corriere.it, 1 ottobre 2026
Luna, comparso un cratere grande come due campi da calcio
La superficie della Luna continua a trasformarsi, anche se i cambiamenti sono difficili da osservare dalla Terra. A dimostrarlo è la scoperta di un nuovo cratere, chiamato McGetchin, formatosi nella primavera del 2024 in seguito all’impatto di un corpo roccioso. Largo circa 222 metri, è stato individuato grazie al confronto tra le immagini raccolte dalla sonda Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa. La scoperta ha permesso agli scienziati di ricostruire non soltanto la formazione del cratere, ma anche gli effetti dell’impatto sul terreno circostante. Le rilevazioni hanno infatti evidenziato alterazioni della superficie fino a diversi chilometri di distanza, accompagnate da un significativo abbassamento delle temperature durante la notte lunare. I risultati, pubblicati a settembre 2026 sulla rivista scientifica «Science Advances», offrono così una nuova occasione per osservare da vicino i processi che continuano a modificare il suolo del nostro satellite.
Un cratere nato nel 2024
McGetchin si trova sul margine orientale della Luna ed è stato provocato dall’impatto di un corpo celeste che, secondo le stime, poteva avere dimensioni paragonabili a quelle di un edificio di tre-sei piani. L’impatto è avvenuto tra l’11 aprile e il 22 maggio 2024. Il cratere misura circa 222 metri di diametro, una dimensione paragonabile a quella di due campi da calcio, ed è profondo circa 43 metri. È stato chiamato McGetchin in onore dello scienziato lunare Tom McGetchin. Per un evento di queste proporzioni, la frequenza stimata è di circa uno ogni secolo, o anche più raramente. La scoperta è arrivata grazie al confronto sistematico delle immagini raccolte dalla sonda LRO. Il cratere è stato individuato nell’ottobre 2025, quando un ricercatore che stava controllando una grande mappa della superficie lunare ha notato una zona insolitamente luminosa circondata da un alone scuro: era il materiale espulso dall’impatto.
L’impatto ha modificato un’area molto più grande
È però ciò che è successo attorno al cratere a rendere particolarmente interessante questa scoperta. Le immagini non mostrano infatti soltanto una nuova cavità nel terreno, ma anche una vasta area nella quale la superficie lunare è stata alterata dall’impatto. Le osservazioni dello strumento Diviner, a bordo della stessa LRO, hanno rilevato una sorta di «macchia fredda» notturna larga circa sette chilometri attorno al cratere. In questa zona la temperatura durante la notte lunare risulta sensibilmente più bassa rispetto alle aree circostanti. Il fenomeno è legato alla regolite, lo strato di materiale polveroso e frammentato che ricopre gran parte della superficie della Luna. L’impatto ha rimescolato e reso più soffice questo materiale, modificandone la densità e la capacità di trattenere il calore. Per questo la superficie alterata si raffredda maggiormente durante la lunga notte lunare.
Un laboratorio naturale per capire come cambia la Luna
Il valore della scoperta non riguarda quindi soltanto il nuovo cratere. McGetchin offre agli scienziati un punto di riferimento raro: permette di stabilire con buona precisione quando si è formato e di seguirne nel tempo gli effetti sul terreno circostante. La LRO orbita attorno alla Luna da oltre 17 anni e ha raccolto immagini e misurazioni della superficie con una continuità che permette oggi di individuare cambiamenti prima difficili da osservare. Nel corso della missione sono stati identificati almeno mille nuovi crateri e circa centomila ulteriori modifiche della superficie legate a impatti e alla dispersione del materiale espulso. Per gli scienziati, osservare un cratere così recente significa anche poter confrontare direttamente il prima e il dopo di un impatto. Un’opportunità utile per comprendere meglio come evolve la superficie lunare e come il materiale presente sul suolo venga continuamente spostato, rimescolato e ridistribuito.
Perché interessa anche le future missioni lunari
Capire come gli impatti modificano la regolite non è soltanto una questione di storia geologica della Luna. La composizione e le caratteristiche del terreno sono infatti importanti anche per le future attività sulla superficie lunare. Una regolite più soffice e meno compatta può avere conseguenze, per esempio, sul modo in cui un veicolo si muove sul terreno. Le osservazioni del cratere McGetchin possono quindi offrire informazioni utili anche per interpretare il comportamento della superficie con cui dovranno confrontarsi rover e altri strumenti durante le future missioni lunari. La Luna, dunque, non è il corpo celeste immobile che appare dalla Terra: è un ambiente nel quale, anche se lentamente rispetto ai ritmi terrestri, continuano a verificarsi variazioni. E questa volta una sonda della Nasa ha permesso di osservare una di queste trasformazioni quasi come in una sequenza fotografica: dal terreno prima dell’impatto al nuovo cratere, fino agli effetti che il colpo ha lasciato a chilometri di distanza.