repubblica.it, 29 settembre 2026
A Wanna Marchi e Stefania Nobile il “Premio internazionale della cultura” in Campidoglio
Una vita passata tra truffe, condanne e carcere, poi il ritorno sotto i riflettori e un riconoscimento in uno dei luoghi più iconici di Roma. «Stai in una cella in galera e poi ti ritrovi al Campidoglio osannata». Sembrava impossibile. Invece è accaduto davvero all’ex regina delle televendite Wanna Marchi e a sua figlia Stefania Nobile premiate lo scorso 23 settembre nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, nell’ambito di un evento dedicato alla cultura. Un riconoscimento che ha riempito d’orgoglio madre e figlia, ma che ha provocato numerose polemiche, oltre a incredulità e ironia sui social: «Possibile? Un premio alla cultura. E al Campidoglio?».
Stefania Nobile ha ricevuto il “P.I.C. – Premio Internazionale della Cultura” per il libro Vendere… cara la pelle, nel quale racconta anche il rapporto con la madre, la nota ex televenditrice. «Io sarò sempre la figlia della numero 1. Vendere non è sempre andare in giro. È vendersi», ha commentato Stefania Nobile sui suoi profili social.
A Wanna Marchi, che si fece strada vendendo nelle tv locali un miracolo scioglipancia che (non) faceva dimagrire, è stato invece assegnato un riconoscimento per il ricettario La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l’unica misura è l’amore, pubblicato nel 2026. L’ex regina delle televendite così ha commentato: “La vita è davvero strana, dal paese più brutto del mondo a una cella in galera e poi ti ritrovi in Campidoglio osannata, piena di complimenti, di applausi e di abbracci. Il Campidoglio non è per tutti”.
La manifestazione è stata ideata dall’editore Alessandro Gian Maria Ferri. Si tratta di un’iniziativa privata, non riconducibile a Roma Capitale o al Campidoglio, anche se l’utilizzo di una sala istituzionale è soggetto alle procedure previste dall’amministrazione. A fare gli onori di casa e ad accogliere gli oltre 200 ospiti, secondo quanto riferito dagli organizzatori, è stato il consigliere comunale e presidente della commissione Giubileo Dario Nanni: “Io non sapevo che c’erano Wanna Marchi e la figlia – afferma imbarazzato Nanni – Se avessi saputo non avrei partecipato. Loro sono persone lontane anni luce dalla mia visione di vita e dalle mie idee politiche. Quando hanno parlato loro non c’ero, sono stato chiamato dagli organizzatori per un generico saluto istituzionale”.
La cerimonia, svoltasi «nella prestigiosa Sala della Protomoteca in Campidoglio», è stata presentata come «uno degli eventi dedicati alla promozione della cultura e delle eccellenze italiane» e come «un’occasione per valorizzare persone, progetti e realtà che, con il proprio impegno, contribuiscono alla crescita culturale e sociale del Paese, favorendo il dialogo tra tradizione, innovazione e creatività».
Ed è proprio qui che si concentra uno degli interrogativi sollevati dalla vicenda: quanto era a conoscenza l’amministrazione della natura dell’evento e dell’identità dei premiati al momento della concessione della sala? Anche perché le vicissitudini giudiziarie della coppia non sono certo un mistero, tra inchieste, arresti e fallimenti.
Wanna Marchi e Stefania Nobile erano state condannate in via definitiva dalla Corte di Cassazione nel marzo 2009. Per Marchi la pena era stata di 9 anni e 6 mesi di reclusione, mentre per la figlia era stata fissata in 9 anni e 4 mesi. Stefania Nobile è tornato al centro delle cronache giudiziarie. Nel 2025 è stata coinvolta nell’inchiesta relativa alla Gintoneria di Davide, il locale milanese gestito dall’ex compagno Davide Lacerenza. L’indagine riguardava, tra le altre contestazioni, ipotesi di autoriciclaggio, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e reati legati agli stupefacenti.
Nell’ottobre 2025 Nobile è stata condannata a tre anni di reclusione, con la possibilità di scontare la pena attraverso l’affidamento in prova ai servizi sociali. Un anno dopo la riabilitazione in grande stile in Campidoglio.