corriere.it, 30 settembre 2026
Pagamenti, nasce l’alternativa europea a Mastercard e Visa
Cinque circuiti di pagamento europei hanno creato una nuova società per offrire un’alternativa alle reti americane che dominano il mercato. La società si chiama European Network for Payments (Enp) e sarà partecipata con quote paritetiche dalla spagnola Bizum, dalla franco-tedesca Epi/Wero, dalla portoghese Sibs, dalla scandinava Vipps e dall’italiana Bancomat.
Il progetto
Epn avrà sede a Madrid e il compito di creare un centro di coordinamento fra gli azionisti in modo che i metodi di pagamento dell’uno siano accettati dall’altro. In modo che, per esempio, sia possibile pagare con una carta Bancomat sul pos di un negozio di Barcellona che accetta Bizum. «Vogliamo costruire per i pagamenti l’equivalente di quello che è stato il roaming per la telefonia cellulare», ha spiegato Fabrizio Burlando, ceo di Bancomat. «Come oggi i clienti possono utilizzare i dati in Europa con la sim italiana senza dover fare nulla né cambiare dispositivo – ha proseguito – così domani vorremmo che potessero fare con la carta, l’app e gli altri strumenti di pagamento offerti da Bancomat».
La copertura
L’idea è, insomma, quella di costruire una sorta di adattatore di pagamento che non richieda di elaborare una nuova soluzione di pagamento comune in Europa ma consenta a quelle esistenti di comunicare fra loro. I circuiti partecipanti al progetto – spiega una nota – «potranno progressivamente offrire ai propri utenti pagamenti transfrontalieri tra Paesi europei, sia tra persone (peer-to-peer), sia nei negozi fisici e online, mantenendo al tempo stesso i rispettivi marchi, funzionalità ed esperienze utente». Gli attuali soci di Enp raggiungono oggi circa 130 milioni di utenti in 13 Paesi europei, coprendo oltre il 70% della popolazione dell’Unione europea e della Norvegia. Ma la società sarà aperta all’adesione di altri circuiti domestici e potrà anche espandersi in altri mercati dove, attualmente, non esiste una rete di pagamento nazionale alternativa ai big americani.
L’obiettivo è infatti quella di fornire un’alternativa europea a Mastercard, Visa, American Express e PayPal che consenta ai Paesi Ue di recuperare sovranità e indipendenza nel settore dei pagamenti. Se un domani – in ipotesi – i colossi Usa dovessero spegnere i loro circuiti per guasti o volontà politica, per esempio, un Paese come la Germania si troverebbe sostanzialmente bloccati gran parte dei flussi di pagamento. «Credo che la prospettiva vada ribaltata – ha detto Burlando – non dovrebbe essere il nostro progetto a essere una alternativa ai circuiti internazionali, ma quest’ultimi a diventare un’alternativa alle reti di pagamento domestiche» come Bancomat.
I prossimi passi
La costituzione della società Enp è un passo importante, ma gran parte dele applicazioni del progetto devono ancora concretizzarsi e raccogliere il consenso dei consumatori e degli esercenti. Le reti azionisti si faranno carico degli investimenti necessari a mettere a punto la soluzione e a diffonderla: in particolare, dovrebbero regolare al loro interno la distribuzione delle commissioni in modo che non vadano a pesare sull’utente. Si andrebbe così a creare un incentivo all’utilizzo anche all’estero dei circuiti domestici che, hanno sottolineato i partecipanti, si distinguono già nei rispettivi Paesi per la convenienza per utenti e commercianti. «Per Bancomat – ha concluso Burlando – questa iniziativa esprime una priorità strategica chiara: contribuire allo sviluppo di un modello europeo scalabile, capace di coniugare innovazione, interoperabilità e resilienza e di rafforzare il ruolo centrale delle banche e delle infrastrutture europee nel futuro dei pagamenti digitali».