Corriere della Sera, 30 settembre 2026
Il congresso di Salvini senza avversari
La data è stata fissata (il 24 e 25 ottobre), il luogo anche (Milano) pur se la location esatta va ancora definita, i delegati sono gli stessi (700 in tutto) che si ritrovarono a Firenze nell’aprile di un anno fa per confermare, per acclamazione, Matteo Salvini segretario della Lega. La commissione Statuto e Regolamento del partito, ha fatto sapere Roberto Calderoli, ha raggiunto un’intesa all’unanimità sulle regole, e ora per la convocazione ufficiale del congresso straordinario annunciato dal leader sul palco di Pontida manca solo l’ultimo, scontato, via libera, quello del Consiglio federale che verrà convocato ad hoc nei prossimi giorni.
Quanto all’esito, anche le prossime assise sono destinate a chiudersi con lo stesso risultato delle precedenti. Difficile che sulla strada di Salvini si materializzi un avversario o un competitor. Uno di quelli che avrebbe potuto buttarsi nella contesa, il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, si chiama fuori come aveva già anticipato nei giorni scorsi al Corriere.
«Salvini convocando il congresso ha fatto un’abile mossa, indubbiamente – ha spiegato a Un giorno da pecora su Rai Radio1 —, ma forse in un momento così delicato sarebbe servito un coinvolgimento maggiore da parte anche della base e della militanza. Con i delegati della volta precedente, che lo hanno eletto all’unanimità, e senza il coinvolgimento della militanza, secondo me chiunque si volesse candidare sostanzialmente non avrebbe alcuna chance».
Romeo scherza sulle voci che lo danno a rischio di espulsione: «Se dovessero licenziarmi, speriamo almeno che lo facciano con la giusta causa, sennò poi c’è il rischio del reintegro. I giudici in questo caso sono i militanti, la base leghista». E aggiunge: «Spiace l’etichetta di ribelli che hanno dato a me e al governatore Attilio Fontana. Noi abbiamo semplicemente cercato di fare delle proposte per far sì che si possa tutti insieme risollevare e rilanciare il movimento. Io non guardo tanto i sondaggi, che comunque negli ultimi tempi ci danno in discesa, però è quello che sentiamo tra la gente, ci dicono che dobbiamo cambiare, rinnovarci».
Intanto, per il centrodestra arrivano i giorni decisivi per l’approvazione della nuova legge elettorale. Oggi il testo approda nell’Aula della Camera. Dal pomeriggio si inizia con la discussione generale, giovedì si entra nel vivo delle votazioni, con le pregiudiziali di costituzionalità per cui è probabile il voto segreto. E si potrà capire, forse, se il clima è diverso da quello che a luglio proprio a Montecitorio portò alla clamorosa bocciatura. Ieri in commissione Affari costituzionali tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni sono stati cassati.
Questa mattina verranno messe ai voti le otto proposte di modifica presentate all’articolo 2 e verrà votato il mandato al relatore, prima dell’approdo in Aula.