1 ottobre 2026
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Francesca Cervellera, meglio nota come Francesca Dellera, nata a Latina il 2 ottobre 1965, è un’attrice e modella italiana, sex symbol degli anni Ottanta e Novanta.
Titoli di testa «La pelle più bella del cinema italiano» [Marco Ferreri].
Vita Nata e cresciuta a Latina, dopo la maturità classica si trasferisce a Roma, dove inizia a lavorare come fotomodella • «”Mio padre faceva il commercialista – racconta Francesca Dellera – ma ebbe dei problemi e siccome mia madre aveva sempre fatto la casalinga, io dopo il liceo abbandonai l’idea di proseguire. Non ero una grande studiosa, però non mi sarebbe dispiaciuto continuare”. Bella era bella, quindi non faticò molto a ritagliarsi subito uno spazio nella moda come fotomodella. “Arrivai a guadagnare in un giorno quello che mio padre racimolava in un mese. Essere indipendente economicamente è sempre stata una mia priorità. Potrei morire piuttosto che dipendere da qualcuno”» [a Costantini, Cds] • L’avvenenza fisica le frutta diverse apparizioni in copertine di riviste nazionali e internazionali, ritratta anche da maestri della fotografia come Helmut Newton, Dominique Isserman, Greg Gorman, Michel Comte, André Rau, Annie Leibovitz e molti altri • Nel 1985 e nel 1986 interpreta anche vari fotoromanzi Lancio sotto lo pseudonimo di Francesca Lisi • Viene scoperta e lanciata nel 1987 dal regista Tinto Brass nel film erotico Capriccio, che le regala improvvisa celebrità e la proietta nella galleria dei sex-symbol del cinema italiano • Poi per un periodo parte dall’Italia: «Los Angeles, New York, Londra, Parigi, dietro a uomini misteriosi e ad avventure favolose» [Mauro Suttora] • Successivamente ha interpretato il ruolo della protagonista, a fianco di Gina Lollobrigida (che la detestava e che in seguito parlò malissimo di lei come attrice) nella miniserie Tv in tre puntate La romana di Giuseppe Patroni Griffi, adattamento televisivo dell’omonimo film diretto da Luigi Zampa nel 1954 (tratto da un romanzo di Alberto Moravia); lo sceneggiato è seguito da 10 milioni di spettatori e Moravia la sceglie per dedicarle un’intervista sul settimanale L’Espresso, privilegio che aveva concesso solo a Claudia Cardinale e Sophia Loren • Per l’interpretazione di questo sceneggiato ha vinto il gran premio internazionale dello spettacolo Telegatto (condito da gossip per la sua relazione dell’epoca, mai ufficializzata, con Berlusconi) • Il famoso critico cinematografico Tullio Kezich ha detto di lei: «La fisicità di Francesca Dellera è parlante, possiede quel qualcosa in più che hanno le figure schermiche di eccezione, tanto a suo agio davanti alla macchina da presa che quando è vestita sembra nuda, e quando è nuda sembra vestita» • La giornalista di moda e costume Natalia Aspesi la descrive così: «In confronto ai canoni asessuati della bellezza dei nostri giorni, Francesca Dellera è una ragazza d’altri tempi, il suo biancore soffice, carnale, è di quelli che non si vedono più, essendo oggi la femminilità anche vistosa completamente asessuata, come vuole la televisione, come vuole la moda» • L’anno successivo, 1989, ha interpretato il tv movie La bugiarda • In questo periodo compare in diverse campagne pubblicitarie, fra le quali quella dell’IP con la regia di Maurizio Nichetti, premiata come miglior spot dell’anno • All’apice del successo, il regista Marco Ferreri rimane colpito dall’attrice e scrive appositamente per lei il copione del film La carne, interpretato dalla Dellera insieme a Sergio Castellitto. Il film venne presentato al Festival di Cannes dove ebbe grande successo e diede alla protagonista notorietà a livello internazionale • L’altro interprete ha dichiarato in seguito: «La Carne è stata una delle avventure più divertenti della mia vita perché il film venne vilipeso dalla critica e appartenere ai lavori vilipesi dei geni è bellissimo. Ferreri prese quel totem di carne di Francesca Dellera e ne fece un monumento all’erotismo, alla sensualità e alla bellezza» [Castellitto a Pagani, Fatto 07-02-16] • Lei, invece, si è lasciata sfuggire più tardi che Castellitto «non era stato molto signore» nei suoi confronti sul set durante le scene erotiche • Federico Fellini, anch’egli colpito dalla sua avvenenza e dall’interpretazione nel film di Ferreri, la sceglie per il ruolo della Fata per il film Pinocchio, un progetto al quale il regista pensava da tempo e che avrebbe dovuto avere Roberto Benigni nel ruolo del burattino; la scomparsa prematura del regista impedisce però la realizzazione del film • Negli anni Novanta si è trasferita in Francia, paese in cui l’attrice ha avuto un grande successo mediatico e dove ha girato il film L’orso di peluche di Jacques Deray accanto ad Alain Delon («Lui sì che in certe scene calde era un signore», parola di Francesca) • Ha sfilato anche come modella sulla passerella di Jean-Paul Gaultier. La rockstar Prince, dopo aver visto le sue foto, era andato a Parigi per conoscerla e affittato un cinema per vedere da solo con lei il film La carne, proponendole poi di andare con lui in America ed essere la protagonista di un suo videoclip. Proposta rifiutata