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 2026  settembre 30 Mercoledì calendario

Di Battista parla della malattia: «Ho un tumore al cervello»

«Ogni giorno mi riprendo degli spazi di libertà». Alessandro Di Battista  ha raccontato così, in collegamento con DiMartedì, su La7, la malattia che ha stravolto la sua vita e lo ha costretto al ricovero a Cuba in seguito a un malore. 
«Ho iniziato a sentirmi male per un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore che mi è stato riscontrato», ha spiegato parlando con Giovanni Floris, sottolineando subito che i medici cubani «hanno azzeccato immediatamente le cure che hanno ridotto l’edema permettendo di operarmi. Mi hanno asportato quasi tutto il tumore. Adesso farò le cure sperando che funzionino». 
«Ora faccio parte di quel club di cittadini italiani che dicono: “Perché proprio a me"», ha detto l’ex deputato M5S. «Questa peste del XXI secolo ha un “pregio"», ha ironizzato: «è democratica, colpisce chiunque. Io non ho la retorica del guerriero che dice “Combatterò”. Farò le cure che devo fare, è la priorità, sono positivo. Quelli che non devono mollare sono i dottori: e non lo faranno, perché sono seguito molto bene».
L’operazione a Cuba
Il racconto di Di Battista verte sul ricovero all’ospedale Hermanos Ameijeiras a L’Avana: «A Cuba mi hanno fatto un’operazione raffinatissima con tecnologie che qua si usavano 30 anni fa. Eppure il neurochirurgo mi ha salvato la vita. Ieri questo dottore mi ha scritto dicendo che non hanno la possibilità di sterilizzare per l’assenza di corrente. Anche i medici del Gemelli hanno detto che mi hanno fatto un’operazione raffinatissima». 
L’ex deputato continua a puntare i riflettori sulla difficile situazione di Cuba, raccontando di essere «stato operato in un ospedale senza acqua». «La popolazione
subisce un assedio medievale e Trump, come nel caso dell’Iran,
spera si possa rivoltare contro il governo. Cuba però non vuole
fare la fine di paesi come Honduras, Haiti, Repubblica Dominicana
e Guatemala; Trump spera di vincere le elezioni con lo scalpo, ma
i cubani sono abituati purtroppo a soffrire».
Le polemiche in Italia e la vicinanza di Meloni
Di Battista ha poi affrontato il tema delle polemiche sorte di fronte all’ipotesi che, per rientrare in Italia, potesse utilizzare un volo di Stato. «Stavo combattendo tra la vita e la morte e leggevo “il grillino che prende i voli di Stato”. Poi abbiamo dato [a chi criticava] l’ennesima lezione di stile, perché sono tornato con un volo sanitario pagato dalla mia assicurazione», ha detto ancora Di Battista. 
Di Battista ha poi ricordato come Giorgia Meloni lo abbia contattato quando era a Cuba: «La presidente del Consiglio – che tra l’altro con me personalmente si è comportata bene, come tutto il governo – mi ha espresso solidarietà. Mi ha chiamato quando ero a L’Avana, dicendo: “Lascia perdere le polemiche veramente oscene su quel volo di Stato”, che non è mai stato tra l’altro un’ipotesi, si sarebbe trattato di un volo sanitario».  
Di Battista non ha però poi risparmiato le critiche – politiche – all’operato del governo: «Nessun risultato su migrazione, sostegno alla classe media, natalità, sicurezza. Meloni ha pensato a sé stessa, ai rapporti con Trump, non all’interesse degli italiani».
La politica e le cure
Di Battista ha poi parlato del Campo Largo, definendolo «debole»: «Come pretende di vincere le elezioni se sull’Ucraina ha di fatto la stessa posizione della Meloni? Non lo so, in questo momento non lo vedo bene il Campo largo». 
Duro anche il giudizio su Vannacci: «Ha ragione Beppe Grillo: “Più gli sputi sopra e più si appiccica"». 
Alla domanda del conduttore Giovanni Floris se si candiderà alle Politiche ha replicato: «Dovrò iniziare presto le terapie, la priorità per me è curarmi. Noi, con l’associazione Schierarsi, avevamo fatto i passi giusti per arrivare» a questo appuntamento elettorale «almeno con la possibilità di decidere», rivela. «Poi la vita è imponderabile...  Ma quello che dobbiamo fare è continuare a far crescere Schierarsi, per quando ci saranno altre tornate in futuro. Quanto a me, devo iniziare presto le terapie. E ora devo pensare ad altro. A curarmi».