la Repubblica, 28 settembre 2026
“Stop IA in campagna elettorale” Appello di FI, il Pd: sì a una legge
Roberto Vannacci fa lo smargiasso sui social. «Grazie Matilde. Domani balzo in avanti per Futuro Nazionale nei sondaggi. E alla prossima cena brinderemo a lei». Il generale ha postato una cartolina sul caso della sottosegretaria Matilde Siracusano (Forza Italia), spogliata con l’intelligenza artificiale. E l’ha titolata: «Anche oggi tutti i giornali parlano di noi, ci fanno pubblicità». Ma intanto Siracusano, che si appresta a denunciarlo, incassa la solidarietà dell’opposizione. Quello di Vannacci è «maschilismo fascistoide», scrive il pd Dario Parrini. «Ci ha mostrato il patriarcato mediterraneo», sottolinea la senatrice dem Beatrice Lorenzin.
Il fotomontaggio ha aperto un dibattito. Come frenare gli eccessi dell’intelligenza artificiale? Dal forzista Alberto Barachini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, arriva un appello «alle forze di maggioranza e opposizione a non usare volti e voci modificati dall’intelligenza artificiale in campagna elettorale come farà il nostro partito. Utilizzare la mistificazione di contenuti rivolti agli elettori – dice Barachini – significa tradire i cittadini. Il compito della politica è, viceversa, rafforzare il legame democratico e la partecipazione alla vita pubblica consolidando il rapporto di fiducia». Freddezza da parte della sua stessa maggioranza. Ha reagito solo il suo partito, da Enrico Costa a Debora Bergamini. «Impegniamoci tutti a non ingannare gli elettori», compendia la posizione Paolo Emilio Russo.
Elly Schlein già a luglio aveva proposto un impegno dei partiti a non usare l’Ia contro gli avversari. Giorgia Meloni si era detto d’accordo. Il verde Angelo Bonelli ora dice: «Noi abbiamo già preso posizione da tempo. Alleanza verdi e sinistra ha aderito all’appello “Deepfake e politica: insieme per dire basta”, promosso da Pagella Politica e Facta, impegnandosi a non creare o diffondere deepfake contro gli avversari politici. Il punto non è lanciare nuovi appelli, ma rispettare quelli già sottoscritti. Fratelli d’Italia – ricorda – aveva aderito, mentre la Lega aveva scelto di non farlo. E proprio dalla destra abbiamo visto più volte manipolare contenuti contro gli avversari». Anna Ascani, vicepresidente della Camera e deputata dem, usa toni analoghi: «Curioso, per non dire assurdo, che il governo e la destra si accorgano del pericolo che i deepfake rappresentano per la democrazia solo adesso che a esserne vittime sono loro. Gli appelli vengono dagli stessi che mesi fa hanno respinto la mia proposta di legge per contrastare la diffusione di contenuti Ia manipolati sui social soprattutto nei periodi elettorali». «La legge esiste, va rispettata», la risposta che filtra da fonti di Fratelli d’Italia. «Ridurre l’intelligenza artificiale ai fotomontaggi è la dimostrazione che questa maggioranza non ha la minima idea della rivoluzione tecnologica in corso. Ben venga un patto sui contenuti deepfake senza contesto e che mirano ad ingannare l’utente ma la priorità oggi è sviluppare l’intelligenza artificiale e creare posti di lavoro». spiega Matteo Renzi.