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 2026  settembre 28 Lunedì calendario

Tutto è "iconico", un aggettivo passepartout

Nelle ultime due settimane è stato messo all’asta il tubino iconico della principessa Diana, è stato riaperto l’iconico Hotel Danieli di Venezia, è stato denunciato il degrado di una piazza iconica di Vibo Valentia, una prestigiosa azienda (non ancora iconica) ha traslocato nell’iconico edificio storico della Campari a Sesto San Giovanni, è arrivato l’annuncio che l’iconica serie poliziesca «The Rookie» tornerà alla formula originaria (probabilmente iconica), si è saputo che il repertorio iconico di Umberto Tozzi sarà celebrato in un musical intitolato come la sua canzone più iconica, «Gloria». Tutte queste icone e molte altre ancora piovono a dirotto sulle migliaia di personaggi, oggetti ed eventi iconici preesistenti: dal caschetto della Carrà all’inno della Champions, dall’ultimo film di Christopher Nolan al penultimo, dai tortelli cremaschi al cannolo siciliano, dalla lebbra alla resilienza (sic !, non si sa come, anche la resilienza è diventata iconica), dal circuito di Monza al circuito di Montecarlo, dal Louvre a Orietta Berti, dalla Madonnina al Bosco Verticale, dalle basette di Elvis al ciuffo di Trump… Tutto o quasi è iconico: una penna o un magistrato, un cardinale o un tatuaggio. Se andate su Google e scrivete l’aggettivo o il sostantivo, escono persino un gelato iconico e una nonna «icona dello stile». Più di «importante», più di «straordinario» e «fantastico», più di «mitico», di «strepitoso» e di «pazzesco», è «iconico» l’aggettivo millefoglie che contiene tutte le iperboli, i superlativi, i prefissi (super-, mega-, ultra-, iper-, stra-), che pure sono strapresenti nel linguaggio giovanile. È un aggettivo omnibus, di pronto uso, semplice, ammiccante e pretenzioso, ironico, postmodernamente alto-basso, poiché sa di sacralità e di cultura (l’icona era roba da noiosissimi storici dell’arte bizantina), ma conserva anche un’aura pop che evoca le zuppe (iconiche) di Andy Warhol. Se mai volessimo eleggere l’aggettivo più abusato e più megaiconico del nostro tempo, eccolo là: «iconico».