dall’attrice per altri impegni professionali • Nel 1997 compare nel libro dedicato ai 50 anni del Festival di Cannes. Tornata in Italia, è stata la protagonista di Nanà, miniserie TV in due puntate per la regia di Alberto Negrin, adattamento dell’omonimo romanzo di Émile Zola • È stata poi protagonista nel 2006 del film per la Tv in due puntate, di coproduzione francese, La contessa di Castiglione, diretta dalla regista Josée Dayan, accanto a Jeanne Moreau e Sergio Rubini • Il noto press agent Enrico Lucherini, al quale si era affidata, la considerava l’ultima star italiana, una bomba di sessualità e mistero: «La sua donna ideale ha le gambe di Anna Magnani, il seno di Francesca Dellera, il punto vita di Sophia Loren, gli occhi di Liz Taylor, il sorriso di Virna Lisi, la faccia di Claudia Cardinale, il deretano di Manuela Arcuri» [Lucherini a Giorgio Dell’Arti e Massimo Parrini, Panorama 13-11-08] • Divisa tra Parigi e i Parioli, la Dellera da molti anni è scomparsa dalle scene. E lo spiega così a Silvia Costantini: «”Ho fatto una vita intensa, esagerata, internazionale, dove ho ottenuto tanto, ma il successo e la popolarità sono esperienze molto violente quando si vivono da giovani. Per questo, poi, ho fatto del tutto per scomparire. Oggi impera l’apparire a tutti i costi, io lo chiamo presenzialismo disperato, una deriva narcisistica da cui prendo le distanze. Non mi interessano i social, trovo orribili i selfie...”. Una vita esagerata: niente dolori? “Oltre alla morte dei genitori, quella di una persona con cui ebbi una storia importante, ma che si è suicidata e non posso dire chi era”. Top-secret anche l’attuale fidanzato francese: “È come me, non vuole apparire e lo rispetto: è un musicista”. E il futuro? “Carpe diem. Non ho programmi, è la vita stessa che prende decisioni per noi. E allora vivo alla giornata, sono una cicala”». [Costantini Cds 21-04-17] • La critica specializzata conferma quest’immagine: «Schiva e appartata nell’epoca in cui sembra obbligatorio mostrarsi, anche a costo di rischiare la sovraesposizione, risulta un personaggio in controtendenza, Oggi mantiene un posto di primo piano nell’immaginario collettivo. Per la sua unicità, per la sua libertà, è sempre un simbolo di fascino e seduzione. E ha mantenuto negli anni la capacità di non svendersi, di non dire dei sì troppo facili» [Gloria Satta].
Amori «Bellezza da eroina romantica fuori dal tempo, la Dellera è una strana creatura: riservatissima e passionale, con un lato infantile; una vagabonda che quando non gira film sparisce» [Silvia Fumarola] • All’epoca del progetto di Pinocchio la Masina fu gelosa di Francesca Dellera [Ravarino, Mess] • Una relazione semisegreta con Silvio Berlusconi: «Lui vide le foto di Capriccio e se ne incapricciò. Tormentava l’addetto stampa: “Come posso incontrarla?”. La trovò e allora iniziarono le chiamate a me e a mia moglie: “Che devo fare? Lo incontro?»”. E noi all’unisono: “Vai cara”» [Marco Ferreri e Ferrucci e Pagani, Fatto 31-01-13] • «Non una fotografia, non una notizia documentata, di quel legame che nessuno può dimostrare. Era il 1987. Nessuno sa, se non i diretti interessati, quando quel legame è cominciato, quando è terminato: di mezzo c’è, nel 1989, un famoso Telegatto consegnato alla Dellera, protagonista de La Romana, e un giornalista ricorda come il problema degli organizzatori fosse collocare lontane in platea sia la premiata che Veronica Lario. Francesca è decisa: “A lasciarlo sono stata io” (…) Attorno a lei si è fatto un gelido vuoto professionale. In questo silenzio amaro, che le ha interrotto la carriera, lei ravvisa una punizione cieca, una vendetta troppo lunga, un umiliante esilio: “Siccome lui era ricco e importante, si rovesciò su di me una valanga di invidia crudele”» [Aspesi, cit.] • Altri celebri flirt: Emanuele Filiberto di Savoia, l’attore Christopher Lambert, il tennista Yannick Noah • E la leggenda di una liaison dangereuse: «Lei è Francesca Dellera; lui, Edoardo Contini, alias O’ Romano, camorra imprenditrice. Un pentito controverso come O’ Nasone Giuseppe Misso sostiene che il padrino gli rivelò in cella la sua storia rovente con la morbida ninfa del Capriccio di Tinto Brass. “Era l’anno dei Mondiali”, mette a verbale O’ Nasone, parafrasando Venditti: quelli di Italia ‘90» [Buccini, Cds 25-01-14] • Nel febbraio 2014 annuncia la decisione di scrivere un’autobiografia «per affrontare finalmente la verità, contro le invenzioni maligne e crudeli che mi hanno aggredito lungo tutta la mia vita» [a Natalia Aspesi, Rep 02-02-14] • «La convivenza è la tomba dell’amore. Quando un uomo torna a casa la sera e si sente in diritto di domandare alla propria donna “Che cosa hai fatto oggi?”, è la fine. L’amore ha bisogno di mistero».
• Ha mantenuto segreto il nome del suo compagno, «non italiano e che non vive in Italia» e negli ultimi anni si è divisa tra Parigi e Londra tornando sempre meno a Roma.
Titoli di coda «Odio la curiosità nei miei confronti, detesto Facebook e pure Twitter, non sopporto la mondanità, l’esibizionismo. Io sto pagando ancora un prezzo altissimo perché ho sempre voluto essere libera, non appiattirmi nelle regole di tutti» [Ad Aspesi cit]