repubblica.it, 28 settembre 2026
Ddl antisemitismo, Segre ai partiti: “Si approvi insieme”. Appello di giuristi contro la legge
Approvare all’unanimità il ddl contro l’antisemitismo, anche con le modifiche chieste da chi critica il testo della maggioranza. È un appello “accorato a tutti i partiti” quello della senatrice a vita Liliana Segre, che si definisce “incredula di fronte alle divisioni” su un tema sul quale “un Paese civile dovrebbe ritrovarsi unito”. Dunque via libera alla modifiche del testo, che comunque definisce “inessenziali”. Se necessario arrivare a stralciare la definizione dell’Ihra assunta dal disegno di legge, contro la quale si scagliano opposizioni, giuristi e pro pal perché limiterebbe la facoltà di critica alle politiche dello Stato di Israele.
Ma la richiesta di un “ulteriore sforzo di generosità e responsabilità”, e l’invito “a mettere da parte ogni speculazione” diventa un pretesto per portare acqua al proprio mulino. Con la maggioranza che sollecita l’opposizione ad ascoltare l’appello all’unanimità della senatrice, e votare sì al ddl così com’è. Tanto più – sostiene il forzista Paolo Emilio Russo, relatore del testo alla Camera – che “la sintesi tra le diverse posizioni già c’è ed è stata fatta in Senato”.
Mentre il Pd schleiniano ribalta il tavolo e chiede la destra, per arrivare alla condivisione auspicata da Segre, di recepire le correzioni della segretaria ossia sostituire il riferimento all’Ihra con quello alla Jerusalem Declaration. Ecco dunque Chiara Braga, capogruppo alla Camera: “Speriamo possa rappresentare uno stimolo per tutte le forze politiche. In particolare per la maggioranza, a cui torniamo a chiedere di aprire a una modifica del testo licenziato dal Senato, per chiarire che la libera critica alle politiche del governo dello Stato d’Israele non può essere considerata antisemitismo”, conclude. Fa eco il dem Arturo Scotto: “La destra decida se ascoltare o meno Segre”.
Ma il Partito democratico è fortemente diviso sulla questione, e così anche l’ala interna riformista coglie la palla al balzo e invita alla responsabilità, e a votare sì. Interviene la senatrice Sandra Zampa reduce dall’evento della minoranza di Prato: “La mia speranza è che nel gruppo parlamentare del Pd le parole di Liliana non cadano nel nulla”. Di “impegno unitario” parla il deputato Piero Fassino. Sulla stessa linea Davide Faraone, di Italia viva: “Se si ha a cuore la democrazia, è doveroso approvare il ddl”. Mentre provano a ipotizzare una legge diversa, il segretario di +Europa Riccardo Magi e il co-leader di Avs Angelo Bonelli. Da segnalare comunque il presidente della commissione Affari costituzionali alla Camera, Nazario Pagano, FI: “Tutto ciò che afferma Segre non va sottovalutato. Le sue parole meritano un approfondimento”.
In questo clima tutt’altro che condiviso, si inserisce il caso di Emanuele Fiano, presidente di sinistra per Israele e deputato dem dal 2006 al 2022, che minaccia di lasciare il partito in caso di voto contrario al ddl in procinto di approdare in aula. Fiano rivela di aver saputo mentre era in visita al campo di concentramento di Birkenau della decisione dem e parla di “confine invalicabile”. “Ha ragione”, gli fa eco il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi, “quando dice che la sinistra è ostaggio dei pro pal”.
Intanto a bocciare il testo del governo, perché sostanzialmente illiberale e inefficace, arrivano in oltre cento tra costituzionalisti ed esperti di relazioni internazionali.
Il documento – tra i firmatari Gustavo Zagrebelski, Gaetano Azzariti, Anna Foa, Marco Revelli, Tomaso Montanari, Nadia Urbinati, Marcello Flores e molti altri – esprime anzi sostegno all’iniziativa della segretaria dem. “Questa posizione, finalmente chiara e coraggiosa, – si legge – è da condividere, per due ragioni di fondo. La prima attiene alla potenziale e significativa compressione della libertà di espressione che deriverebbe dalla concreta applicazione di quella definizione, sia pure in mancanza della previsione di sanzioni. La seconda è relativa alla reale capacità del ddl di far fronte al fenomeno dell’antisemitismo, che pure sostiene di voler combattere”.
L’appello promosso dai giuristi del Movimento giustizia e pace in Medio Oriente, e approdato sulla piattaforma di petizioni online change.org, arriva dopo un altro, lanciato nei giorni scorsi, da un gruppo di intellettuali ebrei.