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 2026  settembre 27 Domenica calendario

Società Ponte sullo Stretto, lascia il direttore tecnico

Alla vigilia dell’attesa ripresentazione della delibera al Cipess per il Ponte sullo Stretto, il direttore tecnico della Società Stretto di Messina, Valerio Mele, lascia la società. Dal prossimo 1° ottobre, infatti, assumerà l’incarico di chief operating officer «alle dirette dipendenze dell’amministratore delegato di Anas, ruolo di massimo vertice tecnico dell’azienda», spiega una nota della società. «L’ingegner Mele negli ultimi tre anni ha acquisito una grande esperienza maturata nella gestione del progetto del ponte sullo Stretto di Messina».
E questo potrebbe rappresentare un problema, visto che Mele lascia in un momento cruciale, come evidenzia la stessa nota quando sottolinea che «il nuovo incarico coincide con l’avvio nei prossimi giorni dell’istruttoria presso il Cipess, con la quale si aprirà una nuova fase per lo sviluppo del progetto». Il nuovo incarico in Anas – sempre secondo lo stesso comunicato – però «è stato deciso e condiviso da tempo e la Stretto di Messina ha già acquisito le risorse tecniche necessarie per la realizzazione del ponte che ha recentemente ottenuto il parere favorevole da parte dell’Art e del CSLP (il Consiglio superiore dei lavori pubblici)». La nuova delibera del Cipess per l’approvazione del progetto definitivo è attesa entro la fine del mese. Il ministero delle Infrastrutture è al lavoro con la società Stretto di Messina dopo lo stop della Corte dei Conti. Si tratta di un passaggio cruciale verso la fase operativa e quindi l’avvio dei lavori di quello che resta «uno degli obiettivi del governo».
Il cronoprogramma prevede l’apertura al traffico nel 2034, dopo 7,5 anni di lavori. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha assicurato: «Sto lavorando giorno e notte insieme a una schiera di tecnici, di ingegneri e di docenti universitari perché il Ponte sullo stretto che collega la Sicilia, l’Italia e l’Europa al mondo diventi finalmente realtà, con l’apertura dei cantieri».
Nonostante ciò, va avanti la battaglia contro il Ponte di associazioni e ambientalisti. Nei giorni scorsi il comitato «Invece del Ponte», che raccoglie cittadini e tecnici contrari all’opera, ha spiegato che il progetto contiene 361 prescrizioni «vincolanti», come sostenuto dal parere del 6 agosto scorso del Consiglio dei lavori pubblici, e il Cipess non «può legittimamente approvarlo in quanto non concluso dal punto di vista tecnico». Serve quindi «una revisione approfondita: vanno accertate sicurezza, fattibilità tecnica e costi dell’opera alla luce delle prescrizioni formulate dal Cslp». E ha annunciato una diffida al Cipess.