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 2026  settembre 29 Martedì calendario

Base Raf, rilasciati i 5 sospettati. L’Iran: respingiamo le accuse

Appare sempre più come un giallo intriso di mistero il presunto attentato – sventato – contro la base dell’aeronautica militare britannica a Fairford, nel Gloucestershire: i cinque uomini arrestati domenica – tutti ventenni britannici residenti a Londra – sono stati rilasciati su cauzione e, a quanto pare, non sono stati trovati esplosivi sui tre furgoni con i quali si erano avvicinati alla base della Raf nella notte fra sabato e domenica.
In un primo momento i cinque erano stati accusati di detenzione di esplosivo e di cospirazione per commettere un atto terroristico: ma il loro immediato rilascio fa pensare che non ci fossero in realtà elementi concreti a loro carico. «Questo non significa che l’inchiesta sia finita – hanno tenuto a precisare i responsabili dell’antiterrorismo, che coordina le indagini – i cinque restano sotto investigazione mentre esploriamo molteplici linee di indagine».
Fra le ipotesi che circolano c’è quella secondo cui potrebbe essersi trattato di una specie di prova generale affidata a manovalanza inesperta oppure di un finto attentato per seminare confusione. In un primo momento si era ventilata una possibile pista iraniana, dato che la base di Fairford è utilizzata dai bombardieri americani per i raid contro l’Iran ed era stata indicata come un obiettivo legittimo di ritorsione da parte del regime di Teheran. Ma ieri l’ambasciata iraniana a Londra ha diramato una piccata smentita, inusuale nei suoi toni, nella quale si «respingono categoricamente e si condannano con forza le recenti speculazioni, maliziose e infondate, pubblicate da alcuni individui e media britannici». Addirittura, gli iraniani si riservano il diritto di adire le vie legali «per salvaguardare i diritti e gli interessi del Paese e del suo popolo in risposta a narrative fuorvianti e dannose».
Se gli ayatollah minacciano di fare causa, chi c’è allora dietro questa messa in scena? Ad alimentare la confusione c’è anche la contraddizione fra le versioni ufficiali e quella fornita dalla donna, una agricoltrice cinquantenne, che per prima ha dato l’allarme. A detta di Donald Trump – che ieri ha detto che «potrebbe» esserci l’Iran dietro l’operazione e si è lamentato del rilascio dei sospettati – l’attentato è stato sventato grazie a una attività di intelligence che ha tenuto d’occhio i sospetti per un po’: una versione confermata in parte anche dal ministro della Difesa britannico, Wes Streeting.
Ma il racconto della donna dipinge un quadro un po’ diverso. Lei stava tornando in macchina da una festa assieme al marito quando ha trovato la strada del villaggio di Whelford, adiacente alla base militare, bloccata da tre furgoni bianchi disposti a ventaglio. L’agricoltrice si è subito insospettita, anche perché le scritte e i numeri di telefono sui veicoli apparivano chiaramente finti, e ha provato a chiamare la stazione di polizia della base Raf, ma non ha ricevuto nessuna risposta. È stato solo alle 1.36 che è riuscita a mettersi in contatto col 999, il numero britannico per le emergenze, dopo di che le forze dell’ordine sono intervenute nel giro di una decina di minuti.
La versione ufficiale diramata all’inizio dalla polizia però parlava di un allarme lanciato già a mezzanotte e 45: e il ministro della Difesa, Streeting, ha detto che la donna aveva solo un «quadro parziale» degli eventi. C’è dunque dell’altro? Dando vita a un insolito battibecco a distanza, l’agricoltrice ha replicato al ministro dicendo «non so come sappia quale quadro io avessi. Il quadro che avevo era di tre veicoli estremamente inusuali parcheggiati nel mezzo del nostro villaggio e di un gruppo di uomini sconosciuti che correvano in giro. Sono stupefatta che ci sia voluto così tanto tempo per reagire».
«Questa è una operazione enormemente complessa e su vasta scala – ha sottolineato Vicki Evans, coordinatrice nazionale dell’antiterrorismo —. Sono assai consapevole del livello di speculazione sulle motivazioni dietro questo incidente e delle questioni geopolitiche sollevate: chiedo tuttavia che all’antiterrorismo sia dato lo spazio per lavorare con attenzione e chiarezza». Speriamo.