lastampa.it, 28 settembre 2026
Chiuse le indagini per Sempio: resta l’accusa di aver ucciso Chiara
Non cambia il capo di incolpazione per Andrea Sempio. La mattina del 13 agosto – per la procura di Pavia – l’allora diciannovenne avrebbe ucciso Chiara Poggi con crudeltà e per motivi abietti legati all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale.
Nel pomeriggio di 28 settembre agli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia è stato notificato un nuovo avviso di chiusura delle indagini preliminari dopo le indagini integrative svolte dallo scorso maggio ad oggi. Tra gli elementi di novità contro Sempio vi sarebbe la presunta compatibilità del suo piede con l’impronta di una scarpa modello Frau taglia 42, che l’assassino avrebbe lasciato in una pozza di sangue. Inoltre, i pm di Pavia valorizzano gli esiti delle attività tecnico-scientifiche condotte dal personale del Racis dell’Arma sulla possibilità che l’impronta palmare 33 sulla scala potesse avere tracce di sangue.
Da una serie di esperimenti – è l’ipotesi – la presenza ematica potrebbe non essere stata rilevata dai test eseguiti nel 2007 dal Ris di Parma a causa dell’effetto inibente del particolato minerale alcalino dell’intonaco del muro. Per gli inquirenti l’impronta 33 sarebbe attribuile a Sempio e sarebbe stata lasciata dopo aver gettato il corpo di Chiara giù per le scale che conducevano alla cantina della villetta di via Pascoli.
Per il resto le consulenze integrative affidate ai propri esperti non avrebbero trovato riscontri a quelle depositate dai consulenti della difesa di Stasi dopo la prima chiusura delle indagini preliminari. A partire dalla Bpa, la blood stain analys, sulla ricostruzione della dinamica dell’omicidio. Nuovi accertamenti sull’orario decesso «depongono – si legge nella nota firmata dal procuratore Fabio Napoleone – concretamente per una produzione delle lesioni non immediatamente antecedente alla morte, ma anteriore al decesso con un intervallo orientativamente compreso come minimo fra 15 e 30 minuti, senza che possa escludersi una sopravvivenza complessiva più prolungata fino a i 60 minuti».
A leggere tra le righe si intuisce un allargamento della finestra temporale in cui sarebbe stato consumato l’omicidio. Non rientra tra gli atti depositati la consulenza del medico-psichiatrica Roberto Catanesi che non potendo svolgere dei colloqui clinici con Sempio si è astenuto da ogni valutazione su eventuali patologie che avrebbero potuto incidere sulla capacità di intendere e di volere dell’indagato al momento del fatto e sulla sua pericolosità sociale.
Probabilmente la novità più dirompente riguarda la posizione di Alberto Stasi. I suoi consulenti rianalizzando i dati grezzi sulle analisi genetiche dei campioni di Dna sui pedali della bicicletta da uomo Umberto Dei Milano della famiglia Stasi avrebbe scoperto l’esistenza di due contro-analisi, mai depositate alla procura di Vigevano, in cui la positività al dna di Chiara Poggi, avrebbe dato esito negativo.
Infine la procura mantiene riserbo sui prossimi passaggi che intende fare. «Ogni argomentata valutazione concernente la rilevanza e il significato dell’insieme degli elementi probatori acquisiti sarà esposta negli atti indirizzati ai giudici competenti presso il Tribunale di Pavia».
La più probabile appare una richiesta di processo a Sempio nei prossimi, trascorsi i termini di legge concessi alla difesa per depositare memorie o far interrogare Sempio. Non si esclude, tuttavia, la possibilità di una richiesta di archiviazione che avrebbe dell’incredibile.