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 2026  settembre 30 Mercoledì calendario

Kaliningrad, il Cremlino evoca il nucleare

«Avventurista e irresponsabile». Cosi il Cremlino bolla la condotta dell’Alleanza atlantica in una nota di proteste. Secondo Mosca vi rientrano le manovre pensate per simulare «l’isolamento» dell’exclave di Kaliningrad, che «aumentano notevolmente i rischi di uno scontro armato diretto». Il testo – per la Nato «un documento non ufficiale» – è arrivato al Segretariato Internazionale tramite l’ambasciata russa in Belgio. I toni non lasciano spazio ai dubbi: la Federazione si dichiara pronta a mobilitare «l’intero arsenale di armi a sua disposizione» in difesa del proprio territorio, espressione dietro cui si leggono le testate nucleari.
Da Bruxelles la replica è senza giri di parole. «Abbiamo inviato una risposta, sottolineando che siamo un’Alleanza difensiva e che nessuna delle nostre attività o esercitazioni rappresenta un rischio per alcuna parte del territorio russo», ha dichiarato la portavoce Allison Hart, aggiungendo che l’Alleanza «condanna nettamente la minaccia dell’uso della forza, compresa qualsiasi retorica nucleare irresponsabile». Siamo davanti a uno scambio di accuse reciproche. Del resto, alle spalle ci sono quasi cinque anni di conflitto totale in Ucraina e una stagione di sabotaggi e attacchi ibridi in Europa sempre più raffinata: difficile per Mosca invocare il proprio buon diritto quando la Nato si prepara a rispondere. In quest’ottica vanno letti i war games studiati per mettere a punto una reazione nell’ipotesi di un attacco ai Baltici e di una chiusura del corridoio Suwalki, la stretta striscia di terra che unisce la fedelissima Bielorussia a Kaliningrad. Più di un leader alleato lo ha detto chiaramente: davanti a mosse imprudenti del Cremlino, l’exclave finirebbe «asfaltata».
Mosca, però, prova a ribaltare il discorso. «L’Europa sta senz’altro conducendo una guerra contro di noi», sostiene il ministro degli Esteri Serghey Lavrov a margine del Valdai International Discussion Club: invece di confermare la campagna ibrida, ha chiamato in causa i sistemi d’arma che l’Occidente consegna a Kiev e che poi vengono usati contro la Russia. Parole che arrivano mentre le fiamme dell’Accademia delle Scienze di Kiev sono appena state spente e l’Università Nazionale Taras Shevchenko è costretta a imporre la didattica a distanza, vista la sicurezza sempre più precaria per l’intensificarsi degli attacchi sulla capitale. Mentre Mosca accusa la Nato, arriva una nuova attribuzione di colpe. «Possiamo concludere con certezza che l’incendio doloso ai locali della Milrem Robotics, avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 agosto a Tallinn, è stato un atto di sabotaggio ordinato dai servizi speciali russi», ha reso noto il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna. Oggi gli alleati affronteranno il tema della campagna ibrida in sede di Consiglio Atlantico mentre il Cremlino parla di «accuse infondate».
In questo quadro l’inviato russo Kirill Dmitriev ha incontrato lunedì a Washington funzionari statunitensi per proseguire le discussioni su una soluzione pacifica al conflitto. Secondo The Atlantic, John Cole, rappresentante speciale del presidente statunitense Donald Trump, avrebbe proposto una nuova strategia che prevede la liberazione dei prigionieri politici russi in cambio di un allentamento delle sanzioni e del ripristino dei legami economici con Mosca. Un approccio già sperimentato in Bielorussia.