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 2026  settembre 29 Martedì calendario

Nvidia lancia il buyback più grande di Wall Street

Nvidia ha annunciato che spenderà altri 150 miliardi di dollari per riacquistare azioni proprie. È l’aumento di autorizzazione più grande mai deciso da un’azienda quotata e porta il totale ancora disponibile a 235 miliardi, da usare entro l’anno fiscale 2028. Ieri a Wall Street il titolo è salito di circa il 2%, mentre Amd e Broadcom, due avversari del gruppo, hanno chiuso la giornata in rosso. Inoltre Nvidia è tornata a essere l’azienda quotata con la più grande capitalizzazione al mondo (supera i 5.400 miliardi di dollari), davanti ad Apple che è poco sotto i 5.000 miliardi.
I CONTI
Per capire perché la decisione arrivi adesso bisogna guardare i conti. Nell’ultimo trimestre il fatturato è più che raddoppiato, a 96,2 miliardi di dollari, e per quello in corso l’azienda ne prevede 108. Tre anni fa l’utile trimestrale era di 6,2 miliardi. Eppure il titolo è cresciuto meno degli utili. Il prezzo delle azioni rispetto ai profitti attesi è sceso a 24 volte, vicino alle 20 dell’indice S&P 500, per un’azienda che cresce più di qualsiasi altra grande società americana. Il mercato non contesta i risultati di oggi: dubita che gli investimenti in intelligenza artificiale possano continuare a questo ritmo. Il riacquisto è la risposta del ceo e fondatore di Nvidia, Jensen Huang, a questo dubbio. Se le azioni valgono più del prezzo a cui si scambiano, comprarle conviene. Ne restano meno in circolazione e ogni azione rimasta rappresenta una parte più grande dell’azienda.
C’è anche un messaggio: chi conosce meglio i conti dichiara di credere nella propria crescita e lo dimostra con il denaro. Le critiche esistono. Alcuni osservano che quei miliardi potrebbero essere spesi in ricerca, assunzioni o nuovi impianti, e che i riacquisti favoriscono anche dirigenti e dipendenti che ricevono azioni. Nvidia risponde di avere liquidità sufficiente per fare tutto.
Resta però un’ipotesi da considerare: un’azienda che guida il proprio settore e restituisce agli azionisti somme di questa portata potrebbe anche ritenere di non avere abbastanza occasioni per investirle altrove. Va detto che autorizzare non significa spendere. Il cda concede un permesso e i tempi li sceglie la dirigenza. Nel secondo trimestre dell’anno fiscale Nvidia ha restituito 26 miliardi tra riacquisti e dividendi e aveva ancora 99 miliardi autorizzati. Il nuovo tetto si aggiunge a una somma che non era stata usata del tutto. Il contesto è questo.
LA PIATTAFORMA
Secondo S&P Global Ratings, la spesa in investimenti dei grandi gruppi del cloud supererà i 1.300 miliardi di dollari entro il 2027, e una parte molto grande andrà ai chip di Nvidia. Se l’azienda che incassa quei soldi ne usa una parte per comprare le proprie azioni, o è convinta che gli ordini continueranno, o vuole dare al titolo un valore che il mercato non gli riconosce. La questione riguarda anche l’Europa, che quei chip li compra e dipende da chi li produce. Lo capiremo osservando quanto dell’autorizzazione verrà usato nei prossimi trimestri.
Nella giornata di ieri, Nvidia ha inoltre lanciato una piattaforma software per tenere l’IA sotto controllo ed evitare gli incidenti che si sono di recente succeduti. Nvidia Open Agent Safety Platform include strumenti che consentono agli sviluppatori di monitorare e gestire costantemente il comportamento dell’IA, con un sistema di controllo capace di metter in quarantena, nel giro di millesimi di secondo, gli agenti che tentano di oltrepassare i limiti operativi.