repubblica.it, 27 settembre 2026
Anche Ip fissa un tetto ai prezzi del carburante
Parte l’effetto traino sperato dal governo di Giorgia Meloni. Dopo l’annuncio di Eni, anche Ip si impegna a fissare un tetto ai prezzi del carburante commercializzati sul mercato italiano. “Il valore del prezzi” e la data, si legge in una nota, “verrà stabilito in base alle diverse esigenze per garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori”.
Socar “aderisce all’appello del governo”
In questo modo, la compagnia azera Socar, che dallo scorso maggio è proprietaria di Italiana Petroli, “aderisce all’appello del governo italiano di andare incontro alle necessità di famiglie e imprese, che ormai da oltre sei mesi si confrontano con prezzi dei carburanti straordinariamente alti a causa del contesto di forte instabilità geopolitica che impatta le catene di approvvigionamento globali”.
Allo studio l’estensione degli sconti a Esso
Il limite verrà applicato progressivamente a partire dalla rete a marchio Ip (4.575 punti vendita, inclusi partner e gestori convenzionati) e “garantendo un significativo supporto ai partner e ai retisti”, prosegue il gruppo. Allo studio anche le modalità per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip e distribuiscono attraverso i propri marchi in tutto il territorio nazionale.
La fiammata dei prezzi non si ferma
Anche senza data né cifre, la notizia rappresenta un’altra boccata d’aria per i cittadini dopo i rincari degli ultimi mesi. Questa mattina i prezzi alla pompa hanno aggiornato nuovamente i record, con una media di 2,159 euro al litro per la benzina e 2,377 per il diesel sulla rete nazionale, mentre in autostrada il gasolio si è spinto a un soffio dai due euro e mezzo. Per calmierare la fiammata, venerdì scorso Eni ha annunciato un tetto ai prezzi alle proprie stazioni Enilive che, a partire da domani, venderanno la verde al massimo a 1,99 euro e il diesel a 2,19, in modalità self.
La mossa è stata applaudita dai consumatori dell’Adoc e dalla maggioranza, ma si è scontrata con la preoccupazione degli altri operatori del mercato della distribuzione, soprattutto dei più piccoli. Infatti, esclusi i cinque big del settore – Eni, Ip, Q8, Esso e Tamoil – quasi la metà del mercato è composto da piccoli marchi o dalle cosiddette pompe bianche, i distributori indipendenti. Per questi seguire l’iniziativa dei colossi potrebbe essere uno sforzo estremo. Assopetroli, che rappresenta gli indipendenti, teme una “stortura del mercato” e domani riunirà il consiglio di presidenza per valutare gli effetti sulla concorrenza, senza escludere azioni di tutela.
Tir e taxi minacciano lo sciopero contro il caro prezzi
Nonostante il sì del secondo grande player, gli sconti restano a macchia di leopardo. E non bastano per sedare le proteste delle categorie più esposte al caro carburanti. Se il governo non convocherà le associazioni dell’autotrasporto per affrontare il tema, diceva ieri il segretario generale di Assotir, Claudio Donati, uno sciopero “non possiamo escluderlo”. È una “decisione che va presa in modo comunitario con altre organizzazioni” e che “vorremmo in ogni maniera evitare”, precisava.
Anche i tassisti minacciano di incrociare le braccia in assenza di una convocazione del governo. “Attendiamo risposte dal governo e dai Comuni. Se ci saranno le valuteremo, ma se non ci convocano siamo costretti a fermarci”, racconta all’Ansa Lorenzo Bittarelli, presidente di itTaxi. “Senza risposte, l’unica alternativa è lo sciopero”.