novantotto al giorno, poco più di quattro ogni ora. Una flessione che arriva dopo due anni di crescita, con controlli sostanzialmente stabili: oltre 1,46 milioni, in aumento dello 0,4 per cento. Intanto, però, gli illeciti amministrativi salgono a 77.895, l’11,4 per cento in più. Sommando i due dati si arriva a 113.630 violazioni: tredici ogni ora.
I settori
Al centro degli interessi criminali tornano i rifiuti. Con 10.914 reati, quasi trenta al giorno, la filiera riconquista il primo posto che mancava dal 2018 e supera il ciclo del cemento, fermo a 8.034, in calo del 41 per cento. Preoccupano anche i roghi negli impianti di gestione: 76, il 24,7 per cento in più. Crescono inoltre i reati legati agli incendi boschivi e di vegetazione: 3.586, con oltre novantamila ettari andati in fumo. Un altro fronte è quello agroalimentare. Qui il rapporto conta 67.677 fra reati e illeciti amministrativi, con un aumento del 46 per cento. Il valore di sequestri e sanzioni raggiunge i 968 milioni di euro, più del doppio rispetto al 2024. Sono invece 6.930 i reati contro gli animali, dal bracconaggio alla pesca illegale, dai traffici di specie protette a quelli di animali da affezione.
La mappa
La geografia conferma il peso delle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Sicilia, Puglia e Calabria concentrano il 44,3 per cento dei reati. La Campania resta prima con 5.636, seguita dalla Sicilia con 3.726. Al Nord cambia la testa della classifica: la Liguria, con 1.863 reati, supera la Lombardia, a quota 1.822. Fra le province Napoli conserva il primato, mentre Palermo registra un balzo del 59,6 per cento. Genova è la prima del Nord.
I clan
C’è poi la corruzione che accompagna le attività con impatto ambientale. Tra il 1° maggio 2025 e il 30 aprile 2026 Legambiente ha censito 76 inchieste, con 1.066 persone denunciate e 307 arresti. La Lombardia è terza per numero di indagini, dopo Campania e Sicilia. I clan censiti dal 1995 al 2025 sono 393: un dato che racconta trent’anni di interessi mafiosi. Sul fronte degli arresti per corruzione la Sicilia è in testa con 96, seguita dalla Campania con 85.
Le proposte
Al governo l’associazione rivolge dieci proposte, dal completamento delle norme penali a tutela dell’ambiente a un piano nazionale contro l’abusivismo edilizio, con più risorse per le demolizioni. «Il cemento illegale si contrasta con gli abbattimenti», dice il presidente Stefano Ciafani.