la Repubblica, 30 settembre 2026
Carabinieri e Polizia, mancano le reclute
Venticinque anni fa, al concorso per 780 posti per agenti della Polizia di Stato, arrivarono quasi 400.000 domande. Per ogni posto più di 500 aspiranti. Basta guardare i numeri dell’ultimo concorso per la stessa qualifica bandito nel 2025 (46.000 domande per 4.617 posti, presentatisi alle prove in meno di 20.000) per capire l’inarrestabile declino di quello che, soprattutto al Sud, era l’ambizione di milioni di giovani: entrare nelle forze dell’ordine.
Le cause della disaffezione
La divisa non tira più, il fascino ormai offuscato da una rappresentazione mediatica che spesso confligge con l’ideale di tanti, ma soprattutto condizioni economiche e di vita non più appetibili, rischi elevati, poca disponibilità alla mobilità soprattutto a fronte di spese ormai insostenibili per l’affitto di una casa. E naturalmente il calo demografico che falcidia la platea di quanti potrebbero aspirare a una divisa. «Negli ultimi vent’anni, il numero di potenziali partecipanti ai concorsi nelle forze dell’ordine è calato di 700.000 unità. L’Italia, come sappiamo, è un Paese di sempre meno giovani», il calcolo fatto dalla Guardia di finanza.
Polizia, carabinieri, guardia di finanza, anche se il calo è decisamente più vistoso per la polizia di Stato e per l’Arma, soprattutto nei gradi delle carriere iniziali per diplomati, assai meno per la Finanza che – pur ammettendo numeri in forte ribasso soprattutto nelle domande – vanta ancora percentuali positive negli effettivi partecipanti alle prove per l’ingresso in Accademia. Meno domande ma più partecipanti effettivi anche per i ruoli dell’Arma dei carabinieri (anche qui l’Accademia gioca la sua parte) che restano più ambiti non fosse altro perché l’organizzazione territoriale così ramificata garantisce ancora gli alloggi persino alle qualifiche più basse.
La metà dei candidati non si presenta
Il calo delle “vocazioni” è davvero impressionante e preoccupante a fronte di un turnover consistente: in polizia la riduzione delle domande presentate negli ultimi vent’anni ai concorsi per diplomati varia tra il 60 e il 70 %, nell’Arma si attesta al 70 %, la Finanza perde molto meno, in alcuni bandi solo il 10 %. E ancora meno sono poi coloro che si presentano alle prove, spesso con una sforbiciata del 40-50 % sulle domande iniziali. tanto che alla fine ci sono casi in cui a contendersi un posto restano solo in 4 o 5, cifre impensabili fino ai primi anni 2000.
Sondaggi e consulenti per trovare correttivi
E allora tocca correre ai ripari, trovare correttivi, nuove modalità concorsuali, diversa capacità di comunicare soprattutto con i più giovani. La Polizia di Stato ha commissionato un sondaggio per individuare le richieste dei giovani. E il risultato è stato questo: bilanciamento del tempo di lavoro con quello della vita privata, conoscenza dei diritti, dello stipendio e della progressione in carriera, poca disponibilità a spostarsi dalla propria regione. I correttivi li ha indicati il capo della Polizia Vittorio Pisani due giorni fa al congresso del sindacato Siap: «Presentazione dei benefici, differenziazione delle diverse tipologie di poliziotto, configurare un impiego diverso rispetto a quello operativo, prevedere un concorso a territorialità diversificata, un programma di ristrutturazione degli alloggi collettivi».
La comunicazione si sposta tutta sui social
E poi la comunicazione, che ora si muove tutta sui social: storie, reel, post per far conoscere cosa fa davvero un poliziotto, con un occhio particolare alle specialità, dai chimici agli esperti informatici, dai medici alla cybersecurity. Una strategia condivisa dall’Arma dei carabinieri che si ritiene comunque soddisfatta della partecipazione reale ai concorsi a fronte di un calo di domande e punta molto sulle donne: «L’aumento costante del personale femminile è frutto di importanti interventi concorsuali che ha portato a circa il 60 % in più di donne arruolate negli ultimi vent’anni – dicono al Comando generale – l’importante è far conoscere le opportunità che la professione riserva. Presentiamo l’Arma con un registro di linguaggio più adatto ai giovani valorizzando i social e il web».
Obiettivo: parlare anche ai minorenni
Reel con effetto sorpresa per raccontare quello che fa un finanziere, «parlare non solo a chi è in età di concorso ma anche a chi ha 14 anni, per farli appassionare fin da piccoli e far conoscere loro le tante nostre specialità» è la strategia della Guardia di finanza. Che ci tiene a precisare: «L’ottima qualità della selezione però resta un punto fermo».
L’asticella alzata dei concorsi per laureati
Su una cosa tutti sono d’accordo: il calo vertiginoso delle domande non incide sulla difficoltà dei concorsi che, soprattutto per le qualifiche riservate ai laureati, hanno semmai alzato l’asticella: prove scritte, orali, psicoattitudinali e fisiche assai impegnative e lunghe un anno. Un tempo, anche questo, ormai incompatibile con le aspettative di lavoro dei giovani.