la Repubblica, 27 settembre 2026
a proposito dei cornuti
Caro Merlo, Vannacci ha sentenziato: “Reggio Calabria sarà la nostra Sassonia”. Il suo patrimonio lessicale, però, più che ai famosi sassoni Lutero e Novalis attinge a Peppino e Totò. Per infangare i rivali di Forza Italia, dalle cui fila ha “scippato” il candidato alle elezioni suppletive per un seggio alla Camera, il generale afferma che oggi sono cornuti e domani saranno mazziati.
“Cornuto sei tu e chi non te lo dice”. Anzi: “Curnutu sì tu e cu nun t’u dice”, ha replicato il sindaco forzista di Reggio. Un impegnato dibattito, dunque sul futuro della Calabria. Ma oggi, quando nemmeno l’ottuso bue si sogna più di dare del cornuto all’asino, non ti sembra che si tratti di un insulto passato di moda?
Mirella Serri
Risposta di Francesco Merlo
FRANCESCO MERLO MIRELLA SERRI
Risale a più di due secoli fa, al socialista utopista Charles Fourier, anticipatore di Marx, l’idea che tutti gli uomini sono cornuti. Secondo Fourier, le corna sarebbero state la risposta metafisica e obbligata della natura alla gabbia monogamica della civiltà del suo tempo. Fourier classificò 180 tipi di cornuti, che andavano dal cornuto puro e semplice al cornuto tranquillo al cornuto contento…
Ebbene, scorrendo l’elenco arrivo a Reggio Calabra dove Vannacci, avendo dato del cornuto ai suoi avversari, sarebbe, secondo Fourier, il cornuto controllore che, sorvegliando e denunziando le corna degli altri, non si accorge delle proprie.