corriere.it, 30 settembre 2026
Melissa Satta parla di sé stessa e del suo presente
Dal mestiere di velina all’amore per il suo compagno, il bresciano Carlo Gussali Beretta. Melissa Satta si racconta a Giulia Salemi nel podcast «Non lo faccio per moda». La modella sarda inizia dal carattere. «Non dico bugie – afferma – ecco perché sto sul ca***, ho la memoria corta e me le dimenticherei, piuttosto dico una scomoda verità». E tra le bugie più grandi c’è quella «che noi siamo alla pari degli uomini – è l’opinione di Satta -, dal punto di vista lavorativo, in alcuni campi, siamo percepite come inferiori; ho lavorato tanto nell’ambito sportivo e il primo approccio era: “Questa non capisce niente, non sa fare niente”. Devi dimostrare di essere brava. Io ho un carattere tosto e, se c’è un pregiudizio, tiro fuori gli artigli».
A farla stare male sono le critiche delle altre donne. «Io non vado a massacrare un’altra donna – afferma l’ex velina che però non vuole fare nomi -, se non mi piace, me lo tengo per me, pubblicamente non mi piace ferire, chi sono io per poter giudicare?». Poi passa ai commenti degli haters sui social. «Mi dispiace, perché cerchiamo da anni di supportarci per posizionarci a livello degli uomini, tempo fa ho fatto un red carpet e tantissime donne hanno dovuto trovare un modo per criticare», racconta.
Immancabile il ripercorrere il periodo, felice, a «Striscia la notizia». «Mi sono divertita come una pazza – afferma Melissa – che il programma sia stato chiuso mi è dispiaciuto tantissimo, ci sono affezionata, però capisco che il mondo e la comunicazione siano andati avanti, forse dovevano trovare un modo per modernizzarlo, ma non sarebbe stata più “Striscia”». Il mestiere di velina era il più ambito tra le ragazze. «Prima – afferma – c’era solo la tv, pochi posti, oggi la tv è guardata molto meno, lavorare sui social è più semplice». E fa la differenza tra i due lavori. «La velina ha una giornata impegnativa – dice -, Ricci ti metteva a fare danza, ore di sala prove, telepromozioni, c’erano regole da rispettare, eri una dipendente a tutti gli effetti; l’influencer si autogestisce, sceglie cosa fare e postare e ha una popolarità immediata, ci sono ragazze che hanno creato imperi. Per fare la velina dovevi essere scelta e rispettare i dieci comandamenti».
Nonostante la popolarità sui social, Melissa Satta rivela: «Se fossi nata dopo, non avrei fatto questo lavoro. Ho aperto i social quando abitavo a New York, subito sono arrivati un milione di follower su Twitter. Poi è arrivato “Controcampo” e mi sono trascinata i follower. Ho aperto Instagram più per la tv, per lo stile, ma non so come fare una storia, non sono brava a truccarmi, sbaglio la luce, mi sento un’idiota». Nel salotto di Giulia Salemi,
Melissa parla del suo podcast «The long game» dedicato alla longevità, facendo presente che in Italia c’è molta «paura di flebo, integrazioni con le vene, c’è poca informazione». Della relazione con Carlo Beretta conferma che «la fa stare bene, non è stato un colpo di fulmine, ci siamo conosciuti su Instagram, lui mi ha scritto e dal fatto che siamo nati entrambi in America è nata una conversazione, la relazione che sto vivendo con lui è arrivata in un periodo sereno della mia vita, ho bel lavoro, un figlio super».
La differenza di età non è un problema (lui ha 29 anni e lei 40). «L’età va di pari passo con le esperienze, un uomo di 50, 60 o 70 può essere immaturo». Maddox, che è nato dal matrimonio con Boateng, conosce il suo compagno.
«Mio figlio sa tutto – afferma Melissa -, è capitato una volta che venisse a sapere dall’esterno della mia vita privata e non è stato bello». La relazione con l’imprenditore bresciano è diversa da quella passata con Matteo Berrettini: «Non è mediatica, cerchiamo di tenerla per noi, sono un personaggio pubblico e ovviamente la cosa esce, ma lì era diverso, lui era uno sportivo sotto i riflettori; adesso ogni tanto ci fanno qualche foto ma non è come prima. Anche se ci sarà sempre il cretino sulla tastiera che dovrà commentare in modo stupido».