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 2026  settembre 29 Martedì calendario

L’allarme dagli Usa: un software russo per le polizie europee (persino in Italia)

La guerra ibrida? Non arriva soltanto da fuori, soprattutto dalla Russia. Potremmo avercela già in casa anche per colpa nostra. L’allarme, e forse qualcosa di più, arriva dagli Stati Uniti dove una società specializzata nell’estrazione di dati, è stata accusata dalle autorità americane di essere posseduta e gestita da russi aggirando le sanzioni economiche in vigore dal 2022. Fin qui, affari loro, si potrebbe dire. E invece no perché secondo quanto riferisce Politico, l’azienda ha lavorato a progetti finanziati dall’Ue e venduto i propri servizi a diverse forze dell’ordine di diversi Paesi europei tra cui Germania, Spagna, Polonia e anche Italia. Di fatto quindi, avremmo (o avremmo potuto) incautamente fornire dati riservati di sicurezza e molto sensibili alla Russia. L’azienda, Oxygen Forensics, ha sede ufficiale in Virginia e sviluppa software per estrarre e analizzare informazioni da smartphone e computer. Secondo il Dipartimento di Giustizia Usa, il software era sviluppato e gestito da un team in Russia diretto da Oleg Sergeyevich Davydov, arrestato nei giorni scorsi insieme a Lee Reiber, di fatto il prestanome dell’azienda. Un caso inquietante, nel momento in cui le tensioni tra Russia e Occidente si fanno sempre più forti e le minacce sempre più concrete.
Secondo Politico, i prodotti di Oxygen Forensics sono stati utilizzati in almeno due progetti finanziati dall’Ue relativi alla raccolta, elaborazione e condivisione di prove digitali. La Commissione ha invece precisato invece che l’azienda non faceva parte dei consorzi dei due progetti e non ha quindi ricevuto finanziamenti Ue. Uno dei programmi, Inspectr, finanziato da Horizon 2020, ha continuato a operare fino al 2023. Per il prestigioso sito, i prodotti Oxygen sono stati accreditati o acquistati da forze di polizia e l’azienda avrebbe anche controllato MKO Systems, società che vendeva la stessa tecnologia ai servizi segreti russi e al ministero dell’Interno di Mosca anche se, al momento, non è chiarito o accertato se i dati europei siano stati estratti e utilizzati dalla Russia.
Per quanto riguarda la parte italiana, la pista conduce in Sardegna, dove i software sarebbero stati utilizzati anche se non è risaputo né come né quando anche se l’Ansa fa sapere che il software utilizzato sarebbe differente, il «Cellebriti». Fatto sta che in un documento tecnico a firma del procuratore della Repubblica di Sassari Armando Mammone, pubblicato anche sul sito internet della Procura in una direttiva in materia di acquisizione di dati digitali per la polizia giudiziaria, Oxygen Forensic appare nella lista degli strumenti che possono essere utilizzati per l’estrazione e analisi dei dati sui dispositivi mobili. «L’indicazione degli strumenti ha carattere meramente ricognitivo e non tassativo», si legge nel documento, confermando che non è chiaro se il software incriminato sia mai stato effettivamente utilizzato. Frittata fatta o pericolo scampato? Forse una lezione da imparare. Di sicuro infatti c’è che i rischi sono enormi. E mai come in questo momento serva manovrare con cura ogni cosa che riguarda la tecnologia e la sicurezza.