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 2026  settembre 27 Domenica calendario

Spagna, a sinistra si sta organizzando la coalizione “Frente Amplio” con Ada Colau

La carta vincente della sinistra alternativa per fermare l’avanzata delle destre in Spagna in vista delle elezioni generali del 2027 potrebbe essere Ada Colau. L’ex sindaca di Barcellona attualmente non candidata in nessun partito, ha dichiarato ieri – facendo un primo un primo passo verso il ritorno alla politica attiva – di “sentirsi responsabile di aiutare per evitare che in Spagna governi il fascismo”. Ma a una condizione, ovvero che l’alleanza delle sinistre alternative si costituisca “in un fronte veramente ampio”, strizzando chiaramente l’occhio all’eventuale presenza del partito Podemos.
E non a caso si chiamerà Frente Amplio, salvo modifiche dell’ultima ora, la coalizione dei partiti progressisti che erediterà il ruolo della piattaforma Sumar – orfana della leader Yolanda Díaz, attuale vicepremier e ministra del Lavoro, che non si ricandiderà – e che dovrebbe essere presentata a inizio ottobre. Ispirata alle coalizioni di sinistra dell’America Latina, ne faranno parte Izquierda Unida, Movimento Sumar, Más Madrid y Comunes (partito catalano non indipendentista del quale Colau è coordinatrice), che a inizio anno avevano già offerto all’ex sindaca di Barcellona – che però aveva rifiutato – di sostituire Díaz. Ma non ne fa ancora parte il gruppo fondato da Pablo Iglesias, Podemos, intorno al quale si muove tutta l’attenzione: fuori dalla piattaforma Sumar, al momento la formazione è fuori anche dal Frente Amplio e ha già candidato alle generali del 2027 la ministra dell’Uguaglianza Irene Montero.
Riuscirà dunque la sinistra alternativa a unirsi in un patto per evitare una doppia candidatura destinata a indebolire la lotta contro l’avanzata del Partito Popolare e dell’ultradestra di Vox, segnalate in crescita negli ultimi sondaggi spagnoli anche sotto l’effetto della crisi di Ceuta e dei processi che coinvolgono il Partito socialista e la famiglia del presidente del governo Pedro Sánchez?
Se Colau potrebbe essere la speranza – capace di blindare el Frente riuscendo a far confluire anche Podemos – Montero rilancia sfidando la nascente alleanza a delle primarie aperte per decidere chi dovrebbe esserne il leader. Mentre qualcuno sogna ancora il ritorno di Pablo Iglesias. Tutto si definirà meglio nelle prossime settimane. Al momento l’unica certezza è il cambio di passo dell’ex sindaca di Barcellona, anticipato da un lento riavvicinamento alla politica attiva con una serie di dichiarazioni e apparizioni televisive – tra le quali una divertente ospitata nel salotto di Marc Giró – e suggellato dalla posizione sul caso Maricarmen, l’anziana sfrattata a Madrid diventata il simbolo della lotta per la casa in Spagna. Colau ha chiesto a Sumar di ritirarsi dal governo di coalizione se nel Consiglio dei ministri di martedì prossimo il Psoe non farà un passo definitivo sulle politiche abitative.
Intanto a Madrid circa 20mila persone hanno preso parte alla manifestazione anti-governativa per chiedere elezioni anticipate organizzata da Sociedad Civil Española, che riunisce oltre 150 associazioni, e con la partecipazione di Partito Popolare e di Vox. Si tratta della seconda “Marcia per la dignità. In difesa della Spagna”, dopo quella dello scorso maggio, alla quale parteciparono tra 40.000 persone secondo il governo e 120.000 secondo gli organizzatori. Stavolta la manifestazione è dedicata anche alla difesa di Ceuta e Melilla, definite nel manifesto “sotto invasione”.