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 2026  settembre 27 Domenica calendario

Incidenti dimezzati grazie agli Adas. Ma le assicurazioni non calano

Dalla frenata automatica di emergenza, ai sistemi di gestione dinamica de fari abbaglianti, passando per il parcheggio assistito. In una parola: ADAS, acronimo di Advanced Driver Assistance Systems, un insieme di funzionalità tecnologiche a bordo delle auto, che l’Europa ha reso obbligatorie a partire dal 2022. L’obiettivo è ridurre l’incidentalità, il rischio di commettere incidenti alla guida dell’auto. Obiettivo raggiunto in quasi il 50% delle auto dotate di Aeb, la frenata d’emergenza, secondo uno studio che ha analizzato una casistica internazionale tra Europa, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda sulla base di incidenti reali, realizzato per Udv, associazione che riunisce le compagnie assicurative tedesche.
Gli Adas, già da tempo sono in molti modelli di auto, ma sono ormai un obbligo normativo europeo, scattato nel 2024, che a luglio scorso si è rinforzato con l’implementazione della frenata automatica con riconoscimento di pedoni e ciclisti su tutte le nuove immatricolazioni. Venendo al tema in questione, lo studio ha analizzato poco meno di mezzo milione di tamponamenti, incrociando questi incidenti con i dati ufficiali registrati dalla polizia e le informazioni sull’equipaggiamento di 98 milioni di autovetture, appartenenti a 9 produttori differenti. Il risultato è interessante, ma soprattutto confortante. Delle auto dotate di Aeb, il rischio di tamponare è diminuito del 49%: in pratica, un’auto su due, non tampona chi precede grazie al sistema di frenata che scatta quando i sensori della vettura entrano in allarme perché il conducente si sta avvicinando ad un obiettivo che precede l’auto che sta guidando senza frenare. I sensori attivando il sistema frenante, mentre avvisano con un suono ben udibile tutte le persone a bordo.
Confrontando i dati di incidenti reali registrati in Germania in veicoli con/senza Aeb, le collisioni con veicoli che precedono o che si fermano in tempo prima di colpire il mezzo davanti rappresentano circa il 25% degli incidenti analizzati nei veicoli senza Aeb, rispetto al 12,5% di quelli che incorporano questo sistema. Insomma è evidente il vantaggio di avere questa opzione integrata. Secondo i dati dello studio Udv, queste auto con Aeb hanno frenato prima dell’impatto nel 68% degli incidenti analizzati, contro il 42% registrato nei veicoli sprovvisti di questo sistema. La tecnologia di bordo fa la differenza, visto che i tempi di reazione dei sensori che danno l’input alla frenata d’emergenza sono più rapidi delle capacità di chi guida.
L’Aeb di serie non solo ha ridotto il rischio di incidente, ma anche la velocità dell’impatto nel caso in cui l’incidente non sia stato evitabile. Di quanto? Ben 40 km orari nei veicoli con Aeb e di 10 km in quelli senza. Una differenza importante che si riflette anche nella gravità degli infortuni. Chi si è fatto male in modo grave o gravissimo era il 9% degli incidenti nei veicoli senza Aeb, contro il 2% in quelli dotati del sistema Adas che però è ancora migliorabile, analizzando la casistica delle situazioni in cui non ha funzionato o ha funzionato in modo insufficiente ad evitare la collisione.
Quali? Nei casi di alta velocità, la guida in curva o l’inserimento improvviso di altri veicoli nella corsia e condizioni di scarsa visibilità, allora l’Aeb non fa bene il suo dovere. C’è da migliorare la tecnologia di risposta in casi limite. Ma il dato curioso è che una diminuzione di incidenti gravi, non garantisce un prezzo assicurativo inferiore. Anzi. Gli autori dello studio individuano una serie di ragioni che spiegano perché l’impatto degli Adas sia molto più modesto di quanto ci si potrebbe aspettare.
Tra le ragioni: una certa lentezza con cui queste nuove tecnologie si diffondono nel parco circolante. I dispositivi di ultima generazione sono introdotti solo sulle auto nuove, spesso limitati – almeno all’inizio – a un numero ristretto di allestimenti. E poi c’è un elemento a cui non si pensa. Questi sistemi evitano gli incidenti ma rendono più care le riparazioni. Pensiamo alla sostituzione di un parabrezza su un’auto equipaggiata con telecamere di assistenza alla guida che arriva a costare circa il 25% in più rispetto a un modello tradizionale, perché bisogna sostituire sensori radar e lidar. E questo è solo uno degli esempi possibili. A chiudere un fattore puramente demografico: il parco auto circolante continua a crescere, ed in Italia le auto sono mediamente vecchie, e questo significa che salirà anche il numero totale dei sinistri, rendendo vani i benefici portati da una tecnologia più sicura.