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 2026  settembre 28 Lunedì calendario

Cina, un miliardario delle cripto chiede indietro la dote milionaria

Una dote milionaria e la promessa di un matrimonio da sogno. Tutto finito, invece, con una causa in tribunale. Justin Sun, il tycoon delle criptovalute con la passione per l’arte, per gli Stati che non esistono e, pure, per spericolate operazioni finanziarie, torna a far parlare di sé. Protagonista, assieme all’attrice Jing Tian, nelle ultime settimane di uno dei gossip che ha appassionato la Cina.
Sun sostiene di aver versato il “caili” (una dote all’incontrario che si paga alla famiglia della sposa come segno di serietà e protezione economica) di 30 milioni di yuan, circa 4 milioni di euro, ai genitori dell’attrice. Sostiene che la coppia si stava pure preparando, in California, alla nascita di un figlio tramite maternità surrogata. Ma non ci sono stati né matrimonio né bebè. E così Sun ha chiesto la restituzione di quei 30 milioni.
Tutto è iniziato quando Sun ha pubblicato il 27 agosto sui social un lungo racconto piuttosto sconclusionato intitolato “La mia fidanzata Jing Tian”, nel quale spiegava come lui fosse innamorato di lei fin dai tempi dell’università, raccontava i loro appuntamenti, di quel bonifico da molti zeri fatto alla famiglia di lei, affermava che i due stavano anche preparando le procedure necessarie, negli Stati Uniti, per avere un figlio con la surrogata. La “controparte” avrebbe chiesto però altri 50 milioni di dollari. Lui allora consulta Claude, il chatbot di intelligenza artificiale di Anthropic, e decide di seguire il consiglio di non pagare. A quel punto, ha aggiunto, la “controparte” ha interrotto ogni contatto e “la relazione non poteva più continuare”. Alla fine di quel post Sun scriveva: “Questo articolo è interamente di fantasia; qualsiasi somiglianza con eventi o persone reali è puramente casuale”. Eppure, i fatti che sono seguiti suggeriscono che la vicenda non fosse del tutto inventata.
Lo stesso giorno della pubblicazione di quel post l’avvocato Zhang Qihuai dichiarò sui social media cinesi che un tribunale aveva accolto la causa intentata da Sun per ottenere la restituzione dei 30 milioni della dote. “Il caso non è ancora giunto a un’udienza di merito e non è stata emessa alcuna sentenza definitiva”, precisava a fine agosto il South China Morning Post. Il giorno successivo l’attrice ha scritto su Weibo, l’X cinese, di aver dato prova di “scarsa capacità di giudizio” riguardo agli uomini, ma “non baratterei mai l’amore o l’anima per denaro”. Aggiungendo di avere fiducia nella legge e dicendosi convinta che, alla fine, la giustizia e l’equità avrebbero prevalso. Jing, 38 anni, è stata protagonista di grandi successi sia in Cina che a Hollywood, recitando, ad esempio, al fianco di Matt Damon in “The Great Wall”.
Sun, 36 anni, patrimonio personale di 8,5 miliardi di dollari secondo Forbes, attirò (nuovamente) l’attenzione della stampa internazionale nel 2024 quando comprò all’asta da Sotheby’s a New York l’iconica “Comedian” (la banana) di Maurizio Cattelan per ben 6,2 milioni di dollari. Qualche giorno dopo se la mangiò.
Enfant prodige nel mondo del cripto, Sun nasce a Xining, nella provincia cinese del Qinghai. Studia alla prestigiosa Peking University. Nel 2014 fonda Tron, piattaforma basata su blockchain, e tre anni dopo lancia la moneta Trx. Prima di lanciarsi nelle criptovalute, Sun aveva co-fondato Peiwo, una popolare app simile a Snapchat per la Cina con milioni di utenti.
In un’inchiesta pubblicata nel 2022 dal sito tecnologico The Verge, si legge che Sun, “più audace della sua reputazione, ha un approccio ancora più rischioso alle normative finanziarie statunitensi e cinesi e spesso cerca di eluderle”. Nel settembre 2017 la sua società Tron ha tenuto un’offerta iniziale di monete (Ico) per il token Trx, pochi giorni prima che il governo cinese vietasse le Ico. Secondo The Verge, Sun era a conoscenza dell’imminente divieto ma ha spinto affinché la vendita avvenisse ugualmente. Poco dopo, Sun ha lasciato la Cina per gli Stati Uniti. Nel 2018, continuava il sito, Sun investe “in segreto a Malta.” Nel 2023 la Securities and Exchange Commission statunitense lo ha citato in giudizio per presunta manipolazione del mercato, “un caso risolto quest’anno senza che Sun ammettesse o negasse alcuna responsabilità”, ricorda il Wall Street Journal. “L’accordo è seguito all’investimento di Sun nell’iniziativa nel settore delle criptovalute della famiglia Trump. Il presidente ha affermato di non essere coinvolto personalmente nell’iniziativa, la World Liberty Financial. Sun ha successivamente citato in giudizio la World Liberty per presunta frode”, ricorda il quotidiano statunitense.
Nel 2024 Sun è stato nominato primo ministro di Liberland: micronazione libertaria, con la velleità di diventare un cripto-stato, fondata nel 2015 dall’ex politico ceco Vit Jedlicka.