Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  settembre 28 Lunedì calendario

David Rossi, nuova ricostruzione della morte: «Non fu un suicidio»

Hanno ricostruito una finestra uguale a quella della sede del Monte dei Paschi di Siena e si sono serviti di un atleta dei carabinieri con lo stesso peso e la stessa corporatura di David Rossi, il responsabile della comunicazione di MPS morto dopo essere precipitato dal suo ufficio il 6 marzo 2013. 
Così la commissione parlamentare di inchiesta sulla morte del manager senese, presieduta da Gianluca Vinci, ha eseguito   nella palestra dell’Università del Foro italico una simulazione per cercare di ricostruire come sia avvenuta la caduta e la morte dalla sede di Rocca Salimbeni. 
Le consulenze della commissione erano state affidate al medico Robbi Manghi e all’ortopedico Marco Nigrisoli, insieme al tenente colonnello del Ris Adolfo Gregori. 
La relazione intermedia della commissione, depositata lo scorso marzo, ha escluso l’ipotesi del suicidio e ha sostenuto la tesi dell’omicidio seguito a un’aggressione da parte di almeno due persone. Rossi sarebbe stato cosciente e avrebbe tentato di difendersi. 
Secondo i consulenti sarebbe stato tenuto dagli aggressori a penzolare fuori dalla finestra prima di precipitare. 
Nella palestra del Foro Italico questa ricostruzione è stata ricreata per verificare la dinamica di quanto potrebbe essere accaduto.
«La perizia conferma che gran parte delle lesioni di David Rossi sono state procurate da un meccanismo di aggressione che lui ha subito – ha spiegato Marco Nigrisoli, consulente tecnico nominato dalla commissione parlamentare – Al netto delle lesioni dell’impatto del corpo al suolo, altre sono incompatibili con la precipitazione. Ad esempio la frattura capitello radiale sinistro, emersa da una tac, è compatibile con meccanismo indiretto di leva esercitata da una terza persona che agisce sull’arto superiore sinistro. Dunque tutto è molto compatibile con un fatto aggressivo».  
«Quella sera – ha aggiunto Robbi Manghi, l’altro consulente tecnico nominato dalla commissione – non è successo nulla che Rossi si sia procurato da solo prima della precipitazione, evento procurato da terzi dopo un’aggressione: questo è un dato certo».
Il caso David Rossi, nell’arco di 13 anni, è stato archiviato due volte dalla procura di Siena come suicidio, in seguito alle ultime consulenze della commissione parlamentare di inchiesta e all’istanza dell’avvocato Carmelo Miceli, che assiste la famiglia di David Rossi, è stato nuovamente riaperto un fascicolo.