repubblica.it, 30 settembre 2026
Ddl antisemitismo, via libera finale dalla commissione, partiti divisi. Il Pd non vota
Ancora divisioni sul ddl antisemitismo. La commissione Affari Costituzionali della Camera ha approvato il mandato al relatore sul disegno di legge. Sul voto finale, i partiti si sono spaccati: la maggioranza ha votato a favore, M5S, Avs e Futuro nazionale contro, Iv a favore e il Pd non ha partecipato al voto e +Europa si è astenuto. Entro metà ottobre circa il testo, che ha già ricevuto il via libera dal Senato, dovrebbe essere votato dall’aula di Montecitorio.
Di recente la senatrice a vita Liliana Segre, “incredula di fronte alle divisioni” su un tema sul quale “un Paese civile dovrebbe ritrovarsi unito”, ha fatto appello all’unità e a trovare un punto di incontro. Si è rivolta a tutti i partiti per chiedere di approvare all’unanimità il ddl, anche con le modifiche chieste da chi critica il testo della maggioranza. Il nodo del contendere è la definizione di antisemitismo del ddl mutuata dall’Ihra (l’International Holocaust Remembrance Alliance). Per il pentastellato Alfonso Colucci, che ha spiegato le ragioni del M5S in dichiarazione di voto, tale definizione “non distingue tra il pregiudizio antisemita e la libera espressione del pensiero su un’amministrazione”. “Gli esempi non definiscono bene il confine” e pertanto, “lungi dal costituire un baluardo contro l’antisemitismo, viene a comprimere un diritto fondamentale”. Se fosse stata adottata la definizione di antisemitismo contenuta nella “Dichiarazione di Gerusalelmme”, “il nostro orientamento di voto sarebbe stato diverso anche in ragione delle modifiche apportate al Senato che hanno diminuito l’effetto penalistico” del provvedimento.
Anche Filiberto Zaratti di Avs ha puntato il dito contro la “definizione sfuggente e ambigua” dell’Ihra “che potrebbe fare in modo che anche chi critica le politiche di Israele e Netanyahu incorra nel reato di antisemitismo. Noi vogliamo accogliere l’appello di Segre e il punto di intesa non è lontano”, mutuare al suo posto la “dichiarazione di Gerusalemme sarebbe un punto fondamentale”. “Se poi fosse inserita” nel testo “la condanna a fascismo e nazismo sarebbe davvero un risultato molto importante”. Il capogruppo di Avs nella commissione Affari costituzionali della Camera ribadisce il “no netto” del suo partito: “Noi rifiutiamo totalmente questa legge perché siamo tra coloro che condannano le politiche israeliane ormai apertamente di pulizia etnica del popolo palestinese”.
Per Roberto Giachetti di Iv “è un’occasione mancata non essere riusciti ad accogliere l’appello di Segre”. “Oggi mettiamo un mattone fondamentale per porre un argine contro il dilagante fenomeno dell’antisemitismo”, ha detto il meloniano Alessandro Urzì, difendendo il testo – che a suo avviso – non comprime affatto la libertà di espressione e garantisce le critiche politiche. L’aula ne disporrà”.