repubblica.it, 30 settembre 2026
Pattie Boyd, George Harrison ed Eric Clapton: il triangolo amoroso più famoso del rock
Pattie Boyd, modella e fotografa, conobbe George Harrison nel 1964. Lui era impegnato sul set di Hard day’s night, il primo film interpretato dai Beatles. Lei faceva un po’ la modella, all’epoca era fidanzata con il fotografo della “swinging London“Eric Swayne: al primo invito a cena di Harrison disse no, al secondo accettò. La loro frequentazione si trasformò in matrimonio nel 1966: quell’amore ispirò Harrison nella scrittura di Something. Tutto bene fin quando Harrison chiamò Eric Clapton per affidargli l’assolo di While my guitar gently weeps: la loro frequentazione fece scattare in Clapton un sentimento fortissimo nei confronti di Pattie.
Questa complessa geometria amorosa viene raccontata adesso nel libro Il triangolo rock, scritto dal giornalista Riccardo Russino e pubblicato da Il Castello nella collana Chinaski. Negli anni in cui conobbe Pattie, Clapton era in una fase complessa della sua vita artistica e personale: dopo lo scioglimento dei Cream, l’Lsd era diventato un elemento molto presente nella sua quotidianità. Clapton finì per dichiarare il suo sentimento profondissimo e disperato (secondo alcuni l’inizio della drammatica esperienza con l’eroina fu causato proprio dall’amore non corrisposto), ma Boyd restò fedele a Harrison. Nel 1970 Clapton scrisse uno dei suoi capolavori, Layla, dedicandola proprio a Pattie: il brano era ispirato a un poema persiano sulla passione amorosa che fa impazzire.
Nel frattempo, la relazione tra Boyd e Harrison cominciò a entrare in crisi: lui era sempre più preso dal misticismo indiano e rinunciò a molti aspetti della sua vita, mettendo sua moglie in secondo piano (senza però rinunciare a un tradimento con l’ex moglie di Ringo Maureen Cox). Alla fine, dopo la separazione, Pattie si legò sentimentalmente a Clapton fino a sposarlo nel 1979: a lei Clapton dedicò Wonderful tonight. Il matrimonio è durato circa dieci anni, fino al divorzio avvenuto nel 1989 a causa dei problemi di dipendenza e dei tradimenti del chitarrista. Nonostante questa tempesta emotiva, i rapporti tra i due amici non si sono mai del tutto interrotti, al punto che Harrison ha partecipato al matrimonio della sua ex moglie.
Nel suo libro, Russino racconta la storia di Pattie dall’infanzia alla carriera di modella, dall’incontro con Harrison all’ingresso nel mondo dei Beatles, fino alla relazione con Clapton e agli anni successivi. La sua vicenda personale s’intreccia con la trasformazione della società britannica degli anni Sessanta e con la crescente ricerca di indipendenza femminile. Il libro restituisce il clima della Swinging London, la Beatlemania, il mondo della moda e quello della musica, mostrando come la vicenda privata dei tre protagonisti si sia intrecciata con la storia della cultura popolare dell’epoca.
A completare il volume c’è “Extra Texture”, una sezione dedicata a due aspetti meno conosciuti del mondo di Harrison e Clapton: Friar Park, la celebre residenza di Harrison, e le numerose occasioni in cui i due musicisti hanno condiviso studi di registrazione e palchi. Per ricostruire la storia, Russino ha utilizzato autobiografie, interviste, testimonianze e materiali sulla cultura britannica degli anni Sessanta. Fondamentali sono inoltre due interviste realizzate dallo stesso autore con Pattie Boyd, che arricchiscono il volume di contenuti inediti e offrono nuove chiavi di lettura della vicenda.
Qualche anno fa, Boyd ha messo all’asta alcune memorabilia, tra cui una lettera scritta da Clapton quando il loro amore non era ancora sbocciato: “Sono al limite della mia mente... Ho ascoltato il vento, ho osservato le nuvole scure e minacciose, ho chiesto alla terra sotto al cielo un segno, un gesto, ma c’è solo silenzio. Perché esiti, sono un povero amante, sono brutto; sono troppo debole, troppo forte, sai il perché? Se mi vuoi, prendimi, sono tuo. Se non mi vuoi, per favore rompi l’incantesimo che mi imprigiona. Mettere in gabbia un animale selvatico è peccato, domarlo è divino. Il mio amore è tuo”.