la Repubblica, 29 settembre 2026
Spagna, gli “indignados” son tornati con le loro tende
Stessa piazza, diversa battaglia. Gli “indignados” sono tornati ad agitare la Spagna. E se nel 2011 gli “accampati” del movimento 15-M protestavano contro il governo Zapatero per la crisi finanziaria, per la corruzione e per il precariato, stavolta le tende del malcontento sono state sistemate da due giorni in Puerta del Sol, a Madrid, contro il governo Sánchez per il diritto alla casa. E altre iniziano a spuntare nel resto del Paese, soprattutto a Barcellona dove oggi è atteso il premier.
Tutto è nato dallo sfratto di Maricarmen Abscal, l’87enne parzialmente invalida cacciata dall’appartamento di Madrid dove viveva da 71 anni dopo una richiesta di aumento di quasi il triplo del canone da parte del “fondo avvoltoio” che ha acquistato lo stabile. Sabato scorso la manifestazione convocata dal Sindicato de Inquilinas de Madrid per denunciare la crisi abitativa si è trasformata in un presidio permanente composto da decine di tende piazzate nel centralissimo snodo della capitale spagnola: ieri circa 600 persone hanno trascorso lì la notte e sono stati numerosi i personaggi del mondo della cultura – tra i quali anche il regista Pedro Almodóvar – che sono si sono presentati per aderire alla protesta.
I nuovi “indignados” promettono di restare fino a quando il Consiglio dei ministri non approverà le nuove misure abitative, incluso quello che è stato ribattezzato il “decreto Maricarmen”, che garantisce speciali tutele anti-sfratto per le persone fragili. “Aspetteremo qui l’approvazione e, se necessario, anche la convalida del Parlamento. Non abbiamo fretta di andarcene”, ha assicurato Valeria Racu, portavoce del Sindicato de Inquilinas che punta il dito contro il governo socialista.
Il primo appuntamento cruciale è previsto per domani, quando l’esecutivo socialista si riunirà per approvare il decreto reale sull’edilizia abitativa da tempo in discussione ma bloccato per il veto delle destre del Partito Popolare e di Vox e degli indipendentisti catalani di Junts, che però ora promettono di voler trattare, così come Podemos che proprio dai primi “indignados” del 2011 è nato. Insieme potrebbero garantire la svolta.
In una corsa contro il tempo, il ministero de Vivienda sta redigendo il testo che dovrebbe far confluire le forze politiche e gli alleati, soprattutto Sumar che preme per una moratoria sugli sfratti senza alternativa abitativa, la proroga dei contratti e, nel caso di Maricarmen, per l’esproprio dell’immobile. Minacciando di disertare il Cdm di domani se non sarà approvato un pacchetto di misure “effettive” e non semplici “cerotti”, pacchetto che al momento dice essere ancora “molto lontano” dall’essere chiuso.
Tra i punti cruciali del testo del decreto ci sono le misure sui contratti di affitto a tempo indeterminato, il divieto di sfratti che lascino gli inquilini senza una sistemazione alternativa, il divieto di acquisto speculativo da parte dei fondi avvoltoi. In discussione, nelle ultime febbrili ore di trattative, anche nuovi regimi fiscali per proprietari e inquilini, la tutela del patrimonio immobiliare statale, la regolamentazione degli affitti stagionali, un inasprimento fiscale per gli alloggi turistici e una riduzione dell’Iva per la costruzione di alloggi popolari con qualifica permanente.
Intanto la “acampada” di Puerta del Sol diventa un tema di scontro politico anche con la Comunidad de Madrid, guidata dalla popolare Isabel Díaz Ayuso (che proprio nella famosa piazza ha il suo ufficio), che critica il permissivismo del ministero degli Interni nei confronti dei manifestanti che avrebbero sequestrato lo snodo cittadino.
Infine, dall’ospedale dove è ricoverata dopo la sfratto, Maricarmen ha inviato ieri un messaggio alla piazza degli accampati – “Vorrei essere lì con voi, ma da qui vi chiedo di lottare per quello che è vostro” – poche ore prima a lei si era rivolto, durante un comizio, il presidente del Governo Sánchez: “Maricarmen, ho un messaggio per te: il governo sta lavorando contro il tempo per portare martedì prossimo il decreto legge sulla Casa”.
Dopo oltre quattro ore di trattative, la società proprietaria dell’appartamento, Urbangestion, ha raggiunto un accordo con i suoi rappresentanti legali per consentirle di tornare nell’abitazione con un nuovo contratto di affitto. L’intesa deve ora avere il via libera della stessa Maricarmen. Secondo un portavoce del Sindicato, la ’acampada’ proseguirà, poiché la protesta “va oltre” la vicenda di Maricarmen e punta a ottenere misure per evitare che casi analoghi si ripetano, in attesa del decreto legge di misure per contrastare l’emergenza abitativa, in arrivo domani al Consiglio dei ministri.