Corriere della Sera, 1 ottobre 2026
Mosca minaccia le fabbriche europee
Le fabbriche di armi in Europa sono target legittimi. A sancirlo è Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo che ha dichiarato come gli stabilimenti europei che producono armamenti per l’Ucraina sono «potenziali obiettivi militari» per la Russia. L’affermazione è arrivata in risposta a una domanda sulla disponibilità della Polonia a ospitare una fabbrica di missili Patriot.
Si tratta di parole che acuiscono la tensione tra l’Europa e Mosca e arrivano all’indomani della lettera inviata da Mosca all’Alleanza Atlantica sul rischio di escalation militare in caso di isolamento dell’exclave russa di Kaliningrad. Il tutto mentre un drone è entrato nello spazio aereo moldavo, si è schiantato nei pressi di un villaggio esplodendo, nel contesto di un massiccio attacco russo contro l’Ucraina. Ma non solo. Ieri l’ambasciatore danese a Mosca, Rolf Holmboe, è stato convocato al ministero degli Affari Esteri russo, dove gli è stata presentata una ferma protesta per le azioni di un elicottero dell’aeronautica danese nel Mar Baltico. Secondo Mosca il Fennec si è avvicinato pericolosamente a una nave russa, la corvetta Soobrazitelny stazionando a un’altitudine inferiore ai 50 metri.
In questo quadro le forze russe continuano a martellare Kiev e mettono nel mirino i siti energetici ucraini, facendo temere un ennesimo inverno di sofferenza per la popolazione civile. La notte tra martedì e mercoledì è trascorsa tra allarmi ed esplosioni, causando almeno 4 morti nella capitale e nelle zone limitrofe, tra cui un bambino piccolo estratto dalle macerie di un edificio distrutto. La Russia ha poi preso di mira le infrastrutture energetiche con un’ondata di attacchi con droni e missili, che hanno spinto le autorità ad annunciare le prime interruzioni di corrente programmate a Kiev. Altre tre persone hanno perso la vita nel resto del Paese, ha riferito il presidente Volodymyr Zelensky, al fronte per incontrare le truppe impegnate nella controffensiva nell’Est. Gli attacchi giungono mentre il servizio meteorologico ucraino annuncia le prime gelate notturne in molte aree del Paese. Da qui la richiesta di Kiev di un maggiore sostegno dagli alleati. Appelli che il presidente russo Vladimir Putin ha criticato parlando davanti ai deputati della nuova Duma: «La Russia, a differenza di alcuni, non può permettersi di correre in giro per il mondo e di umiliarsi mendicando elemosine».
Sul fronte diplomatico non si fermano gli sforzi del Vaticano. Il cardinale Matteo Zuppi, inviato speciale del Papa per l’Ucraina, ha visitato i prigionieri di guerra ucraini. Secondo la diplomazia russa la missione del presidente della Cei «conferma l’impegno di entrambe le parti alla cooperazione sul fronte umanitario»: Zuppi ha incontrato il consigliere presidenziale Yuri Ushakov, la commissaria per i diritti umani Yana Lantratova e quella per i minori Maria Lvova-Belova. «Speriamo che questa visita possa incentivare lo scambio di detenuti», ha auspicato il cardinale.