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 2026  settembre 27 Domenica calendario

Lula vieta le scommesse e si gioca tutto al voto. Protestano i club di calcio

Il club del Flamengo, campione in carica della Copa Libertadores, è subito insorto. Rischia di perdere oltre 70 milioni di euro in introiti pubblicitari, per colpa dell’ultimo decreto presidenziale. A poco più di una settimana dal voto in Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva ha messo fuori gioco i siti di scommesse sportive e i casinò online. «Misura necessaria, dura e drastica. È come un cancro: o rimuoviamo il tumore o ci ucciderà», ha affermato il presidente che insegue un quarto mandato.
Peccato che ben 13 dei 20 club calcistici di Prima divisione abbiano come sponsor principali proprio le società di scommesse. «Non si può creare una legge, ottenere l’adesione di aziende e istituzioni e poi, da un giorno all’altro, cambiare l’intero quadro normativo», protesta il Flamengo. Il provvedimento è provvisorio, perché deve essere ratificato dal Congresso, ma dal 6 ottobre, ovvero due giorni dopo il primo turno elettorale, le piattaforme digitali dovranno cessare le attività. L’obiettivo è «alleviare il debito delle famiglie» e combattere la ludopatia. Si stima che il gioco d’azzardo costi alla società brasiliana 38,8 miliardi di reais (6,57 miliardi di euro) all’anno e contribuisca ad aumentare il tasso di suicidi e depressione.
Secondo gli ultimi sondaggi, il decreto potrebbe premiare alle urne Lula, che attualmente è alla pari con Flavio Bolsonaro, suo principale sfidante al voto del 4 ottobre. L’offensiva contro le scommesse è un tema chiave nella campagna per la rielezione del presidente uscente, che martedì scorso, durante il suo discorso alle Nazioni Unite, ha dichiarato che queste piattaforme hanno trasformato il gioco d’azzardo in un «vizio guidato dal profitto».
Bolsonaro jr, figlio dell’ex presidente Jair, che sta scontando una condanna a 27 anni per tentato golpe, ha definito il provvedimento «una manovra elettorale». Al suo fianco è schierato Neymar, stella del Santos e volto di molte campagne pubblicitarie dei siti di scommesse, oltre che convinto sostenitore dell’estrema destra brasiliana.
Entra così nel rush finale la corsa per il primo turno delle elezioni in Brasile, che già preannuncia un duello all’ultimo voto, nel ballottaggio del 25 ottobre. Sarà una sfida all’ombra di Donald Trump che, dopo Argentina, Cile, Perù e Colombia ora scommette in una vittoria delle destre anche in Brasile, per consolidare la sua influenza in America latina. Tant’è che nei giorni scorsi la coalizione di sinistra ha denunciato una presunta interferenza a sostegno di Flavio Bolsonaro da parte di Rockbridge Network, la rete di donatori co-fondata dal vicepresidente Usa JD Vance. E Lula tuona: «Il Brasile non è il giardino di casa di nessuno».