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 2026  settembre 27 Domenica calendario

Parte la campagna di FdI contro il velo islamico: «Nessuna resti nascosta»

Si chiama «Nessuna resti nascosta» la nuova campagna di Fratelli d’Italia contro la diffusione dell’integralismo islamico. Una raccolta firme presentata in Parlamento «per vietare il velo integrale in tutti i luoghi pubblici, punire severamente il fenomeno dei matrimoni combinati – si legge in una nota del partito —, vietare il rilascio dei certificati di verginità, stabilire controlli più stringenti sui luoghi di culto con maggiore trasparenza sui finanziamenti e prevedendo la chiusura temporanea laddove si propagandino idee fondate su superiorità e odio».
Sara Kelany, prima firmataria della proposta e responsabile del dipartimento immigrazione di FdI, spiega: «Si procederà speditamente con l’approvazione della proposta di legge per estendere il divieto del velo integrale in tutti i luoghi pubblici. In Italia si rispettano le nostre leggi». L’annuncio segue di pochi giorni la conferenza stampa in cui la Lega ha lanciato il suo «pacchetto contro l’Islam integralista». Una forte attenzione ad un tema da sempre caro al centrodestra che, a un anno dal voto, gli alleati di governo cavalcano in maniera diversa. Per il centrosinistra questa è la dimostrazione plastica di una coalizione in affanno, per la concorrenza a destra di Roberto Vannacci.
L’iniziativa va sulla scia del recente decreto del governo per vietare burqa e niqab nelle classi scolastiche. Tanto che Kelany plaude al governo «che con il decreto scuola ha vietato il velo integrale nelle classi, perché se è inaccettabile coprire il volto delle donne, lo è ancora di più nei confronti delle bambine e delle ragazze». E continua: «I valori di libertà, uguaglianza e parità tra uomo e donna non sono negoziabili. Assurdo che le sinistre, per mero tornaconto elettorale, non sposino una battaglia per la libertà delle donne».
La campagna dei meloniani si svilupperà con iniziative che toccheranno tutte le regioni d’Italia. Sono 20 le prime tappe in programma. Si parte il 1° ottobre a Potenza e Matera, il 2 a Bari, il 3 a Perugia. Poi l’8 a Roma, il 10 a Trento, Genova, Aosta, Udine, Ancona e Padova. Si prosegue il 16 a Tortolì, Catanzaro e Campobasso, il 17 a Pescara, il 18 a Palermo,il 23 a Bologna e Firenze, il 24 a Torino, il 27 a Napoli e il 20 novembre si chiude a Milano. «Una tappa, quest’ultima, fondamentale dal momento che sono ben 150mila i mussulmani presenti nel capoluogo lombardo – afferma Riccardo De Corato, deputato di FdI —. In quartieri come San Siro e in provincia la concentrazione è altissima».