Corriere della Sera, 27 settembre 2026
Parigi rapita dal Papa. Oltre 800 mila fedeli alla messa
Dalla piazza, come una navata di tre chilometri, i fedeli lungo gli Champs-Elysées raggiungono Place de l’Étoile e più oltre l’Avenue de la Grande-Armée. Ci sono ottocentomila persone e tra queste una quantità stupefacente di ragazze e ragazzi che gridano di gioia «Léon, Léon», mentre Leone XIV gira in auto tra la folla e li saluta, sembra quasi una Giornata mondiale della gioventù. Il Papa ha celebrato la messa a Place de la Concorde, ieri pomeriggio, ed è la prima volta nella storia che accade. S’era visto qualcosa di simile solo nel 1814, quando lo zar Alessandro fece montare un altare nel punto esatto in cui il 21 gennaio 1793 era stato ghigliottinato l’ultimo re di Francia, Luigi XVI, e celebrare una messa riparatoria e un Te Deum, ma in rito ortodosso: «Sono questi spettacoli che le deboli generazioni che seguiranno il mio secolo non vedranno più», raccontava Chateaubriand nelle «Memorie d’oltretomba». E invece. «Da questa bella città di Parigi, prego con fervore affinché l’acqua viva dello Spirito Santo si diffonda su tutta la Francia», ha sorriso il pontefice nell’omelia: «Non tenete la fede in Gesù Cristo solo per voi stessi, ma lasciatela traboccare per dissetare e colmare le persone che incontrate. Spetta a voi portare la speranza là dove regnano lo scoraggiamento e l’aridità spirituale».
«Una messa monumentale nel cuore di Parigi», ha commentato Emmanuel Macron: come previsto, il presidente non era presente, in omaggio alla laïcité, anche se in compenso c’era la moglie Brigitte. Quest’anno in Francia ci sono stati 21.386 nuovi battesimi, il 20 per cento più dell’anno precedente, e tra questi 8.152 adolescenti e 13.234 adulti per lo più giovani. «Come voi sono stupito dal numero di persone che si riaffacciano alle soglie della fede», considerava il Papa la mattina, rivolto a vescovi, catecumeni e neofiti all’istituto cattolico parigino. Eppure, con buona pace dell’intelligenza artificiale, «gli esseri umani non possono vivere senza senso». Nessun trionfalismo, Leone XIV chiede piuttosto «spirito di responsabilità». Place de la Concorde venne chiamata così dopo il sangue sparso dalla Rivoluzione e dal Terrore, qui fu giustiziato anche Danton. Prevost ha raccomandato una «chiesa aperta» e tutto il viaggio è incentrato sul dialogo, «tanto più urgente nel contesto della Francia odierna, dove persone di diverse appartenenze culturali e religiose sono chiamate a convivere e a dare il proprio contributo», diceva all’Eliseo. La sera il Papa ha raggiunto Lourdes e s’è inginocchiato nella Grotta di Massabielle, una lunga preghiera silenziosa davanti all’immagine della Madonna prima di recitare un’orazione per il Paese: «Ottieni per la Francia governanti saggi e generosi, pronti al sacrificio di sé capaci di affrontare le sfide e desiderosi di servire il bene comune. Che la mantengano in pace nel concerto delle nazioni. Che facciano sentire la sua voce per promuovere la difesa dei diritti umani fondamentali e la pace nel mondo, respingendo per sempre le logiche di guerra».