Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  settembre 27 Domenica calendario

Gran Bretagna, allarme esplosivi vicino a una base della RAF usata dagli Usa. 5 arresti

Un possibile attacco terroristico contro una base militare britannica è stato sventato dalla polizia, che ha arrestato 5 uomini accusati di detenzione di esplosivi e di preparazione di un attentato. 
Nel mirino era finita la base della Raf a Fairford, nel Gloucestershire, che da marzo viene utilizzata dai bombardieri americani per le loro missioni contro l’Iran: ed è per questo che gli investigatori seguono la pista di un’azione ordinata dal regime di Teheran.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito «fantastici» gli arresti: «Puntavano a fare grossi danni», ha detto, «li tenevamo d’occhio da molto tempo e alla fine siamo riusciti a prenderli».
L’allarme è scattato poco dopo la mezzanotte di domenica, quando sono stati segnalati tre furgoni sospetti in avvicinamento all’installazione dell’aeronautica: dopo l’intervento degli agenti, tutta la zona è stata bloccata e il vicino villaggio di Whelford è stato evacuato. Gli abitanti hanno raccontato di essere stati svegliati all’alba dalla polizia, che ha ordinato loro di allontanarsi nel giro di pochi minuti, chiaramente nel timore che potessero esserci ordigni esplosivi nella zona. Nel corso della giornata sono intervenute le squadre speciali di artificieri, che hanno ispezionato i furgoni sospetti con l’utilizzo di robot comandati a distanza. Tuttavia ben presto l’incidente è stato dichiarato «contenuto» e le ricerche, condotte dall’antiterrorismo, non sono state allargate.
Il primo ministro britannico, Andy Burnham, è stato tenuto costantemente aggiornato sugli sviluppi della situazione: era stato il suo precedessore, Keir Starmer, che aveva concesso, dopo una iniziale esitazione, la base agli americani per condurre raid «difensivi» contro l’Iran. Ed è anche per questo che a luglio i pasdaran, le Guardie della Rivoluzione iraniane, avevano dichiarato che i siti occidentali da cui partivano i bombardamenti costituivano un obiettivo legittimo. 
Nei mesi scorsi numerosi attacchi antisemiti in Gran Bretagna, diretti contro sinagoghe e centri ebraici, erano stati rivendicati da una sigla filo-iraniana poco conosciuta, dietro la quale però il governo di Londra ha intravisto proprio la mano dei pasdaran.
Se questa è la pista principale, gli investigatori britannici mantengono tuttavia aperta ogni ipotesi, specialmente dopo la raffica di attacchi ibridi che si sono verificati in Europa e sono stati attribuiti ai servizi russi. La Gran Bretagna è il Paese europeo che più sostiene la resistenza ucraina e per questo viene presa particolarmente di mira dalla truculenta propaganda del Cremlino.
Va detto anche che fino a poco tempo fa, attorno alla base di Fairfield, non sembravano esserci particolari misure di sicurezza: soprattutto nelle prime settimane dei bombardamenti americani sull’Iran, folle di curiosi si radunavano attorno al perimetro della base per osservare gli spettacolari decolli dei jet militari. Era possibile avvicinarsi fino a pochi metri dalle piste di decollo, anche a bordo di automobili, con la polizia che effettuava solo sporadici controlli. Ultimamente le misure di sicurezza era state rafforzate, ma ciò chiaramente non ha dissuaso gli aspiranti attentatori dal tentativo di fare un colpo grosso.