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 2026  ottobre 01 Giovedì calendario

Dentro la «Scuola degli Eroi» che trasforma i reduci russi in élite

La nuova classe dirigente russa nasce sulle rive del lago Senezh. A quaranta chilometri da Mosca, in direzione nord ovest. Un campus da ottantacinque ettari. Alberghi, palestre e residenze circondati da boschi e foreste. All’ingresso una insegna spartana, di colore rosso luminescente. Officina di amministrazione, nient’altro.
Gli allievi sono tutti reduci della guerra in Ucraina. Si chiama Tempo degli Eroi, ed è un programma per la formazione di quadri specializzati, «la nuova élite» della Russia, parola di Vladimir Putin, che pesca solo tra i veterani e i partecipanti dell’ormai ex Operazione militare speciale. Venne avviato il primo marzo 2024. Due giorni prima, il presidente aveva dichiarato all’Assemblea federale che i militari in congedo avrebbero dovuto occupare posizioni dirigenziali in molti settori dell’attività del Paese. «Sono loro la crema del Paese, non quelli che si sono arricchiti negli anni Novanta».
Il campus
L’insegnamento è affidato a funzionari del Cremlino e del governo, rappresentanti dei ministeri, capi regionali e dirigenti di grandi aziende. Il programma si compone di quattro moduli da trenta giorni ciascuno, e ha una durata di due anni. Viene realizzato dalla Scuola superiore di gestione statale presso l’Accademia di economia nazionale e amministrazione statale di Mosca altrimenti detta Accademia presidenziale. Una scuola sotto stretto controllo di Putin insomma. Come quasi tutto il resto. Quando aprirono le iscrizioni, nelle prime tre ore arrivarono oltre seimila domande, e complessivamente, tra marzo e aprile di quell’anno, il numero aveva superato quota 44 mila.
Ma i posti rimangono pochi, in confronto all’enorme massa di reduci che sta per abbattersi sulla Russia intera. Il 16 maggio erano stati selezionati 83 partecipanti, tra cui quattro donne, 79 ufficiali di carriera, da tenenti a generali, e tre soldati. Venti di loro avevano ricevuto l’onorificenza di Eroe della Russia. I primi corsi iniziarono il 27 maggio, e tre giorni dopo i partecipanti salirono a bordo del rompighiaccio «Cinquant’anni della Vittoria» e partirono per il Polo Nord dove vennero sottoposti a prove di «solidità fisica e morale». Al ritorno, vennero ricevuti da Putin, che li risarcì dell’esperienza appena vissuta dicendo che una volta finiti gli studi di aggiornamento, comprensivi di stage alla Duma, con un deputato come tutore per ogni singolo allievo, i laureandi avrebbero potuto scegliere di continuare la carriera nelle Forze Armate oppure nel servizio pubblico civile.
In una nomenklatura alquanto anziana e bloccata come quella della verticale del potere putiniano, il Tempo degli eroi non è soltanto una possibilità, è una autostrada. Alla fine del gennaio 2025, 18 degli 83 partecipanti alla prima classe hanno ricevuto posizioni governative. Tra questi c’è il tristemente celebre Artyom Zhoga, l’ex comandante del battaglione Sparta nella repubblica di Donetsk, e nel tempo libero già rappresentante di lista di Putin alle presidenziali del 2024, che è stato nominato plenipotenziario del Presidente negli Urali. L’eroe di Russia Artur Orlov, maggiore e comandante di un battaglione carrista, era diventato all’improvviso presidente del consiglio di amministrazione del Movimento russo per la gioventù «Movimento dei Primi» e il suo collega di medaglia Vladislav Golovin, comandante di plotone della 810ª brigata di marines della Flotta del Mar Nero, si era ritrovato capo di stato maggiore della Yunarmiya, organizzazione giovanile paramilitare di educazione patriottica.
Il benvenuto
Le recenti elezioni per il rinnovo della Duma e di molti Consigli regionali sono state una finestra sul futuro. Quarantanove militari sono stati eletti deputati, e più della metà di loro arrivava dal lago Senezh. Complessivamente, oltre 120 partecipanti al programma «Tempo degli Eroi» hanno assunto nuovi incarichi. Putin gli ha dato il benvenuto dicendo che la loro esperienza sarà preziosa per l’elaborazione delle nuove decisioni. «L’esperienza dei nostri eroi è molto richiesta, e i risultati delle votazioni lo hanno chiaramente confermato», ha detto. Il politologo Andrei Kolesnikov ritiene che la «nuova élite» completerà il quadro di uno «stato di forza» nel Paese mentre il suo collega Nikolaj Petrov è convinto che le autorità stanno cercando di dimostrare che «il nuovo egemone è rappresentato dai partecipanti all’operazione militare speciale».
I crimini di guerra
Il varo del Tempo degli Eroi era stato letto come uno schiaffo all’élite liberale russa che, a giudicare dalle parole di Putin dell’epoca, non aveva dimostrato sufficiente patriottismo durante la guerra. Ma adesso la militarizzazione del ceto politico russo si sta facendo sistema. E lascia intravedere qual è la strada che Putin intende percorrere nel futuro prossimo. Almeno 13 partecipanti al programma sono accusati dalle autorità ucraine di aver commesso crimini di guerra, e tra questi figurano proprio Zhoga, sospettato di aver torturato e giustiziato alcuni prigionieri nel Donbass, e due Eroi di Russia come il tenente Nursultan Mussagaleev e il maggiore Boris Dudko, che avrebbero sulla coscienza la strage di Bucha. Ma nella Russia di Putin, questi sono dettagli.