ilfattoquotidiano.it, 29 settembre 2026
Consiglio regionale del Piemonte, la leghista Gianna Gancia: “Avanti Savoia”
“Avanti Savoia”. Il grido patriottico e militare legato alla monarchia sabauda e al Regio Esercito italiano – un’esortazione alla carica e, più in generale, alla fedeltà a Casa Savoia – pronunciato in aula istituzionale per difendere un vicepresidente di Regione in tunica rossa. Il motto è risuonato questa mattina nell’aula del Consiglio regionale del Piemonte.
A prendere la parola è la leghista Gianna Gancia, che liquida le polemiche sugli onori e titoli monarchici assegnati a esponenti politici come “stucchevole”: “Con tutti i problemi che abbiamo in Italia” – dice – “strumentalizzare la presenza di Marrone a un evento che rappresenta la storia dell’Italia, ma soprattutto la storia del Piemonte” le pare fuori luogo. Poi il gran finale, appunto: “Avanti Savoia”.
Non una voce qualunque, la sua: presidente della Provincia di Cuneo dal 2009, eurodeputata della Lega dal 2019 al 2024, oggi di nuovo in Consiglio regionale del Piemonte – ed è la moglie di Roberto Calderoli, ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, uno dei pesi massimi del Carroccio.
La polemica in cui interviene nasce dalle inchieste del Fatto sulla compravendita di titoli cavallereschi di Emanuele Filiberto di Savoia – a marzo, e poi a settembre con il capitolo degli Ordini dinastici al Lingotto – e dalla scoperta che tra gli invitati alla cerimonia c’era anche Maurizio Marrone, vicepresidente della Regione Piemonte, fotografato in abito cerimoniale da Cavaliere dell’Ordine Mauriziano. Da lì l’attacco di Avs in Consiglio regionale e la richiesta di comunicazioni urgenti. Se il bersaglio era la “nostalgia monarchica” della Giunta, la maggioranza sceglie di rispondere proprio con il motto dei Savoia: prova, semmai, a discarico.
Alla ripresa dei lavori Gancia prova a correggere il tiro, quasi scusandosi: dice di essersi ispirata alle nonne, che usavano quel motto come sprone, e di farlo risalire alla regina Margherita – pronunciato oggi, spiega, “con lo stesso intento”. Le opposizioni non ci stanno: in una nota congiunta le capogruppo Gianna Pentenero (Pd), Alice Ravinale (Avs), Sarah Disabato (M5s) e Vittoria Nallo (Iv) parlano di un “vero e proprio oltraggio” al Consiglio regionale e ai principi della Costituzione repubblicana, e chiedono al presidente dell’aula Nicco e al governatore Cirio di intervenire. La richiesta di comunicazioni urgenti viene comunque respinta dalla maggioranza: i gruppi di opposizione lasciano l’aula per protesta, il centrodestra prosegue i lavori.